Jojo All Star Battle

Provato
A cura di Pregianza - 28 Marzo 2014 - 0:00

Milano – I Cyberconnect si sono fatti una nomea non indifferente tra gli amanti dei manga giapponesi. Dotati di un estro quasi pari a quello dei creatori delle opere a cui si ispirano, le loro spettacolari trasposizioni rappresentano da tempo il meglio che i fan di una determinata serie possano desiderare (il più delle volte). Ora prendete uno dei mangaka più riconoscibili dell’universo, Araki, e una delle saghe più longeve ed esagerate mai seguite dagli amanti degli shonen, e otterrete Jojo’s Bizarre Adventure – All Star Battle, un picchiaduro con un potenziale pressoché illimitato. Primo fighting game 2D del team, Jojo All Star ha sbancato in Giappone, dove ha conquistato molti appassionati con il suo gameplay ben studiato e al contempo ha scatenato qualche polemica a causa di certe scelte non apprezzatissime degli sviluppatori. In redazione lo attendiamo da tempo, in quanto sia giocatori di picchiaduro di vecchia data che lettori dello storico fumetto, e dunque non ci siamo fatti attendere quando Namco ci ha invitato nella sua sede milanese per farci provare finalmente il codice completo previsto per l’Europa. Dopo aver ammirato la statua cosparsa di cristalli Swarowski della Exquisite Edition (un pezzo rarissimo, con un solo esemplare previsto per l’Italia che andrà all’asta su Ebay e il cui ricavato verrà devoluto totalmente in beneficenza), abbiamo potuto dare il via a qualche match tra colleghi, e iniziare a studiare il combat system. Ecco cosa ci aspetta.
Jojo All Star Battle
Schivare sì, ma con classe
Spieghiamo al volo una cosa: i Cyberconnect stavolta hanno voluto creare un titolo sensibilmente più tecnico rispetto ai Naruto, e per farlo sono andati a riprendere le meccaniche di numerosi picchiaduro noti, con qualche variante curiosa gettata nel mezzo. Jojo All Star ha un combat system che sembra voler fondere Street Fighter 4 e i Marvel vs Capcom, mantenendo la tattica e complessità nascosta del primo e l’accessibilità iniziale del secondo. Si parla però di due giochi dalla velocità completamente diversa, il cui stile non è per niente facile da mescolare. Gli sviluppatori, hanno pertanto optato per una marcia più bassa, creando un gameplay piuttosto lento e calcolato, ma sempre scenografico grazie alla complessità delle combo e alle mosse over the top dei personaggi. In pratica, non serve un tempismo robotico per eseguire le serie di colpi, il sistema legato alle mosse normali è lo stesso dei Marvel, con un attacco leggero, uno medio, e uno potente, che possono venir collegati con facilità. Le capacità del giocatore qui si vedono tutte nell’uso delle mosse speciali, poiché chiunque può chiudere una combo con una special ma eseguire serie prolungate sfruttando i rimbalzi o il lancio di certi colpi non è affatto facile. 
Se siete preoccupati per la presenza del “tocco della morte” (quelle situazioni in cui basta un colpo leggero per dare il via a una combo in grado di eliminare il vostro personaggio),  non è il caso di crucciarsi oltre. Jojo All Star all’uscita era piagato da numerosi sbilanciamenti e da loop infiniti che rendevano certi match odiosi, ma è stato patchato dopo poco, e la versione europea dovrebbe contenere tutte le modifiche fatte. Il gioco, insomma, viene tenuto d’occhio costantemente, e durante i nostri match ci ha divertito moltissimo, nonostante qualche riserva.
Si parla di problemi che vanno a infastidire principalmente i giocatori di picchiaduro di vecchia data, come il fatto che il titolo viaggia a 30 fps. Sembrerà una cavolata, ma è un elemento che influisce sulla risposta dei comandi, seppur marginalmente, e si nota. Il sistema dal canto suo non presenta nemmeno molte idee originali: il Just Guard pare sostituito da una schivata stilosissima che dona un vantaggio e permette di contrattaccare, e le arene del gioco presentano delle zone di pericolo da evitare, con ostacoli e trappole che si attivano dopo un tot di tempo e possono persino andare ad aumentare il danno di una combo se si riesce a utilizzarle al momento giusto, ma al di fuori di ciò non vi sono grosse innovazioni nel genere. È un’implementazione lodevole di meccaniche già note, il cui punto di forza risiede nella varietà impressionante del roster, con combattenti che vantano stili estremamente diversificati. Poco importa comunque, sembra un picchiaduro molto solido e un’ottima prima sortita dei Cyberconnect nel mondo dei fighting game classici.
Jojo All Star Battle
Vestirsi bene costa?
Con il gioco di fronte volevamo però controllare anche la modalità che tante proteste ha provocato nella terra del Sol Levante, la campagna. Diversamente dallo story mode, che nel gioco è una normale storia divisa in capitoli in base al manga trattato, la campagna è una modalità extra legata alle personalizzazioni, in cui i Cyberconnect hanno introdotto dei limiti di tempo simili a quelli dei giochi mobile e microtransazioni (anche se queste dovrebbero essere facoltative). I giocatori nipponici non hanno apprezzato, dunque i limiti di tempo sono stati gradualmente ridotti, finché non si è giunti a parlare di una loro totale cancellazione. Avremmo voluto constatare subito lo stato della cosa, ma purtroppo non abbiamo avuto modo di connettere la Playstation a nostra disposizione in rete. A questo punto faremo un controllo approfondito in sede di review, tuttavia considerando la massa del roster e i contenuti più che degni offline, questa implementazione non ci sembra poi così grave.
Da applausi il comparto tecnico, che a parte la limitazione del frame rate descritta poc’anzi cattura alla perfezione lo spirito del manga di Araki. Le animazioni dei personaggi sono volutamente eccessive, le pose plastiche sono da manuale, e le super assolutamente esaltanti, oltre che fedeli al manga. Si vede che l’autore ha supervisionato da vicino il progetto, e che a Cyberconnect sono grossi fan del suo lavoro. Un fan di Jojo non potrà che leccarsi i baffi.

– Spettacolare, ricco di stile e fedele al manga di Araki
– Roster davvero notevole
– Gameplay solido e divertente






Jojo All Star Battle si è riconfermato un picchiaduro solido ed estremamente fedele alle opere di Araki, esattamente quello che volevamo vedere. Ora non ci resta che analizzare più nel dettaglio il sistema di combattimento e le modalità, per vedere se questo è davvero il fighting game dedicato ai manga che tutti i fan della famiglia Joestar hanno sempre desiderato. Manca poco!




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