Resident Evil 4

A cura di rspecial1 - 21 Marzo 2005 - 0:00

Dopo una lunga attesa finalmente anche nel nostro continente arriva il nuovo episodio del più celebre survival horror del mondo videoludico. Anni fa Capcom portò il terrore e la paura nelle nostre case creando questa celebre saga, da allora nonostante molti sequel e spin-off niente è realmente cambiato, a partire dagli immancabili zombie alla sempre presente corporazione Umbrella, giocando non tremavamo più. Le software house rivali hanno dato nel frattempo nuove forme alle nostre paure, ma nessun titolo ci ha fatto rivivere le sensazioni provate la prima volta…almeno fino ad oggi, giorno in cui Capcom sale nuovamente in cattedra e ridefinisce i survival horror per la seconda volta.

Sei anni dopo…
Per dare un netto tagli col passato Shinji Mikami ha optato per una decisione drastica, niente più zombie, niente più virus letali…o quasi. Sono passati sei anni dagli eventi accaduti a Raccon City, dalla distruzione della città ad opera del Presidente americano e dal fallimento della Umbrella. Il tempo necessario al caro Leon S. Kennedy per addestrarsi e diventare un agente incaricato della sicurezza della famiglia del Presidente degli Stati Uniti, ed è proprio per salvare la figlia rapita di quest’ultimo che ancora una volta si andrà a cacciare in grossi guai. La nostra avventura si svolgerà in Europa, in una piccola località in cui i servizi segreti hanno individuato la piccola Ashley, dove troveremo una popolazione molto ostile nei nostri confronti. Sin da subito ci ritroveremo ad affrontare molti nemici, ma come in ogni buon Resident Evil, nel corso dell’avventura troveremo un valido aiuto e vecchie conoscenze, per non parlare dei numerosi colpi di scena che nel corso dei cinque livelli di cui è composto il gioco ci porteranno ad un finale inaspettato e che lascerà di stucco tutti i fan. Una storia incredibile che vi terrà incollati al monitor e vi coinvolgerà sino all’ultimo sparo, raccontata in modo magistrale grazie alle sequenze d’intermezzo realizzate con una regia perfetta e caratterizzata da una continuità d’azione che verrà interrotta solo sporadicamente da piccoli caricamenti.

Il survival horror secondo Capcom
Rispetto al passato sono cambiate molte cose, finalmente controlleremo un personaggio veloce in modo naturale, in un ambiente completamente tridimensionale…nulla a che fare con il vecchio sistema di gioco, macchinoso ed ormai obsoleto. Ma non è solo la grafica del gioco ad essere cambiata ma l’anima stessa di Resident Evil.
Appena inizierete a giocare, dopo esservi ripresi dall’impressionante grafica del titolo, vi ritroverete a controllare Leon e tutti i suoi movimenti risulteranno estremamente semplici: il pad del Gamecube sembra realizzato appositamente per questo tipo di gioco in quanto offre un’impostazione dei tasti comoda ed intuitiva.
Per evitare di sprecare inutilmente proiettili importanti avrete la possibilità con la semplice pressione del tasto L di attivare il coltello, per combattimenti ravvicinati o più semplicemente per distruggere casse e raccogliere oggetti, con R prenderete la mira con l’arma da fuoco mentre con A effettuerete la maggior parte delle azione di gioco oltre che sparare, basterà avvicinarsi a dei personaggi od all’ambiente circostante perché appaia l’opzione relativa a ciò che potrete fare. La leva C serve per muovere la telecamera, mentre con B correrete o ricaricherete velocemente l’arma se utilizzato insieme ad R. Al tasto Z è stata data la funzione che vi permetterà di accedere alla mappa, Y per la videata di stato ed infine X per ordinare gli oggetti nella valigetta o nel corso dell’avventura per comunicare con la piccola Ashley.
A differenza dei precedenti capitolo vi accorgerete che risparmiare munizioni ed evitare i combattimenti è inutile, i programmatori hanno deciso infatti di dare un’impronta più da sparatutto al gioco mettendovi nei panni della preda cacciata da un branco di lupi affamati. Non avrete tregua in nessun livello, i nemici non solo vi cercheranno e si organizzeranno in gruppi per uccidervi ma cercheranno le soluzioni migliori per stanarvi casomai decideste di nascondervi. Dimenticatevi i vecchi zombie, non solo i comuni contadini saranno ben più resistenti e furbi (si scanseranno dalla traiettoria della vostra arma se li punterete troppo a lungo) ma più andrete avanti nei vari livelli e più le cose si faranno ostiche, con monaci pronti a tutto per rapire Ashley e mostri a tal punto enormi da far impallidire il serpente del primo episodio.
La varietà in Resident Evil 4 è impressionante, non solo per le ambientazioni in cui si svolgerà la storia, sempre varie e mai ripetitive sia nelle locazioni interne che esterne, ma anche per i Boss che dovrete affrontare o le situazioni di gioco in cui sarete chiamati ad usare non solo la materia grigia ma anche i vostri riflessi (sono presenti moltissime scene in cui sarà necessario premere al momento giusto i pulsanti che appariranno sullo schermo…ogni volta diversi, un elemento che porta alla mente i Quick Time Event del mai troppo lodato Shenmue di Sega), anche il modo in cui dovrete affrontare le varie missioni cambierà a seconda del livello, non sempre affrontare il nemico faccia a faccia sarà la cosa migliore, ad esempio non sarà una cattiva idea cercare di usare il fucile da cecchino per eliminare un po’ di nemici mentre ve ne state beatamente nascosti dietro un muretto…oppure darvela a gambe cercando la via di fuga più sicura e veloce per scappare dalle cannonate che cercheranno di farvi saltare in aria. Il tutto condito da sezioni in cui non solo dovrete badare alla vostra sopravvivenza, già di per sé problematica, ma anche della figlia del Presidente, che come da tradizione non vi sarà di aiuto anzi sembrerà che tenderà intenzionalmente a cacciarsi nei guai.
Da segnalare rispetto al passato l’introduzione di un vagabondo che vi venderà non solo nuove armi ma anche dispositivi che vi permetteranno di migliorare quelle che già possedete, mettendovi tra le mani un arsenale che comprenderà non solo pistole, coltelli, fucili manche svariati tipi di bombe a mano, lanciarazzi, Magnum, Bazooka, lanciafiamme ecc. ecc. Per comprare dovete per forza avere dei soldi, altra novità di questo episodio è infatti l’introduzione del denaro che potrete trovare in giro per i vari livelli, all’interno delle case o nei cadaveri dei nemici…

La potenza di un cubetto
Graficamente parlando il titolo lascia subito senza parole ed anche con un pizzico di stupore. Ogni dettaglio è reso perfettamente, a partire da Leon che sembra letteralmente vivo ed animato in ogni particolare, dai capelli alla bocca…non da meno saranno i nemici, per non parlare dei Boss enormi che incontreremo.
Oltre alle dimensioni ed all’elevato numero di poligoni rimarrete stupiti dinnanzi alle splendide textures utilizzate nel gioco, talmente ben realizzate che anche la pelle dei personaggi sembra vera. Stupendi anche gli effetti utilizzati per le luci e le varie esplosioni, ed in generale per tutti il lavoro svolto per animazioni e fisica di gioco (inutile dire che se colpirete un nemico su un braccio questo rimarrà ferito, stesso cosa per le gambe ed il resto del corpo…riuscirete anche a colpire le falci che vi lanceranno).
Il lavoro più sorprendente però lo si nota nei fondali, oltre ad essere totalmente in 3D presentano numerose animazioni della vegetazione ed una strutturazione complessa e ben studiata. Passeremo dal classico villaggio di contadini a strutture più complesse come castelli palazzi, ma anche laghi e zone rocciose, tutte realizzate con la stessa cura.
Per adesso il titolo Capcom rappresenta la massima espressione della potenza della console Nintendo, presentando una delle grafiche migliori mai viste negli ultimi anni …uno spettacolo per i nostri occhi.
L’audio non può non essere da meno in un titolo dove la tensione e l’angoscia devono essere trasmessi anche dall’udito, di sicuro avere un ottimo impianto Home Theatre per godersi il gioco con il supporto del Dolby Pro Logic 2 dovrebbe essere indispensabile per godere appieno di ogni piccolo campionamento sonoro presente nel gioco, ma anche il semplice Stereo non sfigura affatto.
Ottime le musiche, che non faranno che mettervi più agitazione e terrore nei momenti meno opportuni oltre che accompagnarvi per tutto il gioco, e di buon livello anche il doppiaggio dei personaggio (in inglese per i protagonisti mentre in spagnolo per i nemici, visto che il titolo si svolge in una regione non precisata del paese europeo famoso per le corride). Giusto per dovere di cronaca segnaliamo anche i difetti grafici del titolo che si fermano alla compenetrazione dei poligoni ed alla poca varietà dell’aspetto dei contadini, che anche se perfettamente curati sono sempre 5 o 6 modelli poligonali. Per il resto nulla da eccepire per un titolo che vi metterà a dura prova per ben 20 ore di gioco effettive.


– Realizzazione tecnica
– Gameplay vario
– Storia avvincente
-Mette Paura


– Compenetrazione poligonale


9.6

Capcom è riuscita a farci provare nuovamente le sensazioni di paura e di angoscia offrendoci un’avventura in cui l’adrenalina scorrerà a fiumi. Oltre ad una realizzazione tecnica eccellente sia per la grafica che per il sonoro ed un gameplay vario e mai ripetitivo, sono le forti emozioni che proverete durante l’avventura che vi faranno amare questo gioco, sicuramente tra i migliori usciti su Gamecube e non solo.
Per i fan della serie, che non rimarranno delusi, per gli amanti delle avventure, per chi predilige l’azione pura agli enigmi ed i giochi psicologici…ma più semplicemente un titolo consigliato a tutti quelli che dai videogiochi cercano sensazioni che vadano al di là del semplice divertimento, un Capolavoro impedibile per ogni vero videogiocatore.




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