Red Dead Online | L’inizio del viaggio

Speciale
A cura di Matteo Bussani - 29 Novembre 2018 - 10:18

Dopo la magnificenza di Red Dead Redemption 2, metacritic alle stelle e recensioni che, al netto della polemica, erano concordi nel definirlo il capolavoro qual è, siamo finalmente giunti al fatidico momento dell’Online. Il progetto parallelo che, oramai consuetudine, accompagna i prodotti a lungo termine di Rockstar era fino a qualche giorno fa una grande incognita. C’erano curiosità e timore nello scoprire la natura di Red Dead Online. La data di lancio era ancora sconosciuta e ci lasciava prospettare ancora una buona attesa. In realtà il gioco in pochissimi passaggi ha riunito annuncio, data di lancio e un rollout rapidissimo che porterà tutti i giocatori a poter prendere parte alla modalità, già dalla giornata di venerdì. Se volete sapere come raggiungerla fate un salto a questo link. Chiamarla modalità, però ci sembrerebbe estremamente riduttivo: prima di tutto è slegata dai progressi del single-player pur sviluppandosi nello stesso mondo di gioco, ha una quantità di contenuti già vastissima e ha addirittura una storyline studiata narrativamente.

Rircordiamo che Red Dead Online, nonostante la relativa solidità del matchmaking e bug in misura ragionevole, al contrario di altri progetti considerati e venduti come definitivi (ogni riferimento è puramente casuale), è ancora in uno stato di beta, ed è gratuito previo acquisto di Red Dead Redemption 2. Quello che quindi ci ritroviamo a valutare allo stato attuale non è altro che la prima parte di un progetto in essere che sembra avere tante frecce al suo arco e che le scoccherà al giusto momento.

Per questo motivo e per la mole di contenuti a disposizione non ce la sentiamo di iniziare la copertura del gioco come un analitico calcolo dei pregi e dei difetti, soprattutto dopo un giorno in cui siamo riusciti appena a scalfire la superficie, preferiamo raccontarvi la nostra esperienza, e gli elementi che sono riusciti a colpirci di più o di meno in questo inizio di avventura, lasciando a tempi più maturi valutazioni definitive, anche se per la natura del progetto comunque provvisorie.

Iniziamo il gioco con la scelta e la creazione del personaggio. Maschio o femmina. Si può modificare ogni parametro con un buon numero di operazioni, che rendono il processo semplice e abbastanza approfondito. Si conclude il tutto con una bella foto segnaletica: l’avventura ha infatti inizio in una prigione in cui siamo stati incarcerati per un crimine che non abbiamo commesso. Tra una serie di cutscene che ci introdurrà Red Dead Online con tanto di titoli di ingresso, veniamo liberati durante un trasferimento. Il tutto a patto che ci mettiamo a servizio della signora Leclerk per vendicare il suo defunto marito, morto nella stessa situazione che ci ha portato in carcere, ma non per mano nostra.

Il nostro personaggio sarà muto. Capiamo il disagio nell’assenza di una voce guida durante le cutscene, ma d’altra parte sarebbe stato necessario doppiare un numero di voci maschili e femminili troppo ampio fra cui poter scegliere, per cui giustifichiamo ampiamente la scelta. Involontariamente ci siamo resi conto di aver realizzato una versione al limite del caricaturale di Arthur, a cui siamo rimasti inconsciamente profondamente legati e la cosa tutto sommato non ci sorprende.

Una volta concluse le pratiche introduttive il gioco ci aprirà le porte della mappa di gioco. Essa è la medesima di Red Dead Redemption 2, così come anche la sua esplorazione. In breve avremo a disposizione un cavallo, che diventerà il principale compagno di viaggio. Le differenze risiedono in due elementi fondamentali: le attività a disposizione e la natura degli NPC. Se la mappa è dunque geograficamente e morfologicamente la stessa, troveremo delle attività ben diverse a popolarla. Sostanzialmente sono di tre tipi: missioni free roam, “Una terra di opportunità” e le Serie.

Una Terra di Opportunità è la serie di missioni da 2 a 4 giocatori guidate da una storia, cutscene e un impianto strutturale maggiore. Appena avviata la missione parte il matchmaking, e unirete i membri della vostra squadra, chiamata Posse con altri disponibili. Lo stampo delle missioni è quello che avete visto in Red Dead Redemption 2: scortare una carovana, rubare provviste, assaltare una diligenza e tante altre ancora. Esse sono a tempo, ma non ci sono sembrate particolarmente difficili. In una, addirittura abbiamo dovuto scegliere che parti prendere, se quelle del malvagio marito cornuto o quelle della giovane moglie che voleva scappare con il suo vero amore. La scelta onorevole era ovviamente quella che premiava la fuga dei due sposi. Essendo in quattro però si è dovuta attuare una votazione al momento del dunque. E’ finita 3 voti a 1. Ancora non sappiamo cosa succeda in caso di parità ma crediamo che l’ultima parola venga data al “capo” temporaneo della Posse. Siamo curiosi di scoprirlo. I dialoghi degli NPC, visto il personaggio muto, tengono botta a quelli ascoltati durante l’avventura principale. La caratterizzazione delle battute si esalta in considerazioni del tempo che ti buttano dentro l’azione in appena qualche scambio. Per esempio l’armaiolo al personaggio di Tahva, con cui stavo giocando, ha fatto questa battuta: “Un sacco di donne trovano un armaiolo affascinante”. Oppure ancora in una cutscene iniziale: “mia moglie legge troppi libri e si è fatta idee strane, io sono contro l’educazione delle donne” per poi concludere “beh anche quella degli uomini”. Insomma, l’attenzione al dettaglio e al periodo storico che non smetteremo mai di sottolineare non manca neanche nell’online, dove poteva essere benissimo ignorata senza destare troppi sospetti.

Tra una missione e l’altra, per alleggerire l’avanzamento tra ranghi e conoscenza del mondo di gioco, troviamo l’opzione “Free Roam”. Durante l’esplorazione ci sono sparsi per la mappa degli sconosciuti in cerca di aiuto, risolvendo i loro problemi potremo portare a casa un bel po’ di quattrini e di esperienza. L’unico problema sarà che quando inizieremo determinate fasi della missione, tutti gli altri giocatori sulla mappa saranno allertati della nostra presenza, e potranno fare di tutto per impedire il successo del piano: recuperando loro stessi la diligenza che stiamo scortando o facendoci fuori prima che possiamo raggiungere un bottino prezioso. Completare una missione può essere tanto semplice quanto frustrante qualora una banda più numerosa della nostra si accanisse contro di noi e l’abbiamo provato sulla nostra pelle. Il respawn ravvicinato ci ha portato a un 1 contro 2 incessante che non ci ha lasciato via di fuga, tra l’altro il carro che dovevamo portare a destinazione era vittima di un bug e non riuscivamo più a farlo partire. In quella situazione ci abbiamo lasciato la pelle almeno dieci volte e, raggiunto un certo livello di sopportazione, siamo stati costretti a riavviare l’applicazione.

Chiudiamo l’ultima parte delle attività peculiari di Red Dead Online con il competitivo e le serie. Sulla mappa si trovano dei segnalini bianchi con un logo piccolino nero. Questi indicano delle partite multiplayer classiche in mappe circostanziate e accessibili da un numero limitato di giocatori.
Sono:
Sparatoria e Sparatoria a squadre
Niente sprechi
Caccia all’uomo
Territorio ostile
Arma a scelta

Sono delle valide varianti delle modalità competitive storiche degli shooter. Di base hanno tutte quel guizzo West che acchiappa il giocatore. In realtà la frenesia si scontra spesso con la macchinosità del personaggio già sottolineata in passato che, mentre nel single-player faceva parte del “gioco”, qua diventa un impedimento non necessario di cui tenere conto. Senza condannarlo già da ora, in questo punto identifichiamo uno degli aspetti più critici della produzione. A mio parere sono sembrate tutte un po’ troppo caotiche e da bilanciare, soprattutto per colpa di spawn point un po’ semplicistici e il rischio di inchiodare una partita per colpe non vostre. Per iniziare comunque, sono tra i metodi più semplici e indolori per accumulare quattrini, sia nella valuta del dollaro (quella comune) sia in quella dell’oro, quella premium. Entrambe hanno una crescita abbastanza lenta, e gli oggetti sono decisamente costosi, spesso di più che nel single-player. Dovrete passarci parecchio tempo sul gioco per comprare vestiti e armi all’ultimo grido, ma fin dal primo momento non vi sentirete in difetto e avrete accesso gratuito a tutte le tipologie di fucili base e all’assicurazione gratuita al primo cavallo della stalla. Ovviamente con le microtransazione questo limite viene cancellato, ma per il momento non ci esprimiamo sulla rapporto spesa/resa e sui vantaggi che esse portano rispetto all’utente classico. C’è a lato di ciò un sistema di abilità che si sbloccano con il salire di esperienza e rango. Con l’esperienza poi potremo sbloccare delle abilità peculiari per il Dead Eye, che non rallenta più il tempo, e tre perks passivi per migliorare le capacità del personaggio. Non abbiamo potuto esplorarle per la stragrande maggioranza e ci “toccherà” giocare ancora parecchio prima di potervi fornire un quadro dettagliato.

Per quanto riguarda gli NPC, secondo quanto dicevamo in apertura, è evidente che sia stata ridotta la profondità dei rapporti di causa ed effetto fra di loro; sostituita dall’introduzione della variabile imprevedibile e “umana” dei giocatori reali. Il menù delle azioni cambia e abbiamo l’opzione mira o l’opzione emoji che permette un minimo di comunicazione regolamentata sia con gli NPC sia con i giocatori reali. Il compromesso ci sembra obbligato e atto a dare un alleggerimento al gioco in funzione di tutta la sua relazionale “online” che gode di regole diverse rispetto a quelle del giocatore singolo.

Mentre noi fantasticavamo su quello che avrebbe potuto essere Red Dead Online, Rockstar sembra aver fatto la trasposizione più lineare e indolore della struttura di Red Dead Redemption 2 nel multiplayer. Il primo contatto con Red Dead Online è stato come intravedere una struttura solida su cui nel corso del tempo l’ecosistema online del gioco può diventare sempre più vasto, ricco e pieno di attività. I bug ovviamente non mancano, ma non ci sono sembrati in grado di minare l’esperienza di gioco. Qualche limatura al sistema di controllo e al gameplay andrà fatta, e siamo curiosi di scoprire quale sarà la progressione del personaggio attraverso la serie di missioni più narrative, quelle PVE e quelle PVP, così come quali saranno le prossime attività sulla lista dei to-do di Rockstar per la modalità. Ci aspettiamo tanti contenuti ed eventi che possano avvicinare il pathos dei momenti apice del single-player anche in quest’avventura, e le possibilità che ciò accada ci sono tutte. Difatti questo è solo l’inizio, ma se il buongiorno si vede dal mattino…




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