Recensione 4 min

Strategic Mind: The Pacific – Recensione

Uno tattico a turni dalle buone idee ma mal implementate

Strategic Mind: The Pacific è un tattico a turni ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, volto a ricreare lo scontro tra gli USA e l’Impero giapponese scaturito in seguito all’attacco nipponico alla base di Pearl Harbour. Il titolo sviluppato da Starni Games – già autori del parente stretto Panzer Strategy – riprende le solide basi gettate da nomi illustri del calibro di Panzer General, spostando l’attenzione dallo scontro tra carri e mezzi terrestri al duello fra le possenti navi corazzate e i velivoli che hanno solcato i cieli sopra l’Oceano Pacifico.

Tante buone idee…

Strategic Mind: The Pacific

Piattaforma:
PC
Genere:
strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
Starni Games
Distributore:

Il primo impatto è più che buono e il necessario tutorial mette subito in luce le numerose sfaccettature che disegnano il sistema di regole. Strategic Mind: The Pacific non è un gioco semplice e richiede parecchia attenzione per essere compreso. Dietro un ordine di attacco sono celati infatti parecchi valori da tenere in considerazione. I numerosi modelli navali sono suddivisi in varie sezioni, dal motore allo scafo, passando ovviamente per i cannoni e le tipologie di proiettili. In base al danno portate alle singole parti, la nave subirà effetti differenti, come spostamenti minori o una potenza offensiva ridotta. Con le dovute differenze, questi tasselli sono le fondamenta anche degli aerei e tutti assieme formano un ricco quadro in cui gli ingredienti si combinano al fine di restituire al giocatore un’ampia gamma di tattiche. A tutto questo si aggiunge poi un buon livello di personalizzazione del proprio esercito che, previo adeguato accumulo di punti esperienza, permette di innestare diverse tipologie di bombe e migliorie di vario tipo.

Ogni duello coinvolge numerose unità, con tanto di Marines da sbarco, jeep e pezzi di artiglieria e il risultato è – o meglio, dovrebbe come vedremo in seguito – un complesso intreccio di attacchi e ritirate. Purtroppo le spiegazioni sulle meccaniche sono appena sufficienti e l’interfaccia di certo non risulta un valido alleato per orientarsi fra numeri e statistiche. L’impatto risulta ancora più brutale quando ci si accorge che, terminato il tutorial, non ci sono le classiche schermaglie in cui farsi le ossa e l’unica modalità di gioco è la campagna.

Una pessima scrittura

Prima di analizzare i pregi – pochi – e i difetti – tanti – delle due campagne dedicate alle truppe a Stelle e Strisce e a quelle del Sol Levante, occorre spendere qualche riga sulle mappe di gioco in senso ampio. Suddivisi negli immancabili esagoni, anche gli scenari hanno la loro valenza nella conduzione delle battaglie, in un mix di zone aperte, atolli e basi, porti e centrali da difendere. Purtroppo ci si accorge subito di come gli ampi spazi del mare diano molti meno spunti tattici rispetto alla terraferma e come le manovre si riducano all’osso nel tentativo di tener unite le proprie forze, onde evitare di venire affondati un pezzo alla volta.

Questo è solo il primo di tanti errori che si scorgono mano a mano che si avanza fra le missioni – anzi a partire dalla stessa introduzione delle due fazioni. Strategic Mind: The Pacific è un titolo sviluppato da un piccolo team indipendente dal budget ridotto, risorse che potevano essere allocate meglio e in ambiti diversi rispetto alla creazione di cutscene tragicomiche, interpretate da marionette di legno e inespressive. Sui filmati si può sorvolare, forse sarebbero state più adeguate delle immagini statiche, ma in fin dei conti possono essere tranquillamente tagliate con un click. Anzi, saltare a piè pari questi intermezzi è la scelta migliore onde evitare una tra le retoriche militaristiche più bieche in stile anni ‘80/’90, così vuota da fare impallidire il Call of Duty di turno, un continuo ricorso a stereotipi e ad un gergo a tratti imbarazzanti, fino ad arrivare a scene completamente fuori contesto.

Abbiamo appena scalfito la punta dell’iceberg, un ingombrante blocco di ghiaccio contro cui, per usare una metafora, si infrangono i buoni propositi iniziali, proprio come il celebre Titanic. In apertura sono state tessute le lodi della componente tattica di Strategic Mind, capace di ricreare sin nel più piccolo dettaglio delle battaglie navali su larga scala. Questi elementi si sciolgono come neve al sole quando ci si rende conto di un bilanciamento del tutto errato, con missioni in cui si è soverchiati numericamente, dove l’AI esegue mosse decisamente sospette e di cui vengono mantenuti gli strascichi durante tutta la campagna.

Le singole missioni presentano poi un accumulo di obiettivi primari e secondari fin troppo abbondante, un elenco che è difficile da soddisfare anche a causa della costante sproporzione di forze in campo. Siamo davanti ad un cane che si morde la coda: meno obiettivi portati a termine, meno punti prestigio guadagnati, meno upgrade e nuovi mezzi per le successive battaglie e un’asticella della difficoltà che diventa mano a mano insormontabile. Strategic Mind funziona quindi più in teoria che in pratica e questa affermazione porta con sé non poco rammarico, perché nelle rare sfide ben strutturate si scorge anche del potenziale, immediatamente spazzato via da uno stato di pulizia degno forse di un Early Access.

Una partenza frettolosa

Dopo mesi passati in accesso anticipato, Strategic Mind è approdato nella sua veste 1.0 su Steam in modo prematuro, sia a causa di evidenti problemi tecnici, sia a causa di alcune scelte di design difficili da giustificare. Per quale motivo sia la selezione che lo spostamento delle unità avvengono con il tasto sinistro del mouse? Può sembrare una banalità, ma questa sovrapposizione di comandi è fonte costante di click errati, navi mosse per sbaglio al posto di un aereo che sostava sulla stessa casella, attacchi contro postazioni fortificate non volute, sbarchi suicida e via dicendo.

Dal punto di vista grafico si aggiungono ulteriori perplessità: come per le cutscene, anche durante le battaglie Starni Games pare aver fatto il passo più lungo della gamba, con una telecamera che spesso propone inquadrature sbagliate finendo anche sotto terra, con svariate compenetrazioni poligonali e dettagli proprio mal calibrati, tipo squali che nuotano sotto la superficie dell’acqua e che sono delle stesse dimensioni di una portaerei. L’elenco viene poi completato da briefing alla velocità della luce e tanti altri piccoli particolari che restituiscono quella sensazione di incompletezza che attanaglia tutto Strategic Mind: The Pacific.

+ Buona varietà di navi e mezzi
+ Tanta libertà nella personalizzazione delle truppe
+ Complesso e profondo…
– Troppi errori tecnici
– Retorico e spesso fuori luogo
– … Fattori che tendono a sparire nelle campagne
– Niente schermaglie o multiplayer

5.5

Strategic Mind: The Pacific è come uno studente intelligente che non si applica. Sulla carta il titolo di  Starni Games dovrebbe funzionare egregiamente grazie ad una buona profondità tattica fatta di numerosi fattori da tenere sempre in considerazione, dalla tipologia dei mezzi fino ai loro equipaggiamenti, ma alla prova dei fatti il risultato è ben lontano dalle aspettative. L’unica modalità di gioco è costituita da due campagne mal bilanciate  e con una AI che spesso ricorre a mosse scorrette, il tutto legato da cutscene e storyline difficili da giustificare.