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Tim Sweeney sulla lotta Epic Games vs Apple: combattiamo per la libertà

La battaglia di Epic Games contro Apple continua, e Tim Sweeney sottolinea: niente di male a lottare per i soldi

Sta facendo molto discutere, in queste ore, il caso di Epic Games che si è scagliata contro Apple Google. Il motivo è legato al suo grande successo battle royale, Fortnite, che ha finito con l’essere rimosso sia da App Store che da Play Store: la compagnia di Tim Sweeney, insomma, non voleva sottostare ai metodi di pagamento imposti dai due store, che trattengono il 30% degli acquisti in-game compiuti dai giocatori, con il risultato che le sue misure per evitarli si sono tradotte nella violazione dei termini per l’uso delle piattaforme e quindi con la rimozione del gioco.

Così, Epic ha deciso letteralmente di dichiarare guerra ai giganti dell’elettronica – e, in particolare, a quello della Mela: nelle scorse ore è stato pubblicato un video ispirato a 1984, la distopia di George Orwell, che richiama uno spot firmato proprio da Apple per chiamare alle armi contro la casa di Cupertino.

Il CEO Tim Sweeney si è pronunciato sull’argomento anche su Twitter, considerando che molti hanno sorriso di fronte a questa alzata di scudi, trattandosi di compagnie multimilionarie che si danno battaglia per denari. Nelle parole di Sweeney:

A un livello basico, stiamo lottando per la libertà delle persone che hanno comprato smartphone, affinché possano installare applicazioni dalle risorse che preferiscono. Per la libertà dei creatori delle app, affinché possano distribuirle come preferiscono, e per la libertà di entrambi i gruppi di fare business in modo diretto.

A chi risponde che «i costruttori di sistemi smartphone devono essere liberi di fare come gli pare», Sweeney replica senza troppi giri di parole:

È un’idea orribile. Abbiamo tutti dei diritti, e dobbiamo lottare per difenderli da chiunque provi a negarli, anche se questo significa andare contro una compagnia amata come Apple.

L’altra grande obiezione a questa lotta, come facevamo notare, è quella relativa al fatto che parliamo di miliardari che si lanciano sassolini in pubblico per via dei loro miliardi. Sweeney, però, la vede diversamente:

Un’altra obiezione di chi non vuole supportare la campagna #FreeFortnite è che ‘questa è solo una compagnia da miliardi di dollari che lotta contro una compagnia da triliardi di dollari, e lo fa per i soldi’. Tuttavia, la battaglia non riguarda Epic che vuole un accordo speciale per sé, si tratta della libertà base per i consumatori e per gli sviluppatori.

E a chi rinfaccia che, in fin dei conti, è di una questione puramente di soldi, che parliamo, Sweeney ha risposto che sì, è così, e non c’è niente di male:

Non c’è niente di male nel lottare per i soldi. Lavori duramente per guadagnarteli. Quando li spendi, il modo in cui vengono divisi determina se i tuoi soldi finanzieranno la creazione di altri giochi, o saranno portati via da mediatori che useranno il loro potere per separare i giocatori dagli autori di giochi.

Vedremo se la campagna di Epic Games riuscirà in qualche modo a sortire degli effetti, o se Apple continuerà serenamente e noncurante per la sua strada – anche dopo la causa intentata da Sweeney per l’abuso di monopolio nei confronti delle terze parti (ossia, le applicazioni disponibili su App Store ma non sviluppate da Apple stessa).

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