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Alan Wake Remastered è una sfida all’egemonia mediatica di PlayStation

Uno degli aspetti della console war?

Prima che il mondo dei videogiochi, la settimana scorsa, venisse invaso dalle notizie del PlayStation Showcase (a proposito, qui trovate tutti gli annunci) c’è stata un’altra notizia che ci ha colto di sorpresa, e ci ha fatto gioire: l’annuncio di Alan Wake Remastered.

Una notizia data direttamente da Sam Lake sul suo profilo Twitter, accompagnata da una lettera aperta ai fan pubblicata nello storico sito dei fan, The Sudden Stop. Già da un po’ i rumor su Alan Wake Remastered avevano cominciato a circolare ma erano, appunto, solo dei rumor.

Chi ha giocato Control, in particolare il DLC chiamato “AWE” poteva avere un indizio in più, al massimo. Nel finale del segmento di gioco del contenuto aggiuntivo, all’interno degli uffici della Oldest House viene divulgata una comunicazione di un evento EMA che avviene a Cauldron Lake ma con una stranezza, cioè datato “due anni nel futuro”, ovvero il 2021.

Le congetture dei fan avevano elaborato l’annuncio di un sequel per quest’anno, che invece si è trasformato nell’annuncio della Remastered. Un lavoro che abbiamo potuto sbirciare in questi giorni con un nuovo trailer, il quale ci rivela anche la data di uscita fissata per il 5 ottobre 2021.

Un ritorno che fa estremamente piacere, per una serie di motivi abbastanza ovvi.

 

Il primo perché Alan Wake è stato il videogioco che ha consacrato Remedy definitivamente, una storia unica per quello che era il panorama attuale, raccontata in un modo a dir poco avveniristico per quello che era lo storytelling nei videogiochi all’epoca. E ritorna nel momento più alto della software house, dopo che Control ha dimostrato nuovamente la qualità dello studio finlandese.

Ma soprattutto, per la prima volta, arriva su console PlayStation.

Il lavoro di Remedy per Xbox 360 ha rappresentato per tutti questi anni uno degli ultimi emblemi di quelle esclusive cementate negli accordi. Dopo che anche Mass Effect è crollato negli anni, Alan Wake era l’ultimo titolo third party a rappresentare la potenza di Xbox in ambito di proprietà intellettuali.

Quando capitano queste cose sono sempre curioso nel vedere le reazioni della community e, come spesso accade, ho vinto di nuovo una scommessa contro me stesso. Mi sono detto: “Chi avrà il coraggio di lamentarsi di Alan Wake Remastered?”. La risposta è stata: molti.

Ritorno a Bright Falls.

Molti esponenti della community, la nostra e altrove, hanno espresso il proprio dissenso per quella che viene definita l’ennesima rimasterizzazione. Il che mi lascia sempre abbastanza incuriosito, perché c’è ancora una percezione molto falsata del mercato tra cosa esce veramente, e cosa i giocatori credano che esca, ma questo è un discorso di cui riparleremo, magari.

La curiosità della riflessione me l’ha suscitata un altro tipo di commento, più diffuso di quanto pensassi. La differenza di reazione tra l’annuncio di una IP di Sony come Horizon Zero Dawn o Death Stranding che arriva su altre piattaforme (PC, in questo caso), e il fastidio generato invece da Alan Wake Remastered che arriva su PlayStation.

E, pensandoci, questa è probabilmente una conseguenza naturale di quello che il mercato videoludico è diventato da una decina d’anni a questa parte. Dal 2013, per l’esattezza, quando Sony con PlayStation 4 ha iniziato la sua scalata al potere mediatico.

L’idea è questa: bene che le IP di PlayStation si diffondano, ma PlayStation non ha bisogno di accogliere altre IP. Come se il parco titoli delle console di casa Sony fosse così ampio, e di qualità, da non avere bisogno che qualcos’altro arrivi a rovinare l’idillio.

Uno scatto di Alan Wake Remastered.

Una visione iperbolica ovviamente, ma è questo che la community degli utenti PlayStation, in particolar modo i famigerati “sonari”, vive ogni volta che c’è una situazione del genere. Non c’è altra spiegazione, perché altrimenti cosa ci sarebbe da lamentarsi del ritorno di una IP come Alan Wake, finora bloccata nel mondo PC e Xbox, che finalmente è possibile apprezzare su quasi tutte le piattaforme disponibili?

Negli ultimi otto anni grazie al lavoro, va detto, inappuntabile di Sony lato marketing, si è parlato principalmente solo di PlayStation. Al di là di Nintendo che vive in una sua nicchia di pubblico altamente fidelizzato, e giusto un paio d’anni dove qualcuno inizia a far notare (lato informazione e lato community) la validità di Xbox Game Pass anche se c’è voluta l’acquisizione più grande della storia dei videogiochi per farlo notare, il settore è stato monopolizzato dal brand PlayStation.

Si è creato un attaccamento fortissimo nella community, generando un vero e proprio esercito di evangelisti pronti a tutto. E non è neanche console war, è qualcosa che va oltre questo concetto. Non è tanto “PlayStation è meglio di Xbox”, quanto “PlayStation”. Punto, non esiste altro.

Anche quando Sony traballa, sbaglia e perde colpi, si rialza in piedi grazie alla sua fedelissima community. Lo potete notare da alcuni dei commenti sotto ad uno degli ultimi articoli che abbiamo pubblicato. Per i più fedeli sostenitori di PlayStation non ci sono argomentazioni che tengano: il marchio è il numero uno e non si tocca.

Un riassunto perfetto del mondo PlayStation?

Questo ha generato una valanga di effetti positivi per Sony, tra cui la vendita sconsiderata di PlayStation 5 nonostante le esclusive ed i motivi per averla realmente non siano così tanti.

PlayStation è uno status symbol, e le sue proprietà intellettuali sono veri e proprio fenomeni di cultura pop. The Last of Us Parte 2 è arrivato alla stampa generalista, tutti ne hanno sentito parlare e tutti hanno avuto l’eco delle polemiche sulle tematiche sociali e politiche, anche chi non sa neanche tenere un controller in mano.

Quella che Sony è riuscita a creare, e in un mercato commerciale è un grande merito sia chiaro, è una vera e propria egemonia mediatica intorno al brand PlayStation.

Tornando a noi, ecco perché ai sonari non interessa Alan Wake Remastered: perché non ne sentono il bisogno. Oltretutto è anche una proprietà intellettuale legata a Microsoft, con Xbox 360 – quindi apriti cielo.

Days Gone.

Al contrario, per l’egemonia di cui sopra, nell’opinione pubblica si è diffusa l’idea che “videogiochi PlayStation = capolavori a prescindere”, e quindi nel momento in cui una di queste IP arriva su altre piattaforme si riaccende l’attenzione globale e tutti sono felici. Il ragionamento è assoluto ovviamente, non è una critica né una lode sperticata inamovibile. Questo è ciò che, inevitabilmente, ora succede quando si parla di porting, rimasterizzazioni e allargamento delle piattaforme disponibili per una IP.

Vi ricordate, per esempio, che fino a non molto tempo fa nell’opinione comune il fatto che Days Gone 2 non si farà mai era considerato un delitto? Un videogioco medio, scomparso rapidamente dalle cronache, ma l’ennesimo titolo legato a Sony che diventa un baluardo dell’evangelismo di cui sopra.

Questo è un grande punto di forza per un’azienda. Avere una community così fortemente attaccata ai propri prodotti significa potersi permettere di sbagliare più volte, così come di giocare con la loro percezione e aprire i preordini di una console senza rivelare alcuna informazione.

Mentre anche Uncharted, il brand che per eccellenza rappresenta PlayStation, cede e arriva su PC con Fine di un ladro e L’Eredità Perduta, Alan Wake Remastered è una vera e propria sfida all’egemonia mediatica di PlayStation. Una vecchia esclusiva Xbox 360 che torna, in versione rimasterizzata, ed esce anche su quella PS5 che al momento ha già esaurito molto delle sue cartucce migliori in attesa della ricarica del prossimo anno.

Infine è anche l’ennesimo segnale che ci ricorda come il vecchio concetto di esclusiva, ormai, non esista più. I videogiochi arrivano dovunque a prescindere da cosa le aziende vi dicano.

Per gli utenti PlayStation all’ascolto, attenzione: qualunque cosa facciate non andate nell’oscurità, restate nella luce. E prenotate Alan Wake Remastered per PS5 al miglior prezzo!