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Speciale Hardware n.6

In questo speciale tratteremo nello specifico due categorie nelle quali l’accoppiata AMD/ATI sta concentrando molteplici risorse in questo ultimo periodo. Stiamo parlando del settore mobile e quello multimediale, che rispondono rispettivamente al nome di AMD Vision ed Ati Eyefinity.

Una Visione più chiara
Lo sviluppo dei computer portatili sta aumentando a macchia d’olio, arrivando ad occupare una macroscopica fetta del mercato informatico, sino a qualche anno fa monopolizzato dagli “ingombranti” computer da tavolo. Grazie ad una popolare diffusione economica, accompagnata da ottime prestazioni, il notebook è diventato uno strumento di lavoro e divertimento ormai irrinunciabile ai più. In questi anni tuttavia, nel settore mobile è stata quasi sempre Intel ad avere la meglio su tutti, raggiungendo un livello prestazionale e tecnologico superiore alla concorrenza. Dal canto suo AMD ha annunciato lo scorso settembre Vision, un nuovo brand marketing con l’infausto compito di risollevare le sorti del mercato mobile. L’obiettivo di questo marchio è quello di mettere l’acquirente nelle condizioni di acquistare un prodotto adatto alle sue esigenze, senza possedere nessuna particolare conoscenza tecnica. Vision, per mettere in atto questo piano, ha diviso in maniera molto chiara e semplice i suoi prodotti in quattro categorie diverse, che si contraddistinguono in base al loro utilizzo e alla funzioni che possono svolgere.

AMD Vision È il computer di base, che permette di svolgere tranquillamente i più comuni compiti, che non richiedono particolari risorse hardware. Ad esempio, la visione di fotografie, riproduzione video e musicale, navigare su internet e anche giocare a videogiochi poco esosi in termini di hardware.
AMD Vision Premium Oltre alle classiche funzioni base, questo notebook permette la riproduzione di film in Blu-Ray, audio/photo editing e l’utilizzo della webcam.
AMD Vision Ultimate Il computer in questa fascia permette di eseguire montaggi video e giocare a molti dei videogiochi attuali.
AMD Vision Black È la fascia dedicata ai videogiocatori che vogliono provare anche i titoli più pesanti e non disdegnano un po’ di overclock. Questo step è stato aggiunto con la nuova infornata di modelli.

Ovviamente le caratteristiche tecniche potranno ancora essere consultate dagli appassionati, ma in questo modo è molto chiaro come AMD si approcci all’utenza media in una modalità del tutto inedita e molto più familiare del solito. Questa scelta ha dato ragione all’azienda, che dal rilascio dei primi prodotti lo scorso Novembre, ha ottenuto buoni risultati nelle vendite e ricevuto ottimi feedback dai partner OEM. Il futuro passo sarà rappresentato delle nuove periferiche APU previste per il prossimo anno, che integreranno CPU e GPU nello stesso package. Quest’anno invece, è la volta di due nuove soluzioni portatili molto interessanti, già disponibili da metà Maggio.
Si tratta della piattaforma Danube, per notebook di fascia media, dotata di tecnologia quad core e sistema video integrato per DirectX 10.1 o, a scelta, scheda video dedicata della serie Ati Mobility Radeon HD 5000, compatibile con le nuove librerie Microsoft DirectX 11. La seconda piattaforma new entry è Nile, che andrà ad occupare la fascia di mercato Ultrathin, (per chi non lo sapesse, si tratta di notebook dotati di un profilo ultrasottile che non supera in 2,5 cm di spessore e uno schermo che va dagli 11 ai 13,3 pollici) dotata di un processore dual core, memorie DDR3 e una scheda video integrata compatibile con le DirectX 10.1, ma anche qui può essere inserita una scheda grafica Ati compatibile con DirectX 11. Per quanto riguarda i consumi, entrambe le piattaforme hanno portato una notevole diminuzione grazie al processo produttivo a 45nm, che equivale, in termini di tempo, ad una superiore durata della batteria di circa due 2 ore. Il lavoro svolto da questo nuovo brand è davvero lodevole. Non tanto a livello di prestazioni, ma perchè ora il notebook possiede una identità ben distinta, che può essere inquadrata tramite queste quattro fasce proposte da AMD. Senza quindi proporre tecnologie prestazionalmente superiori, Vision presenta dei portatili maggiormente completi ed equilibrati per le esigenze dell’utente medio, ma nono solo. È un’idea davvero interessante e lungimirante, che potrebbe fare da traino ad un modo di “Visione” del prodotto completamente diverso, che si basa più sulle sue effettive capacità produttive e non sulla tecnologia di cui è composto, che effettivamente non preme particolarmente l’utente medio. Ci teniamo a precisare che AMD Vision è presente anche a livello di computer desktop, che può contare un roster tecnologico sicuramente ancora più completo di quello notebook. Questi preassemblati sono composti da CPU Phenom II e Athlon II con schede video Ati Radeon della serie HD 5000. Ma è molto palese come questo brand sia focalizzato maggiormente a livello di mobile, più che desktop, dove AMD ha ancora un’ottima richiesta.

Eyefinity: il multidisplay a sei occhi
È da sottolineare che, almeno in ambito professionale, la possibilità di usufruire di soluzione multi-monitor non è propriamente una novità, ed è già presente da qualche anno. Con la proposta di Ati è tuttavia possibile utilizzare contemporaneamente ben sei display (al massimo), tramite una sola scheda video della serie HD 5000. I vantaggi offerti da questa soluzione sono sicuramente molto interessanti, sia in ambito lavorativo che videoludico. Potendo gestire una tale quantità di schermi è facile tenere sotto controllo più applicazioni contemporaneamente e la possibilità di passare da una all’altra senza interruzioni. Un sistema perfetto per il multitasking. Inoltre questi “muri” hanno una grande versatilità di soluzioni applicabili. Sono, infatti, molte le combinazioni possibili grazie all’ausilio del software Catalyst Control Center, che permette anche di creare gruppi di schermi, facendoli riconoscere al sistema operativo come monitor singoli, e quindi, lavorare come tali in modo indipendente fra di loro. Una delle caratteristiche principali, e veramente innovativa, è proprio il rendere gli schermi utilizzati, come fossero uno solo grazie ad una sola scheda video. Questo principio è fondamentale, soprattutto in ambito videoludico, dove è necessario che la fonte in uscita sia come se fosse una sola. Per ora i videogiochi compatibili al 100% con questa tecnologia non sono moltissimi, ma Ati sta lavorando per far in modo che almeno i titoli più recenti funzionino ottimamente. I videogiochi che sposano al meglio Eyefinity, soprattutto nella versione a sei schermi, sono i simulatori di volo, i giochi di guida e gli strategici, mentre ci teniamo ad avvisarvi che gli sparatutto sono più fruibili con la metà degli schermi.. Nel 2002 anche Matrox propose il suo gaming surround, si trattava di una scheda video in grado di riprodurre videogiochi su tre schermi affiancati l’un l’altro in linea orizzontale. Possiamo dire che Eyefinity prende molto da questo pionieristico sistema Matrox, ma è facilitato nella resa effettiva dalla tecnologia odierna, che si avvale di monitor LCD meno ingombranti rispetto ai vecchi CRT e dotati di grandi risoluzioni, nonché una potenza di calcolo delle attuali GPU nettamente superiore al passato. Purtroppo, il problema maggiore che affligge EyeFinity, ma che è in realtà un problema intrinseco e tipico del multidisplay in genere, è il fastidioso bordo esterno dei monitor che inficia l’esperienza visiva. Fortunatamente durante il gioco il fastidio si percepisce appena, soprattutto con tre schermi. Si rileva maggiormente invasivo invece nella soluzione a sei schermi. È già in atto una riduzione della cornice da parte di Samsung, ma, almeno per ora, tale problema rimarrà sempre, anche se in maniera ridotta. Noi, ovviamente, abbiamo parlato degli utilizzi in ambito videoludico, ma teniamo presente i grandi vantaggi che possono essere apportati in ambiti lavorativi quali grafica, edilizia, design e molto altro ancora. Parlando di costi, in ambito professionale la spesa è relativamente contenuta se pensiamo ad altri sistemi, ma dobbiamo tenere presente che per un videogiocatore medio si tratta di un acquisto decisamente importante, in termini economici. Le schede video della serie “Eyefinity 6 Edition” (schede specifiche per Eyefinity che possono gestire fino a 6 monitor grazie a ben sei uscite video e una maggiore memoria video) hanno prezzi che si aggirano intorno ai 400/500 euro, mentre per i monitor siamo sui 250 euro. Anche solo per una soluzione a tre schermi ci vogliono più di mille euro. Comunque siamo certi nell’affermare che Eyefinity è una tecnologia molto utile e funzionale, ma per ora più indicata a livello professionale che videoludico.