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The Matrix Awakens ci ha fatto capire che della vera next-gen non abbiamo visto ancora nulla

La tech demo creata con l'Unreal Engine 5 dedicata a Matrix è un assaggio di quello che sarà la vera next-gen

Durante i The Game Awards 2021, Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss sono apparsi verso la fine dello show per presentare non soltanto una nuova clip tratta dall’imminente Matrix Resurrection, sequel arrivato dopo vent’anni dal capitolo originale, ma anche una speciale demo chiamata The Matrix Awakens: An Unreal Engine 5 Experience.

La demo è risultata disponibile sin dal momento dell’annuncio ed è scaricabile su PS5 e Xbox Series S/X. L’esperienza interattiva è stata principalmente realizzata per far toccare con mano ai giocatori la potenza dell’Unreal Engine 5, nuovo motore grafico proprietario di Epic Games. Il nuovo motore era stato annunciato lo scorso anno e dopo questa prima prova non vediamo l’ora che diventi lo standard nel mondo videoludico, come oggi lo è, per molti titoli, l’UE4.

Reale o virtuale?

La demo in sé non è molto lunga, nonostante il cospicuo peso di 25 GB. L’esperienza è divisa in due fasi: una parte introduttiva con inseguimento all’interno di Matrix e una modalità free roaming con cui potremo visitare un’intera città. La cosa che ci ha stupito è indubbiamente la parte iniziale, in cui veniamo introdotti alla demo e al mondo di Matrix da Keanu Reeves.

Il dubbio se l’attore fosse reale o un accuratissimo modello virtuale è sorto sin da subito e la sorpresa è stata enorme quando abbiamo potuto vederne il modello virtuale con l’aspetto di Neo del primo Matrix. La somiglianza con il Keanu Reeves di vent’anni fa è impressionante e la demo è proseguita con una versione virtuale di Carrie-Anne Moss nei panni di Trinity ugualmente fedele.

Città reale o virtuale?

Epic Games non poteva trovare opera migliore per mostrare la potenza del nuovo Unreal Engine 5. Matrix, già 20 anni fa, aveva posto quesiti riguardanti una dimensione virtuale così vicina alla realtà da essere indistinguibile da questa, e oggi la tecnologia è sempre più vicina a quel livello.

A ribadirlo ci sono anche i dialoghi tra Neo e Trinity, che tra una battuta contro gli “Agenti” del marketing e un sorpasso pericoloso in auto riescono a instillare in noi dubbi sul reale e sul virtuale che meriterebbero delle lunghe discussioni filosofiche a parte.

Keanu Reeves torna ringiovanito di 20 anni grazie alla tecnologia dell'Unreal Engine 5

Poi, improvvisamente, nell’auto della storica coppia di protagonisti di Matrix, compare una ragazza, una recluta in addestramento di cui prenderemo il controllo per una sessione d’inseguimento. Gli Agenti sono alle nostre calcagna e dovremo sparare alle auto e ai malefici programmi in forma umana di Matrix per liberarcene.

Nonostante questa parte sia chiaramente guidata e senza troppe libertà date al giocatore, la fluidità del frame rate e la qualità grafica non possono che lasciarci a bocca aperta, dopo ogni esplosione in cui le auto vanno in mille pezzi e le fiamme invadono la strada. Anche se sappiamo che quest’alta qualità è possibile principalmente in una sequenza di questo tipo, in cui l’interattività è al minimo possibile, non possiamo fare altro che fantasticare su cosa potranno tirar fuori gli sviluppatori più abili con l’Unreal Engine 5 dopo qualche anno di pratica, se non ancora prima.

Un futuro chiamato Unreal Engine 5

Finita la parte action della demo, ci ritroveremo in una generica città senza nome di Matrix nei panni della recluta. Qui inizierà una parte free roaming atta a mostrarci la potenza del motore grafico anche in un mondo aperto. Il gameplay in realtà non è molto, infatti potremo soltanto andare in giro, camminando, volando, oppure guidando una delle tante auto parcheggiate.

Sarà però possibile agire sulle impostazioni per modificare alcuni parametri grafici, come la posizione del sole, la quantità di pedoni e automobili presenti o anche il filtro grafico, così da vedere meglio i poligoni da cui sono composti gli edifici. Questi ultimi sono impressionanti, anche per la possibilità di guardare persino attraverso diverse finestre scorgendone gli interni.

Certo, non sono visitabili e sono chiaramente generati in maniera procedurale, ma già solo l’idea che in futuro gli sviluppatori possano creare città completamente visitabili sia negli ambienti esterni che in quelli interni rende il tutto ancor più allettante.

La sparatoria vi lascerà a bocca aperta per l'incredibile qualità grafica

La demo ci permette anche di passare dal giorno alla notte per cogliere le differenze della tecnologia Lumen, in grado di gestire in maniera il più realistica possibile gli effetti di luce su tutte le superfici. Anche il sistema di collisioni delle auto è piuttosto ben riuscito, con danni visibili sulle aree colpite, anche se non manca qualche compenetrazione delle varie parti dei veicoli.

Su PS5, anche in modalità free roaming la tech demo scorre fluida, con lievissimi cali del frame rate soltanto durante manovre ad alta velocità accompagnate da qualche spettacolare incidente. Il sistema MetaHuman riesce a garantire, per la città, una grande varietà di pedoni, senza vistose ripetizioni di modelli pressoché identici l’uno con l’altro.

Certo, la qualità di un pedone medio non è paragonabile alla versione virtuale di Keanu Reeves, ma c’è anche da dire che in totale ci sono 35000 pedoni simulati e l’impatto visivo proposto è sicuramente superiore a gran parte degli open world attualmente in circolazione.

Nella parte free roaming potrete trovare varie informazioni tecniche su come la demo è stata costruita

La città presentata nella demo è larga 4.138 km e lunga 4.968 km, con ben 45.073 auto parcheggiate – di cui 38.146 guidabili. 17.000 veicoli sono invece in strada, nel traffico, e in tutto sono presenti 7.000 edifici. Questi i numeri da capogiro della semplice demo di The Matrix Awakens e, anche se si tratta soltanto di una tech demo, il risultato è davvero impressionante.

Dopo un anno dall’uscita di PS5 e Xbox Series X/S, questa demo dedicata all’Unreal Engine 5 ci fa comprendere come di vera next-gen non abbiamo ancora visto niente. I titoli cross-gen sono, come in ogni generazione, un freno alle vere capacità delle nuove console; seppur sia comprensibile – soprattutto in un periodo in cui le nuove console non si trovano, che sia ancora necessario un ponte tra la vecchia e la nuova generazione in attesa che gran parte del popolo di videogiocatori faccia il grande salto – dopo aver visto The Matrix Awakens non può non venire voglia di lasciarsi alle spalle il passato e vedere fiorire la piena potenza tecnologica delle nuove console.

Versione provata: PlayStation 5

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