Lo State of Play del 12 febbraio 2026 arriva in un momento delicatissimo per Sony. Una generazione che ha già mostrato le sue crepe, una line-up first party potente ma frammentata, e un mercato che non riconosce più confini netti tra piattaforme.
Sessanta minuti sono tanti, ma non sono infiniti. E ogni minuto, oggi più che mai, deve dire qualcosa (o quantomeno dovrebbe).
PlayStation ha promesso produzioni interne, terze parti di peso e spazio per gli indie. Tradotto: il classico menù che conosciamo a memoria. Quello che cambia è il contesto. Ed è da lì che vale la pena partire per provare a capire cosa potremmo davvero vedere.
Marvel’s Wolverine
Se esiste un gioco che PlayStation deve smettere di trattare come un segreto di Stato, quello è Marvel’s Wolverine. Non perché manchi l’interesse (tutt’altro) ma perché il silenzio prolungato rischia di trasformare l’attesa in insofferenza.
Una recente apparizione sul PlayStation Store messicano ha parlato chiaro: finestra di lancio fissata nel Q3 del 2026. Tra luglio e settembre. Una collocazione che combacia perfettamente con la classica strategia Sony per i tripla A di peso, quelli da spingere per sei mesi come se fossero l’unica cosa esistente.
Se così fosse, questo State of Play rappresenterebbe l’inizio ufficiale della campagna marketing. Ed è difficile immaginare che ciò avvenga senza una data concreta, senza una presa di posizione chiara. Personalmente, più che un nuovo teaser, mi aspetto un approfondimento sul tono narrativo. Logan non è Spider-Man. E Insomniac lo sa fin troppo bene.
Nuovo God of War
Parliamoci chiaro: God of War è quella presenza ingombrante che aleggia su ogni evento PlayStation, anche quando non viene nominata. Ragnarok è uscito nel 2022 (il gioco lo trovate infatti ormai scontatissimo). Sono passati quattro anni. In mezzo c’è stato un DLC solido, ma non sufficiente a placare la fame.
Santa Monica Studio lavora da tempo al “prossimo capitolo”, qualunque cosa questo significhi. Eppure, aspettarsi un reveal vero e proprio potrebbe essere un errore di valutazione. Più probabile, invece, è un teaser concettuale. O, paradossalmente, qualcosa di completamente diverso.
Nel 2025 si parlava insistentemente di uno spin-off 2.5D ambientato nella Grecia antica, con Deimos protagonista. Rumor mai confermati, mai smentiti. E ora c’è una serie TV Amazon all’orizzonte. Difficile credere che Sony lasci il marchio completamente fuori dai riflettori. Non sarà il God of War che vogliamo. Ma sarà comunque God of War.
Intergalactic: The Heretic Prophet
Naughty Dog è entrata in una fase strana della sua storia. Intergalactic: The Heretic Prophet, annunciato ai The Game Awards 2024, è stato accolto con curiosità e rispetto. Poi, il silenzio. Rotto solo da una dichiarazione di Jason Schreier che ha gelato tutti: niente uscita nel 2026.
Ed è qui che entra in gioco lo State of Play. Non per una data di lancio, ma per qualcosa di ancora più importante: il gameplay. Perché finché Intergalactic resta un’idea, è impossibile capirne davvero il peso.
Se Naughty Dog decidesse di chiudere lo show con una demo estesa e una finestra di uscita al 2027, sarebbe una mossa coerente. Ambiziosa, ma coerente. Il classico “one last thing” che lascia il segno.
Horizon Hunters Gathering
Annunciato da pochissimi giorni, Horizon Hunters Gathering ha già fatto quello che ogni progetto derivativo teme e desidera allo stesso tempo: dividere il pubblico.
Lo stile più colorato, quasi da live service, ha fatto storcere il naso a molti. Eppure Guerrilla sembra convinta della direzione. Tre giocatori, caccia cooperativa, adattamento del personaggio, missioni strutturate. Un Horizon che guarda altrove, senza rinnegarsi del tutto.
Questo State of Play è l’occasione perfetta per mostrare come funziona davvero. Non a parole, ma in movimento. Perché l’idea può piacere o meno, ma è solo il pad alla mano che farà la differenza.
Xbox su PlayStation
Una volta sarebbe stato impensabile. Oggi è quasi routine. I giochi Xbox su PS5 non sono più un’ipotesi, ma una realtà. Fable, Halo, Forza: nomi che fino a pochi anni fa rappresentavano una linea invalicabile.
Dopo Sea of Thieves e Microsoft Flight Simulator, l’elefante nella stanza ha un nome preciso: Starfield (che trovate scontato qui). Le voci si rincorrono da mesi, e se davvero dovesse apparire durante uno State of Play PlayStation, sarebbe il simbolo definitivo di un’era che si chiude (anzi, in effetti si è già chiusa da un pezzo, ora che ci penso bene).
Marvel Tokon: Fighting Souls
Arc System Works e Marvel. Sulla carta, un matrimonio perfetto. Marvel Tokon: Fighting Souls ha mostrato potenziale, ma anche qualche incertezza durante la beta del 2025, giocata anche dagli abbonati a PS Plus (qui trovate gift card scontate, tra l'altro).
Uno State of Play potrebbe rappresentare il momento giusto per rilanciare il progetto, fissando una finestra di lancio autunnale e magari allargando il roster. Non tanto per stupire, quanto per rassicurare. Questo gioco deve convincere, non solo colpire.
Okami 2
Qui, permettetemi di essere meno lucido e più umano. Okami 2 è uno di quei giochi che non dovrebbero esistere. E proprio per questo esistono.
Il primo Okami, nel 2006, è stato un gran gioco ignorato dal pubblico (ma se volete recuperalo lo trovate su Switch a poco prezzo). Un fallimento commerciale che il tempo ha trasformato in culto. Le riedizioni hanno fatto giustizia. Oltre 4 milioni di copie vendute. E nel 2025, finalmente, l’annuncio: Okami 2 è reale.
Se questo State of Play ci regalasse gameplay e una data, sarebbe uno di quei momenti che ricordiamo per anni. Non per l’impatto mediatico, ma per il significato. Perché ogni tanto, anche l’industria sa chiedere scusa.
Qualunque cosa accada il 12 febbraio, una cosa è certa: PlayStation non può più permettersi eventi interlocutori. Ogni show deve dire qualcosa, prendere posizione, raccontare una direzione. Non basta mostrare giochi. Serve visione.
E noi di SpazioGames saremo lì, puntuali. A guardare la diretta e successivamente analizzare e discutere con voi. Come sempre.