Metal Gear Solid 3 (2nd Opinion)

A cura di S1lverangel - 19 Marzo 2005 - 0:00

Ormai le creazioni artistiche vengono considerate opere indipendenti, aventi ciascuna un “ego” proprio; non c’è più, come una volta, la tendenza di guardare chi effettivamente sta dietro a tale opera. Nei libri si è sempre usato mettere la biografia dell’autore, ma non altrettanto accade con i videogiochi, anche perché molte volte sono sviluppati da un folto gruppo.
Non è questo il caso di Metal Gear Solid 3, partorito esclusivamente da Hideo Kojima, e mi sembra un dovere iniziare la mia recensione scrivendo poche righe su quello che è uno degli sviluppatori videoludici più importanti, nonché il padre dello stealth game.
Hideo Kojima nacque nel 1963 a Setagaya (Tokio), ma crebbe a Kobe. Attirato dallo stile americano, coltivò sin da giovane la passione nello scrivere libri e sceneggiature per eventuali film; negli anni ’80 tentò d’intraprendere la carriera cinematografica.
Proprio in quegli anni conobbe Nintendo, che lo proiettò direttamente in un nuovo mondo, appena emergente ma con un grande futuro. Nacque così in lui un interesse per i videogiochi che lo spinse a cercare lavoro nelle software house giapponesi. Il suo talento venne scoperto da Konami, che lo mise alla produzione di giochi per la sua console casalinga MSX. Hideo colse subito l’occasione per creare Metal Gear (1987), MG Snake’s Revange (1990) e Snatcher (1993). In seguito sviluppò una nuova versione di Snatcher e Policenauts, quest’ultimi indirizzati a PC, Sega Saturn, 3D0 e alla PlayStation. Nel ’97 e nel ’98 sviluppò le due serie di Tokimeki Memorial Drama. Ma il suo vero progetto era sviluppare un seguito di Metal Gear, così all’E3 ha potuto mostrare Metal Gear Solid, sviluppato al momento per PlayStation. MGS gli portò immediatamente un immenso successo che lo elevò nell’olimpo dei più grandi sviluppatori di videogames.
Nel 2001 uscirono altri due masterpieces di Kojima, Zone of the Enders e Metal Gear Solid 2, nel 2003 usci l’immenso Zone of the Enders 2 e ora siamo arrivati a quello che forse è il suo titolo più riuscito, la materializzazione dei suoi sogni, Metal Gear Solid 3: Snake Eater.

Scenario storico
Tutti sappiamo che in seguito alla seconda guerra mondiale il mondo si vide diviso in ovest ed est, dando così inizio ad una delle più grandi ostilità mediatiche della storia, la Guerra Fredda.
Quello che forse tutti non sanno è che nel 1962, l’allora presidente degli stati uniti venne a sapere di un inquietante dispiegamento di missili nucleari a Cuba da parte dell’Unione Sovietica. Fortunatamente, dopo appena 12 giorni, il governo sovietico accettò di ritirare il proprio armamento missilistico da Cuba, ponendo fine a quella che fu denominata la “Crisi dei missili cubani”.
Naturalmente i sovietici non si ritirarono senza motivo apparente, esisteva dunque una condizione ufficiosa, cui gli americani sottostarono. Il patto prevedeva la consegna, da parte dei servizi segreti americani, dell’eminente scienziato sovietico, nonché disertore, Nikolai Stepanovich Sokolov.
Sokolov, ad insaputa dell’America, era un’importante pedina per l’aspirazione sovietica, l’inizio di una nuova era di terrore. Egli, infatti, era al comando di un progetto su di una nuova e temibile arma di distruzione di massa.
Solo due anni dopo, nel 1964, la CIA si rese conto della gravità della situazione, ed organizzò un progetto per la cattura di Sokolov, inviando un’unità segreta, denominata FOX, nell’impianto di ricerche dello scienziato, situato a sud della fortezza sovietica di Groznyj Grad.
La FOX è un gruppo d’intelligence segreto, che opera inviando in territorio nemico un unico agente, supportato via radio.
Era il 24 agosto 1964 quando un agente segreto irrompe segretamente in territorio sovietico, il suo nome in codice era Naked Snake.
Snake, il protagonista del gioco e il padre genetico di Solid e Liquid, divenne un membro della FOX dopo aver prestato servizio, prima nei berretti verdi e dopo nella CIA. È discepolo di The Boss, una soldatessa storica che da sola portò alla vittoria l’America nella seconda guerra mondiale. Grazie a lei Snake è un formidabile specialista in operazioni segrete e un abile combattente. Il suo punto di forza è il CQC (Close Quarters Combat), un’inarrestabile tecnica di combattimento ravvicinato, efficacissima sopratutto se usata su un nemico colto di sorpresa.
Visto così Snake sembra una fredda macchina da guerra, invece, col proseguo del gioco avremo l’opportunità di vedere la sua natura diffidente e timida e il suo enorme affetto per The Boss lo metterà a nudo, risulterà non un semplice protagonista di un videogioco, ma un personaggio dalle immense sfaccettature. Un uomo, più che un freddo soldato.

Tre marce in più
Questo terzo capitolo, con la sua particolare ambientazione, si discosta dai semplici stealth game. Non ci si trova più in edifici, ma il nostro campo da gioco è un’immensa giungla sovietica, non avremo a nostra disposizione sofisticati radar, ma dovremo affidarci esclusivamente alle abilità di Snake, esaltate al massimo da tre nuove implementazioni al gameplay, già ottimo, dei titoli passati.
La nostra missione consiste nell’infiltrarci in territorio nemico, senza far sapere a nessuno della nostra presenza, per evitare un incidente diplomatico.
Se vogliamo cogliere la vera filosofia del gioco, dobbiamo procedere evitando di farci vedere e di far scattare gli allarmi. A nostra disposizione non abbiamo un immenso arsenale, ma la natura, che se usata a nostro vantaggio, risulterà il nostro più grande alleato. Possiamo disporre di un vasto assortimento di tute mimetiche e di pitture facciali, ognuna adatta al territorio circostante. Sarà compito del videogiocatore scegliere la mimetica più adatta alla situazione e un utile e pratico indicatore, situato in alto a destra del teleschermo, ci permetterà di sapere se siamo bene mimetizzati con l’ambiente. Non basterà di certo una semplice scelta della mimetica a farci passare inosservati, l’indicatore di mimetizzazione sarà influenzato anche dalla nostra posizione e dai nostri movimenti.
Molto utile a questo scopo sono i numerosi movimenti:
– Corsa e semplice camminata: inclinando la levetta analogica sinistra ci sposteremo nella direzione desiderata. A seconda della pressione possiamo camminare, inclinando, leggermente la levetta analogica sinistra, o correre, premendo fino in fondo l’analogico sinistro.
– Movimento furtivo: usando la croce digitale Snake si muoverà con molta cautela, con questo silenzioso movimento, che risulta molto utile per seguire i nemici, non lasceremo alcuna traccia ma ci rende visibili e consuma vigore.
– Accovacciato/disteso: a seconda di quante volte o con quanta forza premiamo il tasto X ci possiamo accovacciare o distendere, in questa posizione Snake si muoverà strisciando. Questo movimento ci rende praticamente invisibili e ci dà l’opportunità di intrufolarci in spazi ristretti.
– Rotolare: premendo X durante la corsa possiamo rotolare, in modo da superare buche, evitare ostacoli, spostarci rapidamente da un ostacolo all’altro e addirittura travolgere i nemici.
– Scavalcare ostacoli e sospendersi: premendo il tasto Triangolo scavalcheremo gli ostacoli che arrivano alla cintola di Snake. Premendo sempre lo stesso pulsante sotto delle corde o davanti ai rami, possiamo sospenderci e da qui muoverci per nasconderci o raggiungere punti altrimenti irraggiungibili.
Sotto l’indicatore dell’energia vitale c’è quello del vigore, un importante elemento che influenza ogni nostra azione, se lo lasciamo scalare, il recupero dell’energia vitale sarà più lento e ci tremeranno le mani mentre puntiamo. Dobbiamo ripristinarlo mangiando vegetali o animali, che ci possiamo procurare usando il coltello di sopravvivenza o un’arma da fuoco. Il nostro Snake ha gusti davvero particolari, in base ai quali, il vigore aumenterà di molto, se si tratta di cibi gustosi, o di poco, se abbiamo ingerito cibi sgradevoli. Oltre al recupero di vigore, il cibo può avere diverse caratteristiche, alcuni risultano velenosi e altri avariati, ma per fortuna li possiamo usare in battaglia, lanciandoli ai nemici per indurli a mangiare.
Altra novità è il sistema di Cura, quando veniamo attaccati dai nemici o quando ci avveleniamo con il cibo, dobbiamo curarci. Le cure si dividono in mediche e chirurgiche, quindi è molto importane diagnosticare il problema per poi adoperare la giusta cura.

Close Quarters Combat
Il CQC è la base del corpo a corpo. Con questa tecnica, usata negli scontri ravvicinati, possiamo eseguire diverse manovre, semplicemente afferrando un nemico da dietro:
– Afferrare: basta premere il tasto Cerchio dietro o vicino ad un nemico e Snake lo afferrerà, tenendolo prigioniero in una morsa letale.
– Lancio: combinando la pressione del tasto Cerchio e l’inclinazione dell’analogico sinistro, possiamo scaraventare il nemico a terra facendogli perdere i sensi.
– Interrogare: mentre teniamo prigioniero il nemico, lo possiamo minacciare e interrogarlo tenendo premuto il tasto L3. Questa tecnica è molto utile per ottenere importanti informazioni.
– Scudo: sempre mentre teniamo prigioniero il nemico, possiamo usarlo come scudo e nello stesso tempo attaccare, semplicemente premendo il tasto Quadrato.
– Sgozzamento e Soffocamento: premendo a fondo il tasto Cerchio, mentre teniamo prigioniero il malcapitato, possiamo sgozzarlo oppure soffocarlo, premendo ripetutamente il medesimo tasto.
Questo sistema di combattimento è fatto talmente bene, che si ha come la sensazione che il Dual Shock sia stato fatto apposta per questo gioco. La perfetta simbiosi che hanno, il pad Sony ed il titolo Konamy esalta al massimo le abilità del giocatore, conferendo ad esso sempre maggiore dimestichezza, per infine arrivare ad un intesa perfetta.

A game apart
Kojima è ormai famoso anche per la passione che mette nella realizzazione dei boss: quelli di ZoE2 erano tra i più coinvolgenti mai visti. In MGS3 Hideo ha superato se stesso, rendendo ogni sfida con i boss un gioco a parte, dove si esce dalle regole, dove la narrazione raggiunge l’apice e il divertimento esplode.
Senza svelarvi niente mi limito a riferirvi i nomi degli otto Boss che incontreremo durante il gioco, tanto per elogiare ancora di più lo splendido lavoro svolto dal maestro Kojima: Ocelot, The Pain, The Fear, The End, The Fury, The Sorrow, Volgin e The Boss.
Ognuno di questi personaggi sembrano rispecchiare e mettere a nudo le caratteristiche di Snake, esaltando sia le sue abilità fisiche, sia la sua tempra morale.

A Saucerful of Secrets
Con questo paragrafo non voglio parlare del famoso album dei Pink Floyd, ma ne voglio citare il titolo per rendere l’idea di quanti segreti ci nasconde Snake Eater.
Inizio subito dicendo, che la durata del gioco si attesta sulle 20-25 ore, già una cosa ottima. Ma il punto di forza della longevità di MGS3 è l’elevatissimo fattore rigiocabilità, come ho detto prima questo è un titolo dagli innumerevoli segreti e non basta certo finirlo una prima volta per sbloccare tutto il sbloccabile. Inoltre, la bellissima trama e la superba giocabilità, invogliano il videogiocatore a ripetere i passi del Mangiatore di Serpenti.
Per la prima volta in una recensione posso affermare con gioia che la versione Pal del gioco non ha niente da invidiare alle corrispettive versioni NTSC, anzi Kojima si ripete, come aveva già fatto in ZoE2, omaggiandoci di nuove modalità, tutte esclusive per noi europei:
– Modalità Duello: del tutto simile a quella già vista in ZoE2 questa modalità, selezionabile dal menù principale, ci dà l’opportunità di sfidare i boss in qualsiasi momento vogliamo. Questa a sua volta, si divide in due:
– Normale: dotati dell’equipaggiamento completo, dobbiamo vedere quanto siamo veloci a sconfiggere il boss di turno.
– Speciale: intuibile dalla parola stessa, questa modalità consiste in sfide in condizioni diverse dal gioco principale.
– Demo: dopo aver finito il gioco abbiamo la possibilità di rivedere i filmati direttamente selezionando la voce Demo dal menù principale.
Sono presenti altre due modalità, appartenenti a tutte le versioni del gioco:
– Serpente contro scimmia: una modalità divisa in livelli, che consiste in una gara contro il tempo, dove dovremo catturare tutte le scimmie (quelle di Ape Escare) presenti nel livello. Per catturarle dobbiamo avvicinarle senza farci notare, spararle con la pistola in dotazione per farle addormentare e catturarle.
– Photo Gallery: durante il gioco, verremo dotati di una fotocamera digitale, che potremo usare in qualsiasi momento per scattare delle personali foto del gioco, potremo fotografare anche i boss. Queste foto le possiamo rivedere dal menù principale.

Oltre ogni limite
Hideo Kojima con questa sua ultima fatica, ha spinto al massimo l’hardware della console Sony.
Il livello del dettaglio grafico è elevatissimo, ogni personaggio, anche il soldato più banale, è sviluppato con certosino impegno, le movenze di tutti gli esseri “viventi” del gioco sono realistiche e sbalorditive. Il design dei personaggi principali è ammirevole, naturalmente quello più importante è di Snake, che sprizza carisma da tutti i pori. Gli elogi alle espressioni facciali si sprecano: non ho mai visto, su Ps2, degli occhi fatti meglio di quelli di Snake.
Le ambientazioni sono tutte caratterizzate molto bene e sono molto vaste, ogni area di gioco ha diversi percorsi e diverse situazioni, non è certo una cosa nuova per questa serie, ma tutto ciò non è mai stato così evidente. La foresta è una goduria per il videogiocatore, piena di vegetazione, gli effetti di luce sono tanto realistici che a volte viene voglia di fermarsi a guardare la luce che filtra dalle foglie degli alberi. Anche l’interazione con l’ambiente è fatta benissimo, quando passerete in mezzo all’erba alta vi sembrerà vera, talmente s’inclina bene sotto il peso di Snake.
Com’è nello stile di Kojima, il gioco è pieno di chicche, un esempio sono le numerose riviste, sparse per il gioco, come il Newsweek, GamePro, PSE e Playboy.
I filmati d’intermezzo, realizzati con la grafica di gioco, sono delle opere d’arte e fanno apparire MGS3 più come un film, che come un gioco. Tanto per citare Kojima stesso: “questo è un film in cui noi siamo il protagonista.”
Ovviamente non potevano mancare alcuni rallentamenti, dettati dai limiti della Ps2, ma non sono mai pesanti e fastidiosi.
Il sonoro non è certo da meno, gli effetti sono molto belli, soprattutto quelli della foresta e contribuiscono ad immergere il videogiocatore in un’esperienza sensoriale fuori dal comune. Il doppiaggio inglese è molto bello, David Hayer recita la parte di Snake con passione e professionalità. Tutte le conversazioni del gioco sono molto piacevoli da ascoltare e anche se a volte molto lunghe non rovinano mai l’esperienza di gioco.
Infine la colonna sonora è un tocco di classe, in pieno stile 007.


– Ogni aspetto è prossimo alla perfezione
– Uno dei personaggi più carismatici di sempre


– Ho ingaggiato Sherlock Holmes ma non ne ha trovati nemmeno lui


9.6

È d’obbligo affermare che MGS3: SE è uno dei migliori videogiochi di questa generazione e personalmente lo reputo una delle creazioni artistiche più belle in assoluto. Il gioco non è mai noioso o frustrante, il livello di sfida è sempre altissimo e i numerosi modi di affrontare la medesima situazione non fanno mai sentire il videogiocatore vincolato e l’omaggiano di una libertà di gioco molto gratificante. La trama, molto articolata, è impregnata di colpi di scena e con un sublime stile narrativo Kojima riesce ad amalgamare la sua passione per i film di stampo occidentale e la sua maestria in campo videoludico.
Un must, non solo per gli appassionati di Metal Gear, che troveranno in questo terzo capitolo il meglio della serie, ma anche per tutti gli appassionati di videogiochi.
Inoltre chi si avvicina per la prima volta a questa favolosa saga non si troverà minimamente spaesato, grazie ad una trama indipendente e ad una meccanica di gioco che rasenta la perfezione.
A dimostrazione che le console wars non si vincono con l’hardware ma con il software.




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