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Homefront 2: The Revolution

Con la chiusura di THQ sono andate perse alcune delle serie a noi più care, ma non sono da dimenticare neanche tutti quei titoli interessanti, magari non capolavori assoluti, che hanno comunque cercato di portare qualcosa di nuovo nel loro genere di riferimento. Homefront, secondo noi, rientra proprio in questa categoria, e il primo capitolo lo ricordiamo con piacere. Una trama solida, finalmente originale, e un multiplayer quantomeno diverso dal solito erano le caratteristiche di spicco per la produzione, ostacolata purtroppo da una longevità davvero troppo risicata che ne abbassò il valore generale.
A diversi anni di distanza è Crytek a prendersi carico del marchio e quest’anno riporterà sulle nostre console e PC la serie con il secondo capitolo, un’avventura del tutto nuova però che si differenzia dal suo predecessore non solo in termini tecnici, e questo era ovvio, ma anche come impostazione del gameplay. Vediamo quindi cosa ci aspetta in Homefront: The Revolution.

Genere:
sparatutto
Data di uscita:
Sviluppatore:
Deep Silver Dambuster Studios
Distributore:
Koch Media

Quando la Korea mette Ko l’America
Film, storia e libri ci hanno sempre insegnato che l’America non attende che la guerra arrivi alle sue porte, invadendo spesso i paesi nemici con attacchi preventivi. Crytek ci vuole raccontare invece un futuro diverso dove le cose sono andate in maniera completamente opposta, portando la Corea del Nord ad invadere le coste dell’estremo continente occidentale. Una forza militare devastante ha schiacciato letteralmente il popolo della libertà (ok questa definizione a ridosso delle elezioni non è proprio il massimo, lo so), costringendo i sopravvissuti a vivere come reietti della società, schiavizzati nei casi più fortunati e massacrati senza alcuna pietà in quelli peggiori. Memorabili le scene del primo Homefront che ci vedevano costretti a nasconderci tra i cadaveri dei nostri compatrioti per non venir uccisi e altrettanto indimenticabili gli enormi campi di sterminio messi in piedi dalle forze coreane con immagini forti e davvero troppo vicine all’olocausto nazista per non suscitare emozioni di rabbia e odio.
Quanto abbiamo visto a Londra durante una presentazione riservata agli addetti stampa però non ci ha colpito nello stesso modo e, sebbene la storia di fondo sia la medesima, Crytek sembra aver puntato questa volta su una narrazione più classica, non troppo distante in realtà da altri sparatutto in prima persona.
Ci troveremo così nei panni di una persona comune arruolatasi nella resistenza e decisa a sovvertire le sorti di un’intera nazione. Niente soldati ultra specializzati o eroi addestrati a combattere da soli contro decine e decine di truppe armate, gli sviluppatori hanno voluto raccontare con questo episodio la storia di un cittadino qualunque, come potrebbe essere uno qualsiasi di noi, che si trova a dover lottare per la propria sopravvivenza contro una forza nettamente superiore.
Ecco quindi che al nostro fianco compariranno altri civili equipaggiati con molotov, sassi e astuzia che si troveranno loro malgrado a fronteggiare coreani armati di tutto punto e dotati delle bocche da fuoco più tecnologiche che il loro governo possa offrirgli. Dalla nostra dovremo utilizzare trappole e imboscate, così da evitare di esporci in prima persona e scontrarci in campo aperto con il nemico, cosa che sancirebbe in poco tempo la nostra morte.
Questo è in linea di massima il concept di Homefront: The Revolution, ma non avendo toccato con mano il titolo non sappiamo quante di queste idee verranno poi trasposte nella produzione finale e quante invece rimarranno unicamente una linea generale di riferimento per il gioco.

L’evoluzione della specie
Se infatti è vero che inizieremo questa nuova avventura come semplice cittadino, è altresì vero che con l’avanzare dei livelli guadagneremo skill ed esperienza sufficienti a renderci combattenti sempre più temibili e in alcune fasi avanzate di gioco è stato mostrato il nostro protagonista con il fucile in pugno pronto a fare fuoco sui suoi nemici, spalleggiato da commilitoni della resistenza in modo decisamente più “classico”.
Speriamo quindi che l’evoluzione sia lenta e che davvero il nuovo Homefront possa discostarsi dall’ennesimo FPS senza anima, come già fece il suo predecessore.
Parlavamo inizialmente di un gameplay profondamente diverso rispetto al passato e non ci riferivamo ai feedback delle armi o all’intelligenza artificiale, quanto al passaggio del gioco ad un semi open world con basi da assaltare e obiettivi multipli sulla mappa in puro stile Far Cry 3, e siamo curiosi di conoscere come tutto questo sarà implementato con esattezza. Evolversi per il nostro protagonista significherà altresì ottenere l’abilità di poter modificare sul campo armi e ordigni esplosivi, e sarà pertanto possibile improvvisare una nuova impugnatura per il nostro fucile così da ridurne l’alzo della mira dopo aver fatto fuoco o ancora legare insieme una macchinina radiocomandata e degli esplosivi per far detonare porte blindate e automezzi in sicurezza.
Abbiamo chiesto lumi agli sviluppatori per sapere dove il protagonista avesse acquisito il know how per poter fare tutte queste cose e ci è stato risposto che la storia porterà luce su questi fattori, attualmente classificati come spoiler.
La città di Philadelphia, che farà da sfondo al conflitto in questo nuovo capitolo, potrà accogliere anche altri giocatori per partite co-op, ma ci permetterà pure di organizzare gli attacchi con altri soldati guidati dall’intelligenza artificiale, imbastendo semplici ordini per le schermaglie.
Usciamo dalla presentazione piuttosto titubanti per quanto concerne il comparto tecnico, sicuramente più che sufficiente ma non sbalorditivo come invece ci saremmo aspettati, soprattutto per un video di un nuovo progetto targato Crytek.

– Gameplay diverso dal solito
– Temi interessanti
– Mondo aperto




Una presentazione veloce e piuttosto superficiale quella fatta da Crytek, un piccolo assaggio di quello che potrebbe essere il grande ritorno di una serie che su console ha comunque, nel bene e nel male, lasciato il segno. Il tutto comunque sufficiente a stuzzicare la nostra immaginazione e farci desiderare di mettere le mani sul titolo al più presto per verificarne tutte le qualità. Una storia intrigante e un gameplay un po’ diverso dal solito potrebbero essere i suoi punti di forza, restiamo in attesa di ulteriori novità.