Kingdom Hearts II

A cura di Makinit - 13 Aprile 2006 - 0:00

L’originale Kingdom Hearts suscitò molto interesse principalmente grazie all’unione di due famosi marchi, Disney e Squaresoft. Il progetto tecnico fu affidato proprio a quest’ultima, che riuscì incredibilmente bene a catturare lo spirito Disney e a fonderlo con la sua serie più famosa, Final Fantasy. Allora correva l’anno 2002, ma prima di arrivare al seguito ufficiale, si dovette passare per uno spin-off esclusivo del GameBoy Advance, Chain of Memories, uscito nel 2004, che però proseguiva la storia del primo capitolo. Nel 2006 finalmente esce il tanto atteso secondo episodio, ma i fan che non possiedono il GBA e che non hanno potuto seguire l’evolversi della trama troveranno una piccola falla da colmare mediante il video iniziale.

Tra l’incoraggiante e lo spiazzante
L’inizio del gioco è certamente incoraggiante, specialmente grazie alla splendida introduzione in computer grafica accompagnata ancora una volta da una canzone che ha la voce di Utada Hikaru, talentuosa cantante giapponese. Tale video introduttivo funge da riepilogo, presentando gli accadimenti più importanti avvenuti nel primo episodio e in Chain of Memories. Nonostante il proposito sia lodevole, non basta di certo un filmato di quattro minuti a colmare un eventuale vuoto a livello di trama, principalmente a causa della sua complessità. Superato questo tripudio di colori in movimento, si passa all’inizio dell’avventura vera e propria, che è quanto mai spiazzante, in quanto vi mette nei panni di un emerito sconosciuto di nome Roxas (solo chi ha giocato a CoM lo ricorderà vagamente in una immagine alla fine dei titoli di coda). Potrete utilizzare questo nuovo personaggio solo nel primo mondo, che funge anche da livello d’allenamento e vi illustra le basi della giocabilità. Una pecca che si poteva rimproverare al primo episodio, e che qui si ripresenta, era l’inizio tremendamente lento e, a volte, privo di mordente, che vi obbligava a seguire compiti spesso tanto elementari quanto fini a sé stessi a livello di trama. Il tutto si traduce in una serie di minigiochi da portare a termine; alcuni di questi lasciano anche trasparire la spiccata fantasia degli sviluppatori (ottime le sequenze su skateboard), ma ai fini della giocabilità l’insistenza di tali “missioni” di certo non giova, poiché il ritmo viene rallentato troppo. Il nuovo personaggio però ha un appeal particolare, e fa rimpiangere la sua dipartita e sostituzione da parte del vecchio ma comunque caro protagonista di sempre.

Tutto come prima, tranne le GummiShip
Dopo le prime tre ore di gioco, riprenderete il controllo del protagonista degli episodi precedenti, Sora, la quale col suo Keyblade, usato come fosse una spada, è costretto ancora una volta a salvare i mondi che stavolta sono infestati, oltre che dagli Heartless, anche dai Nobody. Ci si ripresenterà quindi di nuovo il classico meccanismo che prevede l’esplorazione dei mondi intervallati dai viaggi interplanetari a bordo della gummiship. Partendo proprio da quest’ultima è impossibile non segnalare un deciso e netto miglioramento rispetto alla sezione sparatutto/volo del precedente gioco. Ora non vi muoverete più lungo un “binario” retto ma, pur rimanendo tale binario sempre prestabilito e imprescindibile, la telecamera girerà spesso attorno alla navicella, cambiando continuamente prospettiva e mettendo in mostra gli splendidi scenari che ora saranno sempre molto diversificati tra loro. Inoltre saranno disponibili delle “missioni” gummi (idea presa di straforo dalla versione Final Mix di KH1) che vi permetteranno in caso di vittoria la retribuzione delle parti più rare, per costruire voi stessi la navicella gummi definitiva.
La parte “avventurosa” del gioco, invece, prende luogo nei livelli (15 in tutto) che attingono il tema dai principali e più famosi film Disney. Così come accadeva per l’episodio precedente, anche stavolta lo spirito delle pellicole di Walt è stato catturato e riproposto alla perfezione, seppure con qualche taglio per non andare a discapito della fluidità del ritmo. Ogni qualvolta visitate un mondo noterete sicuramente che molte delle “scenette” sono quasi identiche alle loro controparti del film, questo però non va ad influire troppo sulla trama principale, dimostrando che gli sviluppatori hanno saputo dire la loro riguardo il saper bilanciare e fondere le trame di così tanti film a quella originale del gioco. Purtroppo lo stesso non si può dire per i personaggi di Final Fantasy, ai quali viene assegnato, nel migliore dei casi, un ruolo inadatto a loro, e nel peggiore dei casi, un ruolo totalmente stupido, che certo non fa onore alle leggende nate in casa SquareSoft. Per quanto riguarda le “terze parti”, ovvero i personaggi inediti, non si segnala niente di negativo, anzi… presto vi affezionerete a Roxas, ad Axel e a molti altri, sebbene non tutti siano così carismatici.

Festa a 3
Esattamente come nel primo episodio, Sora potrà contare sulle magie, sugli oggetti e sull’aiuto dei suoi fedeli compagni, Donald (Paperino) e Goofy (Pippo). Oltre a loro, si uniranno a voi anche i personaggi facenti parte dei mondi che visitate, ma sono vincolati comunque a restare nel loro livello, non potrete quindi portare Mulan nel mondo di Aladdin; il vostro party può contenere al massimo due personaggi aiutanti (controllati dalla CPU, ma potete comunque suggerire uno stile comportamentale), ognuno dei quali è specializzato in un tipo di combattimento, quindi potrebbe essere necessario un pizzico di strategia nella selezione, ma stavolta, quando saranno presenti più di due personaggi secondari, potrete intercambiarli in qualsiasi momento, anche senza ricorrere al menù di pausa. Tutti i membri del party possono equipaggiare oggetti, salire di livello e acquisire esperienza, diventando quindi sempre più potenti man mano che si sconfiggono i nemici e si prosegue nell’avventura, proprio come accade nei giochi di ruolo, ma il tutto viene trasposto in una formula in tempo reale. Dal punto di vista pratico, questo si traduce in un menù (in basso a sinistra) sempre attivo, manovrabile mediante i tasti direzionali (lasciando il movimento di Sora esclusivamente alla levetta analogica sinistra) che permette di gestire le azioni più importanti proprio durante l’esplorazione o una battaglia; il rischio di dover “navigare” scomodamente lungo questo menù durante la battaglia è scongiurato dalla possibilità di associare alcune azioni ad una veloce combinazione di tasti (L1+uno dei quattro pulsanti frontali), permettendo quindi una veloce azione e limitando notevolmente la frustrazione; a differenza del primo episodio, al quale potevate associare solo le magie, qui potrete decidere di sfruttare le combinazioni anche per usare gli oggetti, risolvendo uno dei tanti crucci che affliggevano i fan di vecchia data.

Le novità
La principale consiste nella possibilità di usare nuove tecniche, come il Drive o le Limit. Il Drive consente di fondere Sora con un altro personaggio, facendogli così acquisire un nuovo stile di combattimento a due Keyblade e nuove abilità; tale tecnica è accessibile soltanto quando l’apposita barra sarà riempita, e questa non sarà rigenerata istantaneamente ai punti di salvataggio, come accade per gli HP (vita) e gli MP (magia), ma va portata al massimo arrecando o subendo danni.
Le Limit sono degli attacchi che vengono eseguiti grazie all’aiuto dei personaggi aiutanti. Altra novità è la funzione che assume il tasto Triangolo, la quale cambia continuamente a seconda delle situazioni che si presentano: potrebbe quindi essere usato per attaccare dei manifesti alla parete, per eseguire delle acrobazie con lo skateboard, per eseguire un contrattacco o più semplicemente per aprire gli scrigni.

Migliorato, ma non in tutto
Come miglioramento meramente tecnico va sicuramente segnalata la possibilità, finalmente, di poter gestire la telecamera mediante la levetta analogica destra (e non più mediante gli scomodi L2 e R2), e sarà anche possibile spostarla in tutte le direzioni (e non solo lungo l’asse X); incredibilmente però non è stata attuata la buona idea già sperimentata in KH Final Mix, ovvero di rendere semi-trasparenti quei personaggi che oscurano accidentalmente la visuale. Di contro a questo (parziale) miglioramento, si fanno avanti i difetti più evidenti che affliggevano anche l’episodio originale, in particolare “l’istigazione” ad usare solo il pulsante d’attacco principale e la facilità delle situazioni. Sebbene il primo dei due problemi sia leggermente meno accentuato rispetto al passato, anche grazie alle nuove tecniche e alle funzioni variabili del tasto Triangolo, la stragrande maggioranza delle situazioni suggerisce la pressione dello stesso tasto come metodo più semplice e sbrigativo di risoluzione; questo dipende anche dai tipi di nemici, che non impongono dei metodi di sottomissione più vari. Ovviamente questo influisce anche sulla difficoltà che, anche se impostata a livello Normale, rimane sempre sotto gli standard di competizione odierni, e costringe i giocatori più volenterosi a iniziare la partita a livello Difficile. Altra nota di biasimo è quella di riproporre alcuni temi dei mondi già visti nel primo KH: in questo modo vi ritroverete ancora nel livello di Aladdin, di Hercules o di Nightmare Before Christmas; ma si può comunque stare tranquilli, in quanto il design dei livelli è comunque totalmente rinnovato, per cui non rivivrete sicuramente mai un’esperienza già vissuta, che rimane ancorata al passato solo mediante i già citati temi e personaggi. I mondi inoltre sono obbiettivamente molto corti, comprendono nel migliore dei casi 10 locazioni, e se riescono a tenere impegnati a lungo è principalmente grazie alle frequenti battaglie (molte delle quali evitabili) e delle sequenze cinematiche; inoltre va segnalato in alcuni casi un passo indietro rispetto a KH1: il riferimento va ad una maggiore linearità d’azione che limita la voglia di esplorare, in quanto tutte le strade sono già prestabilite e non stimolano a sperimentare nuove vie. Infine, la grafica, pur non essendo certo la migliore vista su PS2, brilla per varietà di colori riuscendo anche a non infiaciare la fluidità, e il sonoro si mantiene sugli stessi livelli (molto alti) del gioco originale.


– Molti miglioramenti rispetto al precedente episodio
– Molte novità
– Ottima fusione tra Disney e Square-Enix
– Trama originale
– Colonna sonora fantastica
– Nuovo personaggio controllabile…


– …ma solo all’inizio dell’avventura
– Alcuni mondi tematici già visti nel primo KH
– Troppo facile a difficoltà Normale
– Più lineare del primo episodio


9.0

Chi non ha digerito alcune scelte tecniche del predecessore può tirare un sospiro di sollievo conscio del fatto che sono state in gran parte rivedute. Chi non ha digerito l’eccessiva facilità del predecessore, può iniziare fin dall’inizio con un livello di difficoltà superiore. Molti dei difetti che affliggevano la precedente produzione, non permettendogli di raggiungere la nomina di capolavoro completo, sono stati corretti, quindi non avete più scuse per mancare all’appuntamento col cross-over definitivo, un’avventura esaltante e coinvolgente, che unisce la serietà dei Final Fantasy alla spensieratezza delle pellicole Disney, condendo il tutto con una varietà d’azione e uno stile invidiabile.




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