The Conjuring House Recensione | Benvenuti nella casa degli orrori

In un genere inflazionato come quello dei survival horror, davvero in molti si ritrovano ormai a sgomitare per cercare spazio, per farsi notare tra la miriade di titoli – spesso mediocri o terribili – che affollano Steam. Al di là di pochi esperimenti riusciti, dei grandi nomi e di qualche titolo indipendente capace di emergere con decisione dalla massa, la saturazione e la mancanza di nuove idee iniziano seriamente a farsi sentire.

The Conjuring House di idee nuove non ne ha, e anzi vuole puntare con decisione su alcuni elementi classici che potremmo ascrivere direttamente alla categoria “gothic”: una casa stregata, scricchiolante e polverosa, un fantasma rancoroso che non ci dà mai pace e tanti, troppi jumpscare. Rym Games vuole andare sul sicuro, direte voi; ma io vi dico, senza troppi giri di parole, che di sicuro c’è solo una disfatta che fa ancora più paura del gioco stesso.

The Conjuring House Recensione 1

Man in the Dark

In The Conjuring House il protagonista viene inviato nell’antico e decadente maniero degli Atkinson per investigare su degli avvenimenti inusuali avvenuti in concomitanza della morte del proprietario. Una volta attraversato l’uscio, il malcapitato scoprirà suo malgrado di essere rimasto chiuso dentro, senza nessuna possibilità di fuga e con un donna demoniaca che gli dà incessantemente la caccia con l’intento di ucciderlo.

L’unico modo per liberarsi di questa inquietante presenza, da quanto si apprende su dei manoscritti legati all’occulto trovati proprio dentro l’abitazione, è trovare cinque artefatti e distruggerli. Quattro di essi sono ben raffigurati e hanno delle fattezze particolari ma immediatamente riconoscibili, mentre l’ultimo è una vera e propria incognita. Starà a voi giocatori riuscire a trovarli mentre fuggite dall’entità che apparirà senza preavviso, in maniera del tutto casuale e senza lasciarvi alcuno scampo.

The Conjuring House Recensione 2

Già quest’ultimo elemento di The Conjuring House dovrebbe farvi saltare la mosca al naso, perché i salvataggi manuali vi costringeranno a ripetere delle intere sezioni mentre state tentando ancora di raccapezzarvi e trovare l’orientamento tra le stanze immerse quasi del tutto nell’oscurità. A tutto ciò, aggiungete che la torcia – unica vera compagna d’avventure per vedere qualcosa in mezzo al buio – si scarica con una velocità impressionante e le batterie all’interno degli scenari sono pochissime.

Tanto meglio, l’atmosfera ne trae giovamento e stare al buio aumenta la difficoltà“, direte voi. E invece no, sono costretto a contraddirvi ancora una volta: è un disastro totale che vi manderà in bestia immediatamente.

The Conjuring House Recensione 3

Gli sviluppatori hanno mal calcolato questo elemento di gioco, pertanto durante le prime esplorazioni casuali, quelle che vi servono a capire effettivamente dove vi trovate e in che modo dovrete avanzare, potreste ritrovarvi con la torcia scarica in mano, la depressione addosso e un prurito alle mani che vorreste farvi passare contro la prima cosa che vi capita sotto tiro.

Oltretutto, un persistente filtro granuloso, assieme alle scarse fonti di luce e alla palette cromatica quasi del tutto tendente al fango e alla pece, non vi consentiranno di discernere alcunché. In The Conjuring House dovrete spesso andare a tentativi, se ne avrete voglia, oppure correre come dei matti per paura non del demone donna, ma di rimanere come dei poveri fessi. Siamo insomma di fronte alla nuova frontiera dell’orrore.

The Conjuring House Recensione 4

W-Hell-Come

Quando il problema del buio persistente non si presenta, The Conjuring House si sviluppa in maniera piuttosto classica, e nonostante vi lasci liberi di vagare senza seguire un preciso ordine prestabilito degli obiettivi, dovrete ripetere sostanzialmente le stesse azioni per tutto l’arco delle circa cinque ore che impiegherete per arrivare ai titoli di coda.

La conduzione di gioco è scandita dal reperimento di chiavi che aprono determinate porte, e da qualche enigma che si limita al ritrovamento delle corrette combinazioni numeriche utili ad aprire dei lucchetti. I codici in questione non sono sempre disponibili per intero, e capiterà di trovarne qualcuno sbiadito sulle pareti dalla magione: in alcuni frangenti dovrete dunque cavarvela da soli e provare i numeri da 1 a 9 (in una delle quattro cifre). Il punto è che tutto si riduce a una sorta di caccia al tesoro che già dopo poco tempo tende ad annoiare, sia perché la ripetitività di fondo è evidente, sia perché non esistono altre soluzioni di game design utili a spezzare il solito ritmo di gioco.

The Conjuring House Recensione 5La ricerca diventa spesso frustrante per i motivi già elencati e anche perché The Conjuring House è acerbo e problematico da diversi punti di vista. Si pensi ad esempio a delle zone della casa in cui ci sono più porte: una sola è quella giusta, mentre le altre sono chiuse; ma se non prima controllate quelle bloccate, risulterà bloccata anche l’unica che può spianarvi la strada. Oppure: se la donna demone vi apparirà davanti, non potrete scappare e dovrete subire una morte ingiusta e ingiustificata.

Si potrebbe continuare con una lista di vari problemi che vanno a inficiare, su più livelli, l’intero sistema di gioco, ma non occorre stilarla: The Conjuring House è un titolo che avrebbe dovuto rimanere ai box per altri mesi, prima di arrivare sul mercato in condizioni senz’altro migliori.

The Conjuring House Recensione 6L’atmosfera è sicuramente molto buona, il gioco ha i suoi buoni momenti e qualche discreta idea di monster design, ma tutto ciò non basta per far strappare al titolo la sufficienza. Sufficienza che non viene raggiunta nemmeno con la grafica, perché l’aliasing è davvero molto evidente, i filtri usati sono fastidiosi e l’aspetto generale non è in linea con le opere attualmente disponibili (pur considerando che si tratta di un indie, sia chiaro). Insomma, The Conjuring House è una festa di jumpscare con una storia banale e un gameplay smorto, condito da errori di progettazione e problemi tecnici piuttosto evidenti.

- Ambientazione gotica
- Atmosfera a tratti non male
- Tecnicamente acerbo
- Gameplay ripetitivo e con non poche défaillance
- Storia banale, scontata, semplicistica e scritta in modo molto sbrigativo

4.8

Il titolo di Rym Games arriva sul mercato prematuramente e fa un buco nell’acqua. Vorrebbe – in modo piuttosto evidente – vincere facile: ambientazione gotica molto classica, elementi horror tipici e spaventi improvvisi messi un po’ alla rinfusa qua e là. Ma non basta: per fare un buon survival horror serve una buona storia, un ottimo gameplay a supporto e un comparto tecnico che renda l’opera credibile. The Conjuring House è carente in tutto.