Super Dragon Ball Heroes: World Mission | Recensione

Un card game interessante che grazie al focus su Dragon Ball e un buon supporto potrebbe dire la sua.

Non serve che vi presentiamo Dragon Ball, l’immortale serie di Akira Toriyama, ma Dragon Ball Heroes potrebbe essere invece un franchise sconosciuto anche ai fan delle avventure di Goku e soci. Vista la mole di materiali presenti al riguardo, è anche difficile fare una descrizione sintetica di questo sotto-prodotto figlio del desiderio di soddisfare la grande fame dei fan di Dragon Ball in quanto a contenuti, ma ci proviamo.

Dragon Ball Heroes è un gioco di carte digitale, che pesca a piene mani da qualsiasi cosa sia stata prodotta con scritto “Dragon Ball” sopra, unendo storyline, personaggi, trasformazioni, tecniche, in un calderone di carte che rappresentano il non plus ultra del fanservice sull’opera di Toriyama-san. Dal 2010, Dragon Ball Heroes è diventato rapidamente tra i videogiochi di carte più giocati al mondo, ma relegato spesso e volentieri nel solo Giappone. Il successo del franchise è stato così importante che sono stati pubblicati una lunga serie di titoli per Nintendo 3DS, dei manga, una manciata di cabinati arcade su cui utilizzare delle carte reali, una seria animata tra la pubblicità ed il fanservice che mette in scena ciò che si è visto in anni di videogiochi: Goku e Vegeta di molteplici universi che si scontrano, Broly in versione Super Sayan 4, Radish e l’originale Vegeta in Super Sayan 3, resurrezioni di villain, fusioni improbabili, e qualsiasi altra cosa possa nascere dal pretesto di prendere il franchise di Dragon Ball e farne letteralmente ciò che si vuole.

In tutto questo si innesta Super Dragon Ball Heroes: World Mission, porting per Switch e PC di Super Dragon Ball Heroes (a sua volta una versione successiva del gioco originale), che contiene una modalità storia originale e per la prima volta porta il franchise in Occidente.
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La “sbustata” dell’era moderna

Come funziona Super Dragon Ball Heroes: World Mission? Per farla breve, anche un po’ maliziosamente, è un bel casino. Come gioco di carte è pieno di informazioni fino all’estremo, parole chiave da imparare, terminologie, ed ogni singola carta è composta da una miriade di informazioni con cui si viene investiti fin da subito. Se non conoscevate Dragon Ball Heroes prima d’ora, e peggio ancora non avete mai giocato ad un card game, digitale o fisico, che sia, i primi 30 minuti di gioco circa vi faranno girare la testa. Già l’anatomia di una singola carta è qualcosa per cui dover spendere alcuni minuti, prima di capirla a pieno.

Una carta ha prima di tutto un tipo battaglia: Eroe, Elite e Berserker. Rispettivamente, si tratta di personaggi bilanciati in ogni caratteristica, abili nella difesa e nel controllo del campo (infliggono status e debilitano avversari, ecc.), oppure fortemente votati all’attacco ed alle mosse speciali. Poi, ogni personaggio/carta ha statistiche di attacco, difesa e vigore, un attacco speciale che si attiva solo dopo aver accumulato abbastanza punti in una barra specifica, un’abilità azione, un’abilità azione tocco (il gioco simula le movenze che nel cabinato si potevano fare con le carte fisiche, attraverso il touchscreen di Switch o gli analogici), fino a tre abilità passive, ed infine le abilità unità che si sbloccano solo se in squadra ci sono determinati altri personaggi.

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Tutte queste caratteristiche hanno poi una serie di variabili notevoli. In primis esistono più di mille carte, con molteplici versioni degli stessi personaggi, quindi due carte Goku non saranno mai identiche tra loro, poi ogni abilità si attiva secondo svariate condizioni che siano il passaggio di alcuni turni, infliggere o subire un tot di danni, avere taluni personaggi, e così via. L’avrete intuito che, ad esempio, per poter usare l’abilità che “evoca” Gotenks adulto (compare proprio in Dragon Ball Heroes) avrete bisogno di Goten e Trunks, ma ci sono altre interazioni meno immediate ed interessanti, come Freezer con la squadra Ginew, oppure Goku, Vegeta e Gohan che, rappresentando i più forti sayan di Z, insieme si potenzieranno notevolmente. Tra le abilità ci sono ovviamente anche le trasformazioni, i colpi unici, gli attacchi speciali noti e meno noti della serie, e tanto altro. Infine, ciliegina su una torta già bella golosa, in Super Dragon Ball Heroes: World Mission si potranno creare anche le proprie carte. Il sistema è molto divertente, e parte dal creare l’estetica della carta fino a personalizzare ognuna delle sue abilità, il tutto con gli appositi oggetti che verranno sbloccati durante l’avventura.

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Xeno Vegeta Super Sayan in posizione d’attacco

Super Dragon Ball Heroes: World Mission è un vero e proprio card game, con un leggerissimo sentore di picchiaduro. Di fatto non si controllano mai i personaggi singoli, ma si schierano su una plancia e si decide l’esito degli scontri tramite dei semplici quick time event. Ma prima ancora è necessario comporre un mazzo, ovvero selezionare sette carte (ovvero i personaggi) da introdurre nella propria squadra. L’obiettivo è creare una buona sinergia, bilanciare punti di forza e debolezza, e sfruttare più combinazioni possibile tra le capacità delle singole carte.

Lo scopo del gioco è ridurre i punti vita dell’avversario a zero, portando a segno una serie di attacchi. Ognuno dei personaggi può essere schierato in attacco, su una plancia con tre linee che faranno consumare da 1 a 3 punti di vigore alla carta in questione, oppure a supporto: nel primo caso parteciperà allo scontro, nel secondo caso recupererà vigore (arrivare a zero vigore significa essere totalmente in balia dell’avversario e non potersi difendere). Una volta schierati i personaggi si calcolare il loro potere complessivo, al netto di potenziamenti e bonus innescati all’ultimo minuto, e contestualmente anche l’ordine con cui le squadre attaccano a turno. A quel punto attaccanti e difensori si ritroveranno a confrontarsi con un quick time event, rappresentato da una barra da riempire il più possibile: se vince l’attacco si infliggono più danni, mentre se vince la difesa ne subisce di meno. Riempire perfettamente la barra in attacco permette anche di scatenare effetti aggiuntivi, tra cui poderosi attacchi speciali. In tutto ciò è bene conservare le energie dei lottatori, e per recuperare il vigore necessario a combattere si possono schierare fuori dalla zona di attacco. Il posizionamento può attivare a sua volta capacità, abilità di supporto, bonus agli alleati, e così via.

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Super Dragon Ball Heroes: World Mission è tutto fuorché un card game sempliciotto sulla carta, ma all’atto pratico molte delle opzioni di gioco si perdono un po’ nel nulla, almeno nelle modalità contro la IA, per una serie di motivi. Durante il gioco è infatti impossibile accedere in modo fluido alle opzioni delle carte, ma bisogna mettere in pausa il gioco e consultarle. Immaginiamo che il retaggio della sua natura da cabinato, dove le carte possono essere fisicamente consultate in qualsiasi momento, abbia influito sul design dell’interfaccia di gioco. Ma soprattutto perché, a conti fatti, una volta che si usano le carte in grado di fare più danni ed impattarne di più, molte delle possibilità offerte dalle altre abilità e bonus rappresentano spesso un surplus.

Nella modalità storia le cose si complicano se si vogliono vincere le battaglie con la condizione di Dominio – un obiettivo generalmente complesso da raggiungere che permette di ottenere più punti e sbloccare missioni secondarie nella storia, a volte – perché neanche nel caso del multigiocatore online hanno troppo senso di esistere, visto che si gioca con le carte “lisce” e non modificate dagli oggetti che si possono equipaggiare loro durante la storia.
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Il mondo di Dragon Ball in Dragon Ball

Veniamo alla modalità storia, la novità di questo porting come dicevamo. Il pretesto è molto semplice: nel mondo Dragon Ball Heroes è un gioco reale, dove i giocatori creano dei mazzi con i quali evocano gli eroi e gli antagonisti di Dragon Ball, un po’ come in Yu-Gi-Oh. In breve si verifica un’anomalia, ed i personaggi della saga iniziano ad invadere il mondo reale. Il protagonista è ovviamente un giocatore prodigio, in grado di porre fine all’anomalia e di riportare l’ordine nel mondo. La trama, l’avrete intuito, è molto sottile, un pretesto per mettere in scena delle situazioni molto divertenti ed altamente improbabili tra personaggi che non si sarebbero mai potuti incontrare, eroi ed antagonisti redivivi, siparietti comici tra vecchi rivali, e così via.

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Di fatto, però, il single player di Super Dragon Ball Heroes: World Mission è molto corposo. La storia è lunga e, sebbene non offra un livello di sfida altissimo, propone sempre situazioni nuove ed elaborate. Le mappe si dividono in scontri principali, secondari, sezioni in cui si verificano solo dialoghi, ed incontri casuali in cui tramite un banalissimo minigioco si possono recuperare degli oggetti. Le missioni secondarie, inoltre, che si possono completare solo se si possiedono determinate carte oppure se si completano alcune missioni con la condizione di Dominio, aumentano di gran lunga la longevità e la voglia di esplorare e rigiocare alcune missioni. Oltre alla storia ci sono le sfide puzzle in cui si deve vincere uno scontro solo con determinati personaggi e condizioni preimpostati, e le battaglie arcade dove, con i suddetti “mazzi semplici”, si devono intraprendere una serie di scontri che ripercorrono qualcosa come venti saghe provenienti da Super, l’anime di Dragon Ball Heroes ed un paio di storie inedite con l’ironia tipica della serie.

Oltre al collezionare le (oltre mille, lo ricordiamo) carte tramite dei biglietti gacha, gli oggetti per potenziare le carte stesse, si possono anche creare missioni personalizzate da condividere con gli altri giocatori. A questo proposito, purtroppo, non abbiamo potuto testare le battaglie online perché non siamo mai riusciti a trovare giocatore. Il che è un peccato, perché con una community solida Super Dragon Ball Heroes: World Mission potrebbe avere davvero qualcosa da dire nel futuro.

+ Per i fan di Dragon Ball è l’enciclopedia del fanservice
+ Tantissimi contenuti, collezionabili ed attività
+ Si gioca tanto, e si sblocca tanto, senza microtransazioni
- Livello di sfida basso nella modalità storia
- Molte delle opzioni strategiche si perdono nel nulla, a volte
- Tecnicamente non eccezionale

7.0

Super Dragon Ball Heroes: World Mission arriva in Occidente e lo fa nei migliori dei modi. Il titolo offre una grande quantità di contenuti in termini di collezionabili e, banalmente, attività da intraprendere. La modalità Storia è risibile in termini di narrativa e, purtroppo, spesso per quanto riguarda il livello di sfida, ma è costruita in modo molto intelligente e stimolante. Come card game ci sono parecchie regole, un sistema abbastanza stratificato e complesso da apprendere (forse troppo) che dà il meglio di sé contro altri giocatori che contro la IA il più delle volte. Per chi attendeva l’arrivo nei nostri lidi di questo sotto-franchise si tratta di un prodotto soddisfacente, e per i fan di Dragon Ball di un’enciclopedia monumentale nonché un inno al fanservice più genuino che ci sia.