Teamfight Tactics, l’autobattler di League of Legends su mobile – Recensione

Gli eroi di League of Legends tornano in Teamfight Tactics, ora anche su mobile

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 1 Aprile 2020 - 10:11

Se non siete esattamente troppo ferrati sugli autobattler, potrebbe servirvi un minimo di contesto. Si tratta di strategici in tempo reale, misti a wargame da tavolo skirmish, dove si posizionano degli eroi sulla plancia e questi combattono letteralmente da soli. Iniziò Auto Chess con i personaggi di Dota, per poi essere affiancato da una concorrenza agguerritissima, ognuno con le sue idee peculiari, tra cui Teamfight Tactics da League of Legends.

TFT ha avuto una vita molto interessante su PC, dove è stato accolto con un certo entusiasmo dalla community di League of Legends. Dopo un periodo di beta la modalità è diventata “ufficiale” ora, e con l’arrivo dei nuovi set di personaggi Galassie, Teamfight Tactics arriva su mobile in quella bordata di annunci che ha portato a rinvigorire la schiera delle IP di Riot Games (tra cui Valorant, di cui vi abbiamo parlato qualche settimana fa).

L’abbiamo provato su smartphone Android, un Samsung Galaxy A50, reduci da una certa esperienza con la versione originale per PC. Tra luci ed ombre, si tratta di un porting ottimo con alcune importanti considerazioni da fare.

Teamfight Tactics, l’autobattler di League of Legends su mobile – Recensione

L’autobattler per ogni occasione

Partiamo giusto un attimo da una considerazione generale sul gioco, a beneficio di chi non ha mai provato Teamfight Tactics. Come detto si tratta di uno strategico, in cui sfidare di volta in volta dei giocatori in delle brevi schermaglie fino a rimanere gli ultimi in piedi dopo una serrata serie di scontri.

TFT si divide in varie fasi. All’inizio si deve scegliere un eroe, tra una selezione di quelli originali di League of Legends, da portare con sé nella propria scuderia. Gli spazi nella riserva sono limitati, così come i membri da schierare nella squadra che saranno sempre di più al salire di livello, da 1 a 9 generalmente. Questo significa che, fin da subito, bisogna puntare ad una strategia precisa per vincere. Ogni eroe possiede almeno due tratti particolari come Avanguardia, Cibernetico, Demolitore, Combattente, Mistico, e così via. Ottenendo una serie di personaggi con gli stessi tratti – i quali contraddistinguono anche il ruolo degli eroi tra combattenti in mischia, alla distanza, maghi, tank e così via – si sbloccano dei potenziamenti per l’intera squadra che, portati al massimo, possono cambiare drasticamente le potenzialità dell’intero team.

Teamfight Tactics, l’autobattler di League of Legends su mobile – Recensione

In tutto questo si possono raccogliere degli oggetti, i quali combinati a coppie di due ne generano degli altri seguendo una versione semplificata degli equipaggiamenti originali di LoL tra bonus ai danni, velocità d’attacco, malus agli avversari, ma anche la possibilità di aggiungere dei tratti o creare copie aggiuntive di un eroe. Ogni tre eroi di bronzo se ne ottiene una versione d’argento, e tre di questi ne formano una d’oro, il quale ha caratteristiche potenziate esponenzialmente.

C’è tanta roba a cui pensare, insomma, e la paura era quella di come poter concentrare così tante informazioni all’interno dello schermo di uno smartphone. Fortunatamente, Riot Games ha organizzato l’interfaccia di gioco in maniera ottima. Tutto è visibile in maniera chiara, grazie all’utilizzo di menù a scomparsa che permettono di accedere a qualsiasi informazione in ogni momento. Che siano gli oggetti, le caratteristiche degli eroi, ma anche l’andamento delle partite degli altri giocatori e le loro relative squadre. La versione mobile di Teamfight Tactics è buona oltre ogni previsione.

Teamfight Tactics, l’autobattler di League of Legends su mobile – Recensione

C’è solo un problema, che forse si risolve con uno schermo più grande come quello di un tablet, ed è la capacità di distinguere gli eroi. Considerando che peraltro usano tutte skin non base, a tema con la galassia e la tecnologia a seconda dei set di ognuno, se non siete già esperti di League of Legends all’inizio farete molta fatica a riconoscere i singoli personaggi. Considerato che, per comprarli o selezionarli nella slot machine, avrete sempre poco tempo a disposizione.

Anche chi vi scrive, giocatore ben più che occasionale, all’inizio ha dovuto perdere un po’ di tempo per capire chi fosse chi per colpa delle nuove skin che confondono il tutto. Questo perché 1) l’estetica dei personaggi è molto diversa e 2) i modelli dei personaggi stessi sono molto piccoli su schermo di uno smartphone medio. Non si può neanche zoomare ad esempio, come invece è possibile su PC.

A parte questo, la versione mobile di Teamfight Tactics ci è sembrata meritevole. Il consumo di batteria non è estremamente eccessivo considerando i titoli di questo genere, e la fruibilità generale è molto buona. La risposta dei comandi è ottima, così come la fluidità del gioco che, sul dispositivo che abbiamo usato per la prova, ci ha garantito delle partite sempre scorrevoli giocando prevalentemente con il supporto di una linea Internet stabile.

+ Interfaccia convertita in modo ottimo
+ Gameplay profondo, nonostante la variabile fortuna
+ Tecnicamente solido
- Gli eroi si fanno fatica a riconoscere
- Se siete neofiti, c’è tanto da leggere ed imparare all’inizio

8.0

Teamfight Tactics, dal successo della versione PC integrata nell’ecosistema di League of Legends, si distacca dal client di Riot Games per approdare su dispositivi mobile. L’autobattler di Riot è attualmente il più interessante su mercato, e la versione da noi provata si è rivelata all’altezza delle aspettative. L’unico, vero, problema rimane una generale poca chiarezza nell’esposizione dei personaggi, poiché nel caso non li conosciate farete veramente fatica a distinguerli. Se non avete mai provato un autobattler e vi intriga l’idea di giocare quando volete, Teamfight Tactics è una buona opzione, pur sapendo ce c’è tanto da leggere ed imparare all’inizio.




TAG: Riot Games, teamfight tactics