Lifeless Planet

Provato
A cura di Pregianza - 4 Giugno 2014 - 0:00

La bellezza del mondo indie sta tutta nella sua capacità di proporre prodotti non commerciali, di quelli che non vengono sviluppati allo scopo di piazzare copie nei negozi, ma hanno la chiara missione di allargare le prospettive dei giocatori moderni, offrendo esperienze sorprendenti e lontane da ciò che viene comunemente percepito come “videogame”.
Non è certo un’impresa facile proporre un’opera in grado di emozionare distaccandosi dai canoni classici dei generi, e di solito è necessario uno sforzo creativo impressionante per raggiungere l’obiettivo. Impossibile senza menti brillanti, un’art direction d’eccezione, o una sceneggiatura appassionante, eppure basta uno solo di questi elementi a volte per creare qualcosa di davvero indimenticabile. Di recente abbiamo provato un gioco pensato per far parte di questi importantissimi outsider, Lifeless Planet, creato dagli Stage 2 Studios e in particolare da David Board. Dopo aver provato il preview code non abbiamo abbastanza informazioni per confermare la qualità del titolo, ma il test ci ha incuriosito parecchio, e oggi ve ne parliamo. 
Lifeless Planet
Disperso nel nulla
La storia di Lifeless Planet parte, come fin troppe trame dedicate ai viaggi nello spazio, con una navicella che frana al suolo a causa di un incidente non meglio precisato. Nei panni di uno scienziato sopravvissuto all’impatto, vi ritroverete su un misterioso pianeta alieno, con il compito primario di ritrovare i vostri compagni dispersi. Circostanze già piuttosto drammatiche, che tuttavia si fanno ben presto ancor più misteriose quando il nostro protagonista inizia ad esplorare la superficie del pianeta e svela segreti che sarebbe stato il caso di lasciare nascosti. 
Evitiamo di spoilerarvi altro, anche perché fin da subito è evidentissimo come la narrativa sia il cuore di Lifeless Planet. Il lavoro di Board è incentrato su una storia cupa e avvincente, raccontata con un misto di testimonianze registrate e commenti del personaggio principale. Funziona piuttosto bene, anche in virtù della natura esplorativa del titolo, che vede il giocatore vagare in grosse mappe aperte alla ricerca di indizi e forme di vita. 
La debolezza principale del progetto è il suo comparto tecnico: anche se l’esplorazione è estremamente libera, il motore utilizzato è piuttosto arretrato e in questa fase alpha non colpisce certo per la sua bellezza. Scordatevi scorci indimenticabili alla Journey o momenti di splendore visivo, la desolazione degli ambienti è pari a quella dei poligoni. Non è certo un problema grave valutando la natura indipendente del prodotto e la sua enfasi sulla storia, ma crediamo che l’effetto sull’utenza sarebbe stato maggiore con un po’ più di cura per la grafica. Detto questo, qualche locazione ispirata c’è, specie quando si esplorano le viscere del mondo su cui ci si trova.
Lifeless Planet
La mente di un astronauta
Il gameplay di Lifeless Planet è un misto di platforming e puzzle, anche se la seconda parte pare già ora molto più curata della prima. I controlli sono infatti piuttosto legnosi, salto compreso, e tutto si basa sulla capacità del nostro alter ego di darsi una spinta extra in aria con l’ausilio di un jetpack. Il salto ha però una traiettoria fissa, e non potendo essere gestito in volo costringe a un calcolo esatto delle distanze, pena il dover ripetere intere fasi ricche di piattaforme o, peggio, la morte per danno da caduta. 
Indubbiamente meglio gli enigmi, che per ora abbiamo visto ruotare attorno a un misto di spostamento degli oggetti per creare piattaforme rialzate, e di uso dei gadget della tuta. Non abbiamo trovato rompicapo particolarmente cervellotici, ma siamo dopotutto solo all’inizio dell’avventura. 
Quel che è certo è che, anche con le sue debolezze a livello di gameplay e comparto tecnico, Lifeless Planet spinge il giocatore ad avanzare, tenendolo attaccato allo schermo con informazioni che svelano pian piano il background del gioco, e momenti ricchi d’atmosfera. Con queste premesse una trama capace di colpire nel segno è una possibilità concreta, che potrebbe trasformare il titolo di Stage 2 in un indie da non ignorare. Ora speriamo solo di vedere qualche miglioramento grafico e rifinitura dei controlli nel prodotto finito.

– Narrativa cupa e interessante
– Ricco di atmosfera






Lifeless Planet è un progetto indipendente piuttosto ispirato, ricco di spunti narrativi stimolanti e in grado di non risultare noioso nonostante la sua lentezza. Si crogiola quasi nel suo ritmo blando, approfittandone per offrire al giocatore un gameplay incentrato sull’esplorabilità e sugli enigmi ambientali. Non è certo un prodotto privo di difetti, eppure, se la sua trama dovesse rivelarsi di qualità, potrebbe essere sufficiente a renderlo memorabile. Non resta che attendere una versione completa per il verdetto.




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