Recensione 5 min

Winning Eleven 10

E sono dieci….
Ormai ne è passata di acqua sotto i ponti da quando la Konami., l’ormai lontano 1995, diffuse il suo primo Winning Eleven. Già da li, però, si capì ben presto che quello sarebbe stato solo il primo di una lunga serie destinata a fruttare successi dopo successi, e tutto ciò a discapito della EA Sport Games con il suo Fifa. Infatti da quel momento la EA incominciò a inghiottire i bocconi amarissimi della sconfitta ( in questo caso non sul campo ma a livello economico e di guadagni ) e ad accontentarsi di quell’ umile status, dove ci si limita a raccogliere le briciole cadute dalla tavola dei padroni giapponesi ( rappresentati dalla Konami ). Ma questa è oramai divenuta storia, ora ritorniamo con i piedi per terra e parliamo del presente. Ossia di WE 10. Quest’anno la Konami ha accelerato i tempi di uscita ( di solito previsti a fine Agosto) del prodotto e ha posto sul mercato l’ ultimo gioiello di casa anticipatamente, in vista dei mondiali di calcio o meglio in vista della grande quantità di denaro che i mondiali frutteranno. E dunque viene subito da domandarsi se la fretta ,come spesso accade, sia stata cattiva consigliera per i produttori…. Beh allora non indugiamo troppo, partiamo e scopriamolo subito!

Piattaforma:
PS2
Genere:
sportivo
Data di uscita:

Vinci il tuo mondiale!
Una volta inserito il gioco nella Ps2, noteremo subito la grande novità: finalmente anche Winning Eleven sarà in 16:9 e questo significa che potrà essere adattato anche alle tv color di nuova generazione come i pannelli LCD e il Plasma Widescreen. Visto questo, sicuramente alcuni ,ancora inconsapevoli, spegneranno ‘emozionati’ la play, pronti a spostarlo affianco alla loro Tv al plasma per godersi a pieno il gioco da lì (…..lo posso ben dire, poiché cosi’ ho fatto anche io). Dopo questa piccola pausa, diamo uno sguardo alla presentazione. Nel filmato introduttivo scorgeremo come protagonisti il giocatore del Celtic ( ex Reggina ) Nakamura e la vecchia gloria brasiliana e attualmente c.t. della nazionale giapponese, Zico. Ma come ormai accade da tempo esso ( seppur migliore dei precedenti ) non apparirà di certo di livello eccelso, anchè perché il suo scopo è sostanzialmente quello di parlare al giocatore, annunciando: ‘non alzarti da quella sedia, perché i mondiali sono qui’. Passando alla schermata principale, noteremo subito ( l’ occhio vede ciò che vuole vedere ) i primi cambiamenti, per il resto, invece, tutto o quasi è rimasto invariato. Le poche aggiunte ,comunque, sono molto interessanti: vi è la nuova International Challenge Mode, in cui con la squadra nazionale selezionata, affronterete man mano le varie partite che vi permetteranno prima di qualificarvi per i mondiali e di seguito di arrivare a vincerli. Inoltre, sentirete ancora piu’ vostra la vittoria, grazie al fatto che sarete voi i ‘Lippi’ della situazione, scegliendo i convocati degni per ogni match. Le restanti opzioni, come detto, sono rimasti immutate. C’è la classica Master League, la novità dell’ anno scorso : il Nippon Challenge , le coppe e….le solite cose. Una notazione di merito va ,invece spesa per gli appassionati di editing , i quali saranno ben felici di sapere che potranno finalmente esultare. Infatti è stato rinfoltito sistema di edit permettendo, seppur con un complesso lavoro ( che vi terrà impegnati per ore), di ricreare in maniera abbastanza somigliante i game- player alle controparti reali.

Gameplay
Ormai rassegnati al fatto che il livello grafico ha raggiunto l’ apice già in WE 8 e che da li non si è piu’ schiodato, in sostanza, nei vari aspetti per ovvi motivi di debolezza della console stessa, in questi anni i developers giapponesi hanno puntato soprattutto sul modellamento del gameplay per renderlo sempre piu’ semplicistico e accattivante. Anche quest’ anno, quindi, il gameplay è la vera novità ( anche perché non ce ne sono state molte ). Innanzitutto, notiamo immediatamente al primo calcio d’ inizio che, la velocità complessiva di gioco è stata incrementata ( se siete abituati all’ ormai vecchiotto WE 9, vi sembrerà che vada fin troppo veloce, ma non preoccupatevi gradualmente vi abituerete, come è sempre successo). E questo, pensando al capitolo precedente, manifesterà una sorta di passo indietro dei ragazzi della Konami, un rinnegamento di tutto ciò che avevamo visto in WE 9…..ma badate bene, passo indietro si, ma mai così azzeccato. Infatti, grazie a ciò, verrà evidenziata una maggiore spettacolarità delle azioni di gioco, essendo i giocatori piu’ reattivi, e per questo si avrà un maggiore ‘divertimento’. Ciò però ha fatto fumare il cervello ad alcuni affezionati della serie, che hanno etichettato il titolo troppo frenetico e arcade, quasi ora fosse Winning Eleven a copiare Fifa. Aggiungendo che ciò è dovuto al fatto che i tutti i portieri sembrano essere afflitti della ‘ sindrome di Dida ’ ( non riuscendo a bloccare nemmeno un tiro calciato dai loro nonni ) e di una eccessiva facilità di tiro e di dribbling. Beh, in sostanza è vero che questo è il Winning Eleven piu’ arcade di tutti quelli fin ora visti e che i portieri sono diventati leggermente lacunosi ma, nonostante ciò, io sono dell’ idea che questi particolari dovevano essere necessariamente immessi, per attirare maggiormente la nuova generazione adolescenziale, vogliosa ( oltre che delle ragazze ) di giochi sempre piu’ rapidi, veloci e ovviamente belli a vedersi. Ma WE 10 non è solo questo. Infatti, sono state aggiunte anche nuove movenze, finte, animazioni e altre cose ancora . Prima di tutto notiamo l’ aggiunta di nuovi gesti tecnici dei portieri ( belle le parate con la mano di richiamo ) e dei calciatori. Di quest’ultimi, non saranno piu’ solamente delle rare eccezioni le spettacolari rovesciate e sforbiciate ( infatti, prima si diceva in seguito a queste: ‘uau,incredibile, che ha fatto questo giocatore!’, ora, invece, si dice: ho realizzato il terzo gol in rovesciata!). Inoltre, un’ altra cosa che mi ha colpito molto è la novità che riguarda l’ inserimento della punizione veloce, premendo R1+L1. Adesso finalmente, non dovrete aspettare per forza che tutti i giocatori della squadra avversaria si piazzino nel modo a loro meglio congeniale ma, potrete sfruttare il fattore ‘ imprevedibilità ’ , che vi permetterà di vincere addirittura un match equilibrato. Anche gli arbitri hanno subito alcuni accorgimenti, o meglio le loro decisioni. Il gioco scorrerà, infatti, molto piu’ rapido, poiché avremo arbitraggi all’ inglese, che tralasciano le piccole scorrettezze, se cosi’ possiamo definirle, come le spallate tra calciatori, e che, invece, interverranno nei momenti opportuni.

Grafica, sonoro e qualcos’ altro ancora….
Capitolo grafica ( in generale ) : Beh, che dire, il comparto grafico, come già denotato in precedenza, è rimasto piu’ o meno immutato. Comunque, vanno spese due parole sul fronte dell’ introduzione delle maglie di gioco ufficiali per le nuove squadre nazionali, di cui si è acquisita la licenza: Italia ( quelle da poco adottate dagli azzurri, davvero belle e molto fedeli alle originali), Olanda, Spagna e Argentina. Inoltre, visto che tutto è rimasto invariato, sono perdurati anche alcuni difettucci come: le scadenti textures dei manti erbosi, e l’ assenza dei tanto acclamati guardalinee ( ragazzi rassegnatevi su questo fronte, incrociate le dita per la next – generation).
Capitolo giocatori : C’è stato qualche perfezionamento nella resa dei volti di alcuni giocatori famosi ( certi ne avevano davvero bisogno, uno a caso: Luca Toni ) e l’ introduzione di nuove animazioni dopo un gol o dopo un brutto fallo.
Capitolo pubblico : Sugli spalti , gli orribili e inanimati omini in 2D permangono, imperterriti, nonostante la ‘campagna’ di protesta di tutto il popolo Wemaniaco per debellarli. Soltanto in alcune solite animazioni li possiamo ammirare in 3D, ma di certo esse non ci rinfrancano.
Detto del settore grafico, passiamo a quello sonoro. Esso presenta le solite musichette di sottofondo, oltre che l’ ineguagliabile commento tecnico di Kabira e Nakanishi, che strappa sempre una risata a noi occidentali, affiancati da un terzo cronista a bordo campo per raccogliere le sensazioni provenienti dalla panchina. Anche i cori innalzati dai tifosi sono i soliti, ovvero senza infamia e senza lode.
Unica gravosa pecca, è la detrazione misteriosa dell’ online sulla versione giapponese. Per fortuna per noi Europei il problema non sussiste piu’ di tanto, poiché comunque i nostri server non sfruttano anche quelli intercontinentali, ma ciò ci preoccupa per Pro Evolution 6, sperando che ritorni il servizio Online, tanto voluto nella precedente versione e ora a un passo dal riperderlo

-La migliore grafica calcistica…..
-Gameplay aggiornato e migliorato
-Longevità infinita

-….ma oramai un po’ vecchiotta
-Troppe poche novità
-Manca l’ online
– Konami si è adagiata sugli allori

8.0

In definitiva, ecco arrivare il nuovo gioiellino della Konami. E’ vero, i produttori si sono adagiati, come accade ormai da tempo, un po’ troppo sugli allori, facendo imbestialire molti di noi che si aspettavano quelle novità in piu’ che non sono mai arrivate, ma Winning Eleven è Winning Eleven, e nonostante tutto mantiene sempre quel fascino che lo ha sempre contraddistinto. E poi, ormai non si puo’ piu’ fare di meglio su questa ( vecchiotta ) Ps2, quindi ‘accontentiamoci’ per ora del migliore gioco di calcio per questa generazione e incrociamo le dita nella speranza che sulle console di next-gen le cose migliorino.