Edward Kenway è tornato a solcare i Caraibi su PlayStation 5, XBOX Series X|S e PC con Assassin's Creed Black Flag Resynced, e la domanda che mi frulla in testa da settimane è tornata a bussare con insistenza: quanti giochi di pirati davvero buoni esistono, in mezzo a un mare (perdonatemi) di titoli che i pirati li usano solo come sfondo folkloristico? Pochi. Pochissimi, se si alza l'asticella oltre alla bandana e al pappagallo di ordinanza.
Eppure il genere sta vivendo una stagione insolitamente fertile. In pochi mesi abbiamo visto Windrose esplodere dal nulla, Sea Of Thieves sbarcare finalmente su PlayStation 5 dopo otto anni di quasi esclusiva Microsoft, e ora questo remake integrale di uno dei capitoli più amati della saga Assassin's Creed.
Ho quindi deciso di mettere ordine con una classifica senza sconti e cerimonie: non troverete qui il solito elenco preso da wiki generiche, ma dieci scelte che rispecchiano vent'anni passati a giocare, e a criticare, tutto quello che galleggia con una bandiera nera issata sull'albero maestro.
Un chiarimento doveroso prima di salpare: questa è una classifica, non una recensione, quindi niente pro e contro qui dentro. Solo un'opinione, argomentata quanto basta. Si parte dal decimo posto.
10. One Piece: Pirate Warriors (serie)
Lo confesso subito: gli spin-off musou targati Koei Tecmo non sono capolavori di game design. Le missioni si ripetono, l'intelligenza artificiale nemica è quella che è, e chi non conosce l'opera di Eiichiro Oda potrebbe sentirsi perso davanti a un cast di centinaia di personaggi. Ma One Piece: Pirate Warriors resta l'unico modo per vestire davvero i panni della ciurma di Cappello di Paglia e falciare eserciti di marine con la spada di Zoro o i pugni di fuoco di Sanji. Per i fan della serie è un rito di passaggio, punto.
9. Port Royale 4
Cambio decisamente registro. Se Sid Meier's Pirates! (arriva, arriva, pazientate) è il pirata romantico, Port Royale 4 di Gaming Minds Studios è il pirata contabile: quello che tiene i registri delle rotte commerciali, negozia con i governatori e costruisce un impero mercantile nei Caraibi del Seicento. È lento, a tratti ostico, ma per chi ama i gestionali storici è una tana del bianconiglio da cui non si esce più. Non aspettatevi arrembaggi ogni cinque minuti: qui il vero nemico è la bilancia commerciale.
8. Risen 2: Dark Waters
Piranha Bytes, gli stessi autori di Gothic, decisero nel 2012 di spostare la loro formula action/RPG su un'isola infestata di pirati e voodoo, con tanto di scimmietta al seguito del protagonista. Il combattimento non ha mai brillato, diciamocelo, ed è invecchiato peggio di un barile di rum lasciato al sole. Ma l'ambientazione, la scrittura sboccata e quell'atmosfera da b-movie caraibico gli hanno garantito un pubblico di culto che ancora oggi lo rigioca volentieri. Se cercate un RPG occidentale che non abbia paura di prendersi poco sul serio, è ancora lì che aspetta.
7. Skies Of Arcadia
Uno dei più grandi rimpianti dell'era Dreamcast. Skies Of Arcadia di Overworks sposta la pirateria dal mare al cielo, tra isole fluttuanti e battaglie navali aeree che nel 2000 sembravano fantascienza pura per un JRPG. Ha ricevuto un porting su GameCube (Legends) e poi il silenzio più totale da parte di Sega, che continua a sedersi su una delle sue proprietà intellettuali più amate invece di rispolverarla. Ogni tanto rispunta una voce di remaster, puntualmente smentita. Nel frattempo l'unico modo per giocarci resta l'usato, quando lo si trova a un prezzo onesto.
6. Shadow Gambit: The Cursed Crew
Una storia agrodolce, questa. Mimimi Games, lo studio tedesco specializzato in strategia stealth in tempo reale (Shadow Tactics, Desperados III), ha chiuso i battenti appena qualche mese dopo aver pubblicato Shadow Gambit: The Cursed Crew. Un addio ingeneroso per un gioco che sostituiva i ninja con una ciurma di pirati fantasma, ognuno con abilità soprannaturali uniche, in missioni di infiltrazione su isole maledette. Resta uno dei migliori strategici tattici dell'ultimo decennio e merita di essere recuperato, magari come lascito di uno studio che avrebbe meritato tutt'altro destino.
5. Monkey Island (l'intera saga)
Non me ne vogliano i puristi se accorpo The Secret Of Monkey Island, Monkey Island 2, The Curse Of Monkey Island e il più recente Return To Monkey Island di Ron Gilbert in un'unica voce: separarli sarebbe come chiedermi di scegliere un figlio preferito. Guybrush Threepwood resta il pirata più inetto e insieme più amato della storia dei videogiochi, e la scrittura di questi capitoli ha insegnato all'industria intera come si fa umorismo interattivo senza scadere nella barzelletta facile. Se non li avete mai giocati, fermatevi qui, recuperateli, poi tornate a leggere il resto della classifica.
4. Sid Meier's Pirates!
Le radici affondano nel 1987, sul Commodore 64, quando Sid Meier mise insieme scherma, diplomazia, commercio e battaglie navali in un unico pacchetto che oggi chiameremmo senza pudore un sandbox. Il remake del 2004 firmato Firaxis Games ha portato la formula su hardware moderno senza tradirne lo spirito, e resta ancora oggi la simulazione piratesca più completa mai realizzata: si commercia, si duella, si assedia, ci si innamora della figlia del governatore di turno. Chi ha vissuto l'epoca d'oro dell'home computing italiano, Commodore in testa, lo riconoscerà come un pezzo fondante del genere, altro che moda passeggera.
3. Windrose
La vera sorpresa del 2026. Windrose, sviluppato da Kraken Express e pubblicato da Pocketpair (sì, quelli di Palworld), è sbarcato in early access su Steam lo scorso aprile e ha letteralmente affondato la concorrenza: primo posto nella classifica bestseller della piattaforma, quasi 100.000 giocatori in contemporanea nelle prime 24 ore e oltre un milione di copie vendute in meno di una settimana. La formula unisce sopravvivenza, costruzione di basi e combattimento navale in un mondo generato proceduralmente, con una campagna che vi mette contro Barbanera in persona. È ancora acerbo, con un sistema di combattimento che ha bisogno di lavoro, ma la direzione artistica e l'ambizione ci sono tutte. Da tenere d'occhio con attenzione nei prossimi aggiornamenti.
2. Sea Of Thieves
Otto anni sul mercato e Rare continua a far crescere il suo gioco vivo, invece di abbandonarlo al proprio destino come troppi altri live service. Il 2026 è stato un anno di svolta: lo scorso 30 aprile Sea Of Thieves è finalmente approdato su PlayStation 5, con tanto di crossplay completo verso XBOX e PC, portando una boccata d'aria fresca, e milioni di nuovi giocatori potenziali, a un ecosistema che sembrava ormai consolidato. A rendere ancora più dolce l'operazione ci ha pensato il crossover con Monkey Island, che ha riportato Guybrush e soci dentro un altro grande gioco di pirati, chiudendo idealmente un cerchio tra passato e presente del genere. Se cercate la fantasia piratesca più pura, cartoonesca e conviviale, qui trovate ancora la vetta.
1. Assassin's Creed Black Flag Resynced
E siamo arrivati al giorno del lancio. Assassin's Creed Black Flag Resynced non è un semplice restauro con qualche texture rifatta: Ubisoft Singapore lo ha ricostruito da zero sul motore Anvil più recente, quello di Assassin's Creed Shadows, senza una riga di codice ereditata dall'originale del 2013. Il combattimento navale è stato rifinito, il parkour di Edward Kenway scorre in modo più naturale, e la narrazione si arricchisce di nuove sequenze scritte da Darby McDevitt, lo stesso sceneggiatore del gioco originale, con più spazio per Barbanera e per lo sfortunato Stede Bonnet.
Resta, tredici anni dopo, il gioco che meglio di ogni altro ha capito che cosa significa essere pirata in un videogioco open world: la libertà del mare, la brutalità degli abbordaggi, la malinconia di un'epoca che sapeva già di essere agli sgoccioli. Il primo Black Flag mi aveva conquistato nel 2013. Questo remake, con tutti i suoi difetti da remake (la storia è la stessa, i colpi di scena li conoscete già), me lo ha fatto rigiocare come se fosse la prima volta.
E chi resta fuori
Qualcuno storcerà il naso per l'assenza di Skull And Bones, e la risposta è semplice: un lancio disastroso e anni di correzioni in corsa non si cancellano con qualche aggiornamento tardivo, per quanto io apprezzi che Ubisoft non lo abbia mollato del tutto. Manca anche Black Flag nella sua incarnazione originale del 2013, ma solo perché il remake lo ha, giustamente, reso ridondante: perché consigliarvi la versione con più compromessi tecnici quando esiste quella rifinita?
E manca, sì, qualche curiosità storica che pure ha un suo fascino, ma che ho preferito lasciare fuori da una classifica che vuole restare stringata sui titoli davvero imprescindibili, non un elenco enciclopedico di tutto ciò che ha mai avuto un pirata tra i personaggi giocabili.
Detto questo, la vera domanda resta aperta: il genere piratesco ha ancora margine per crescere, o siamo destinati a vivere di remake e di sorprese indipendenti come Windrose? Io una mia idea ce l'ho, ma preferisco sentire la vostra nei commenti. Intanto, buon vento e buona caccia al tesoro.