The Price of Survival Recensione, DLC Shadow of the Tomb Raider

The Price of Survival è il quarto DLC di Shadow of the Tomb Raider. Scopriamo come se la cava nella nostra recensione.

Rispetto alla tabella di marcia seguita dagli altri DLC di Shadow of the Tomb Raider, The Price of Survival anticipa di qualche giorno l’arrivo sul mercato, forse per via delle corpose e importanti uscite di questo periodo dell’anno. Arrivati a questo punto, dovrebbe essere chiaro per tutti quale sia la natura di questi micro DLC, che non puntano a offrire grandi contenuti ma solo dei brevissimi bocconi residui di ciò che resta dell’ultima avventura di Lara Croft. Possiamo dunque definirci contenti di questo trend? Assolutamente no: The Price of Survival non cambia di una virgola i risultati precedenti.

DLC Shadow of the Tomb Raider

I misteri non sono finiti

Per attivare la nuova porzione di storia non bisogna spostarsi dalla zona in cui ha avuto inizio il precedente DLC, L’Incubo. Vi basterà parlare con un personaggio già visto nella storia principale per scoprire che uno strano disco cifrato nasconde un segreto da rivelare, che pare coinvolgere Amaru e suo fratello.
I primi indizi del messaggio in codice parlano di un posto completamente sommerso, ma c’è di più: Lara intuisce che nella “Croce Maya”, l’acqua viene dal sud e che questa direzione è associata al colore giallo presente sul disco. Il resto è invece più criptico e sembra suggerire una strada montuosa che punta su, dritta fino al cielo. Allineando i simboli viene fuori una destinazione da seguire, ossia la stessa zona in cui Amaru è cresciuto; la stessa dove lui, probabilmente, ha deciso di custodire qualcosa di importante.

La brevissima avventura di Lara (che dura appena un’ora) comincia proprio dal punto che il disco cifrato lasciava intuire, e prosegue presentando aree sempre ben diversificate, completamente incentrate sull’esplorazione e sullo spirito avventuriero dell’avvenente archeologa. Non ci sono implicazioni psicologiche o ricordi amari come nel precedente DLC, e tutto sommato si tratta di un contenuto che narrativamente funziona piuttosto bene. Va però detto che The Price of Survival non offre nulla di nuovo, e che in fin dei conti non si distanzia molto dalla qualità media messa in evidenza già nei mesi scorsi. Anche stavolta è un peccato, perché si notano sempre ottimi spunti che non vengono mai approfonditi, come se in balia della fretta si volesse chiudere il prima possibile la faccenda.

The Price of Survival lascia insoddisfatti; o meglio, vi lascia con la consapevolezza che l’editore ha deciso che per cinque euro non ha intenzione di offrivi più di un’ora di gioco. Con tutto ciò che ne consegue. La missione-storia di The Price of Survival si completa in realtà in circa quaranta minuti, mentre i restanti venti sono dedicati alla nuova tomba, anch’essa non strabiliante ma nemmeno tra le peggiori viste finora.

DLC Shadow of the tomb raider

Altro mese, altra tomba

Durante la missione di The Price of Survival, Amaru parla in una sua lettera di un fungo rosso. Le spore del fungo in questione, presenti proprio nella nuova tomba, costituiscono il tema portante attorno al quale la nuova sfida è stata ideata: il veleno. Oltre ad inerpicarvi lungo pareti scalabili, risolvere enigmi ambientali, fare attenzione alle trappole e avere la meglio sui nemici presenti, dovrete evitare di sostare nei pressi dei mefitici miasmi emanati dai funghi letali.

Si tratta di una buona intuizione, che riesce a rivelarsi un elemento di rottura con le tombe precedenti ma, neanche a dirlo, non è abbastanza per incensare a sufficienza il lavoro degli sviluppatori, che per quanto riguarda il resto dell’area risulta essere piuttosto pigro e scontato. Scontato perché manca del tutto l’effetto novità; si vedono chiaramente – come se fossero completamente nudi all’occhio dell’utente – i soliti schemi usati in precedenza per creare tutte le tombe. La prima parte offre lo splendido scorcio di una gigantesca gola rocciosa, mentre proseguendo si sfocia sul classico tema tribale, senza particolari guizzi creativi.
Grazie a The Price of Survival è ora possibile giocare in modalità Attacco a punti e Attacco a tempo nelle tombe della campagna principale “Sguardo del giudice”, “Portale degli inferi”, “Grotte ululanti”, “Sentiero di guerra”, “Tempio del sole”, “San Cordoba” e “Antico acquedotto”.

Lara, per l’occasione, può equipaggiare l’Hunter’s Array, una classica uniforme della Trinità che consente di correre silenziosamente. Il nuovo costume consente anche di prolungare l’effetto delle erbe che influiscono sulla percezione, fornendo una visione duratura per cacciare i nemici. La Silent Sting è invece la nuova pistola con silenziatore per le uccisioni furtive, mentre l’abilità Raptor’s Eye consente a Lara di marcare la sagoma degli avversari attraverso i muri e altri ostacoli, così da poterli tracciarli più a lungo.

+ La missione principale riesce a incuriosire
+ Nella nuova tomba, è apprezzabile la variante rappresentata dal veleno
- Breve
- Pochi contenuti e poche vere novità
- Arrivati al quarto DLC, ci si aspetterebbe qualcosa in più dalle tombe

6.1

Esattamente come i precedenti DLC di Shadow of the Tomb Raider, anche The Price of Survival dimostra di essere un’espansione poco soddisfacente sia in termini di durata, sia per quanto riguarda la mole di contenuti. Nonostante l’alone di mistero che aleggia attorno alla breve storia, e una tomba che presenta la variante del veleno, c’è davvero poco per cui esaltarsi.