Trials Rising, provato su PS4 e Nintendo Switch

Trials equivale a follia. E man mano che la serie progredisce è sempre più difficile immaginare quale possa essere il traguardo di un ipotetico futuro capitolo. Sorprende ogni volta scoprire che gli sviluppatori dall’evidente potenza creativa, sono in grado di escogitare nuove e divertenti trovate; senza nulla togliere al processo di ingrassamento dei contenuti che aumentano di volta in volta per piste, personalizzazioni e modalità.

Con Fusion, la serie aveva dimostrato di aver completato il proprio processo di maturazione, tramutando il solito divertimento in un’offerta adatta al multigiocatore, ai social e alla longevità. Arriviamo così a Trials Rising, ultimo discendente della peculiare serie Ubisoft RedLynx che ha trovato il modo di ingannare il tempo, ricordando le origini di browser game 19 anni fa, per essere atteso su PS4, PC, Xbox One e Switch il 26 febbraio. L’abbiamo provato negli uffici di Ubisoft settimana scorsa, e confermiamo la forma smagliante che ci aspettavamo.

La carriera di Trials Rising

La nostra esperienza inizia con la modalità carriera. Dopo un primo tutorial per spiegare le tecniche base per affrontare le curve e le asperità del terreno, ha inizio la road a star delle due ruote acrobatiche, da piloti novelli che siamo. Davanti a noi troviamo la mappa delle competizioni che si sbloccheranno progressivamente avanzando e battendo i compagni sui diversi tracciati. Gara dopo gara si guadagnano soldi e fama, più ce n’è di quest’ultima più potremo partecipare alle competizioni disponibili nei circuiti attorno al mondo. Si inizia dallo stato a stelle e strisce per poi passare all’Europa e al mondo intero. Ci sono un totale di cinque campionati e nella demo abbiamo provato i primi due.  Una volta completata una gara, il gioco attribuisce al nostro tempo una valutazione nella scala dei metalli preziosi, ma ci metterà anche in competizione con i tempi dei nostri amici, in un’accattivante gara nella gara.
La longevità già sembra stellare, visto che avremo più circuiti di qualunque altro Trials e il metallo più importante è facile da ottenere solo nelle primissime competizioni e già nei tracciati definiti “difficili” la storia cambia drasticamente. Non parliamo poi di quelli estremi, che ovviamente portano la sfida dal piano del “limare i tempi” all’ “arrivare al traguardo”.

Tra una competizione e l’altra viene naturale accedere al sistema di personalizzazione estetica del personaggio. In un gioco come Trials, fatto di competizione, è inevitabile cadere nella trappola della vanità. L’editor, con i vari elementi estetici da acquistare, è il parco giochi di chi ama vestire il proprio alter ego nella maniera più eccentrica, per vantarsene nelle sale comuni oppure semplicemente per mero gusto estetico. Le possibilità sono molteplici e tutte secondo lo stile fuori dagli schemi della serie.

Two rider is meli che uan!

Così, col rider brillantinato, siamo passati al multiplayer. La sfida classica si svolge su tracciato con i fantasmi dei giocatori in tempo reale, conteggiando anche tutte le rovinose cadute, per tenere memoria del comportamento dei piloti. C’è anche la sfida tramite multiplayer asimmetrico nei percorsi multi tracciato, ma non abbiamo avuto modo di provarla.

Ci siamo sfidati a un time-attack in una pista creata tramite l’editor dei tracciati. Il tool dei ragazzi di RedLynx ha raggiunto una potenza di fuoco invidiabile. Ci sono tutti gli assets dei precedenti trials, compreso trials of the blood dragon e si possono arrivare a fare cose mirabolanti, con molti più elementi per pista. Il poco tempo a disposizione è bastato giusto per vedere lo sviluppatore all’opera con un percorso da 15 secondi netti di percorrenza.

Al termine di questa sessione, ci aspettavano due postazioni Switch dedicate alla versione “on-the-road” del gioco. Essa offriva la modalità tandem e la modalità multigiocatore sincrona, chiamata party. La prima, come da definizione, ci mette su un tandem dove accelerazione e pesi dipendono dalle azioni di entrambi i giocatori. E’ necessaria il massimo livello di sincronia per affrontare i pendii più complessi, mentre nei tracciati più semplici si è rivelata una modalità davvero caciarona, perfetta per alternare qualche risata a qualche scazzottata da divano.

Trials on the road

La seconda invece si adatta perfettamente alla natura on-the-go di Switch, basta prendere un joy-con e ha inizio la sfida. Per rendere la sfida sempre entusiasmante, la gara è suddivisa in checkpoint. I giocatori devono riuscire ad arrivare primi in più sezioni riescono per portare la vittoria. Se un giocatore passa attraverso uno di questi, l’altro viene teletrasportato al suo fianco, per mantenere viva la competizione. Ammettiamo che a fronte di un momento di crisi, possa diventare frustante perdere il ritmo con questo spostamento, ma dopo qualche partita ci si fa l’abitudine.

Sul fronte tecnico Trials vanta un aggiornamento del precedente motore di gioco che lo tiene al passo coi tempi. Non che sia difficile, vista la natura non particolarmente esosa della grafica, ma fa sempre piacere notare migliorie. Forse l’aggiornamento più importante sta nel potenziamento dell’editor dei tracciati, ottimizzato al punto da poter essere inserito anche nella versione Switch.

+ Ricchissimo
+ Divertimento assicurato
+ Formula multiplayer vincente
- qualche perplessità sul sistema a checkpoint del multiplayer sincrono

Trials è pronto per tornare. L’ascesa da pivelli a star del backflip in Trials Rising si prospetta più longeva e variegata che mai. Enorme la mole di contenuti, che si ripercuote in un super editor dei tracciati, che in grande spolvero include tutti gli assets dei precedenti capitoli, e in una personalizzazione totale del rider. Il multiplayer poi chiude il cerchio con altre modalità e tanto divertimento, come da tradizione per la serie.