Oil Rush

Provato
A cura di Ctekcop - 6 Dicembre 2011 - 0:00

Unigine è nota ai più smanettoni di hardware PC per aver sviluppato il benchamark Haeven il quale si è rivelato fin da subito in grado di mettere sotto torchio le schede video DirectX 11. Ebbene dopo prodotti inerenti il mondo della ricerca scientifica, le simulazioni e gli aspetti tecnici dei videogiochi, questo gruppo di sviluppatori ha deciso di creare in prima persona un videogioco vero e proprio. 

Oil Rush, questo il titolo della produzione, è in fase di sviluppo presso gli uffici siberiani della compagnia sin dall’agosto del 2009. Si è deciso di puntare forte non solo sulla grafica che sfrutta appunto l’omonimo engine proprietario, ma anche su un gameplay diverso dal solito strategico in tempo reale. 

Abbiamo avuto l’occasione di provare un codice della versione BETA già disponibile e giocabile immediatamente per chi preordina, su Desura o sullo store di Unigine al prezzo di 20 dollari, questo titolo in dirittura d’arrivo il 25 gennaio del prossimo anno.
Sembra proprio Waterworld
Oil Rush propone a livello di gameplay un vero e proprio mix, fresco, innovativo e forse azzardato, che attinge a generi quali gli RTS, RTT e pure i tower defense. 
È ambientato in un futuro mondo post-apocalittico sommerso dalle acque sulle quali si combatte una guerra per la spartizione delle ultime risorse sottomarine. Ciò ha dirette conseguenze sul tipo di offerta ludica proposta dagli sviluppatori. Difatti in ogni mappa si deve lottare per la conquista delle piattaforme marittime, alcune dedicate alla produzione di unità mentre altre più semplicemente dedite all’estrazione dell’unica risorsa necessaria: il petrolio.
La via della semplificazione è perseguita anche in altri ambiti: non si controllano direttamente le proprie unità ma ci si limita a selezionarne una quantità per poi muoverle da una piattaforma all’altra. Non si può decidere direttamente quali produrre: semplicemente in base al tipo di piattaforma che si riesce a conquistare, questa produrrà in maniera autonoma fino al raggiungimento del piuttosto basso limite di unità. Ecco quindi che a seconda delle esigenze e della disposizione delle stesse sulla mappa sarà più opportuno procurarsi una fabbrica di acqua scooter piuttosto che di aerei o elicotteri. Purtroppo non sembra esserci grande varietà di mezzi a disposizione visto che rientrano in sole 5 categorie ordinarie.
I puristi più intransigenti potrebbero effettivamente storcere il naso di fronte a tali semplificazioni eppure si viene catapultati immediatamente nell’azione grazie a un sistema che è sì diverso dal solito ma estremamente facile da intuire e comprendere anche per chi ha poca dimestichezza col genere.
La rincorsa al petrolio
Rimane comunque un’anima strategica non indifferente grazie all’albero tecnologico diviso in 3 diversi rami, da percorrere il più velocemente possibile, per accedere a potenziamenti dei propri mezzi, utili abilità speciali che richiedono l’uso del petrolio estratto o addirittura consentono la creazione di potenti unità come il sottomarino.
Inoltre in ogni piattaforma conquistata si possono costruire, ovviamente attingendo alle risorse petrolifere accumulate, delle boe galleggianti di difesa, armate di lanciarazzi o mortai d’artiglieria. Anch’esse sono potenziabili mediante le giuste scelte nell’apposito ramo tecnologico. Il tutto si basa su un semplice sistema di carta-forbice-sasso: il bunker galleggiante con mitragliatrice è l’ideale contro gli acqua scooter, l’artiglieria è più adatta contro i lenti anfibi, mentre i lanciamissili rappresentano l’ideale difesa antiaerea. Lo stesso vale per le unità, ognuna coi suoi punti deboli e di forza. Anche qui si cade forse in una eccessiva semplificazione considerando pure che i combattimenti si risolvono automaticamente nei pressi delle piattaforme senza una vera e propria differenza dovuta alla capacità di impartire ordini correttamente e rapidamente da parte del giocatore. Il vantaggio è ovviamente rappresentato da una barriera d’ingresso veramente bassa che sposta l’attenzione sulla corretta gestione del piano di battaglia, come suddividere le proprie truppe cercando di trovare il giusto bilanciamento tra l’ammassamento in una sola piattaforma e una generale diffusione su molte di esse.
Possiamo dire che l’ago della bilancia sarà rappresentato non solo dal bilanciamento del multigiocatore ma sopratutto dalla modalità campagna, non accessibile in questa beta, che dovrà indubbiamente inventarsi qualcosa almeno a livello narrativo per cercare di risultare convincente e stimolante. Piacevoli da questo punto di vista, e già provabili nella beta, alcune modalità diverse come la Tower Defense in cui non si controlla alcun mezzo ma ci si limita a piazzare le strutture difensive di ogni piattaforma in maniera tale da impedire al convoglio nemico che passerà di lì a poco di raggiungere la propria meta.
Boom! Boom!! Ka-boom!!! Baysplosion!!! Massive fire coming from the gunship!!!!!
Nonostante non si tratti ancora di una versione definitiva Oil Rush è già estremamente spettacolare e questo pur senza richiedere necessariamente le DirectX 11.
È tutto un turbinio di scie nei cieli, un continuo susseguirsi di esplosioni alla Michael Bay, un doveroso riempirsi di colonne di fumo piene e voluminose; il tutto con modelli poligonali e texture ben dettagliate sia nel caso delle piattaforme che dei mezzi militari.
Ovviamente l’elemento fondante del gioco, l’acqua, è realizzato in maniera egregia con una buona resa del moto ondoso generato dalle navi, stupendi riflessi e tocchi di classe come la visione del fondale marino dove si possono scorgere resti di autostrade, giungle e piccoli dettagli, come i fenomeni atmosferici, che rendono varie e diverse le ambientazioni delle mappe.
L’unico difetto è, forse proprio per via della telecamera liberalmente ruotabile e zoomabile, un orizzonte un po’ vuoto e stantio anche se bisogna prendere atto che effettivamente in un mondo sommerso dalle acque non è che ci si possa aspettare di scorgere chissà cosa in lontananza. 
Pure il comparto audio risulta essere sorprendentemente coinvolgente con brani rock dinamici che incalzano pesantemente nei momenti, per così dire, “caldi”.

– Graficamente già ottimo
– Gameplay che mischia gli RTS con i tower defense
– Immediato e spettacolare per tuffarsi subito nell’azione






Oil Rush è già a un ottimo punto dello sviluppo e si tratta senza dubbio di un titolo da tenere d’occhio perché potrebbe rivelarsi una delle sorprese dell’inizio del 2012. Rimane qualche dubbio da fugare in sede di recensione riguardo un gameplay forse non abbastanza profondo. Al contrario ha già ben impressionato per la sua spettacolarità tecnica e immediatezza.




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