Immagine di Somerville | Recensione - In fuga verso l'ignoto
RECENSIONE

Somerville | Recensione - In fuga verso l'ignoto

Somerville parte da una buona premessa e include alcune delle meccaniche che hanno decretato il successo di giochi come Limbo e Inside, ma stavolta il progetto non riesce a convincere. Vi spieghiamo cosa è andato storto nella nostra recensione.

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a cura di Domenico Musicò

Deputy Editor

Informazioni sul prodotto

Immagine di Somerville
Somerville
  • Sviluppatore: Jumpship
  • Produttore: Jumpship
  • Piattaforme: PC , XONE , XSX
  • Generi: Avventura
  • Data di uscita: 15 novembre 2022

Oltre al buon trailer di debutto, uno dei motivi per cui Somerville ha catturato l'attenzione di pubblico e addetti ai lavori è un nome di un certo peso coinvolto nel progetto.

Se avete giocato e amato Limbo e Inside (li trovate insieme in una raccolta venduta su Amazon), e se non avete idea di chi sia la mente dietro queste due opere cruciali per il panorama indipendente e l'intero settore, è bene che sappiate quanto sia stata fondamentale la figura di Dino Patti.

È anche bene che sappiate che Somerville nasce in realtà dalla mente di Chris Olsen, da una sua idea unica. La direzione e la scrittura non sono dunque associabili a Patti, che in questo caso assume il ruolo di produttore. La forma finale del progetto che gli utenti riusciranno a giocare fin dal lancio su GamePass è frutto di una stretta e strategica collaborazione, certo, ma è anche figlia di una evidente inesperienza di Jumpship, che incide in modo piuttosto importante su ogni aspetto dell'opera.

Somerville, la storia

Somerville racconta la sua storia senza nemmeno una riga di dialogo, comunicando col giocatore attraverso immagini, eventi improvvisi e tramite una delle vere unicità del videogioco: la narrazione ambientale. In questo, l'impronta di quei due titoli che abbiamo testé nominato è presente, e il modo in cui è stato plasmato il gioco non può che richiamare alla mente alcuni elementi strutturali a loro tanto cari.

Sarebbe tuttavia sbagliato aspettarsi qualcosa che sia totalmente su quella falsariga, perché come dicevamo, Somerville è un progetto che aderisce certamente a determinati canoni, ma sceglie in definitiva di seguire una propria strada. Questo percorso si è rivelato però accidentato, e nonostante sia da apprezzare una buona dose di sperimentazione, non è davvero possibile minimizzare i difetti più marchiani che affliggono il gioco.

Somerville si concentra sin dall'inizio su una famiglia che passa la serata davanti alla tv, tra stanchezza, grande tranquillità e i ritmi lenti e compassati di una placida giornata qualunque nell'entroterra di un'anonima cittadina americana. D'improvviso la terra viene squassata da un sussulto violento che fa tremare l'abitazione in modo anomalo. Non è un terremoto, ma qualcos'altro che getta nello scompiglio la famiglia, costretta a un rapido tentativo di fuga per salvarsi.

Di lì a breve, un evento che vi lasciamo il piacere di scoprire cambierà gli equilibri familiari, e vi ritroverete nei panni dell'uomo che in mezzo a una catastrofe dovrà trovare il modo di riunirsi ai propri cari e salvarsi da una minaccia dai contorni sfuggenti e impossibile da contrastare. Nel caos e nel trambusto che seguirà, il protagonista scoprirà di aver acquisito strani poteri, utili per muoversi all'interno di ambientazioni piene di ostacoli naturali che gli sbarrano il cammino.

In questa storia che richiama in maniera non troppo velata La Guerra dei Mondi di Wells, ma anche le grandi opere cinematografiche che raccontano di invasioni aliene vissute dalla prospettiva della gente comune, si esplorano le intime ripercussioni di quello che appare essere un conflitto su larga scala, che si estende ben al di là della mite e sonnolenta cittadina rurale.

Lo capirete lungo l'arco di tutta l'avventura, che si conclude in appena quattro ore. Il modo in cui Somerville sviluppa la sua trama è però poco comprensibile, ed è facile che alla fine del racconto possiate rimanere poco soddisfatti.

Sebbene ci siano dei momenti chiave in grado di tratteggiare in modo piuttosto chiaro la triste odissea urbana della famiglia, il resto rimane molto criptico, non facilmente interpretabile. Restano delle suggestioni, qualche congettura su cosa sia accaduto e su come sia andata davvero a finire, ma rimangono in sospeso troppe questioni che riteniamo importanti per raccontare al meglio le vicende nella loro interezza. Se è vero che i giochi di questo genere restano volutamente ermetici su tanti temi, è vero anche che forniscono gli strumenti per individuare i punti focali.

Con Somerville questo non succede, e vanno dunque evidenziate delle carenze che non possono essere coperte da presunte narrazioni nascoste o messaggi non colti. Il contesto è chiaro, quello che è successo alla famiglia pure, ma il resto lascia spazio ad ampi buchi di trama e a momenti in cui alcuni fatti rilevanti restano sfuggenti e un po' abbandonati a loro stessi.

Considerando la cura con cui vengono costruiti quelli più di rilievo, non ci sono dubbi sul fatto che Olsen si sia concentrato con minor forza su tutto il resto. E questo, al di là delle scelte stilistiche narrative, resta davvero un gran peccato.

Gameplay

Come già lasciato intendere, Somerville incorpora in sé buona parte delle meccaniche che hanno decretato la fortuna delle avventure a scorrimento con forti elementi puzzle. Prima di rendere noto cosa non funziona nel gioco, specifichiamo di aver avuto il codice per la recensione con largo anticipo, sottolineando inoltre come sia molto probabile la presenza di diverse patch post-lancio che possano quanto meno mitigare alcuni dei difetti più problematici. La versione da noi provata sembrava un po' arretrata, ma è l'unica su cui possiamo in effetti esprimere un giudizio sincero.

Ci riferiamo in particolar modo a una eccessiva farraginosità nelle interazioni, che spesso vanno completamente fuori bersaglio, non funzionano come dovrebbero e causano bug piuttosto gravi che vi costringono a riavviare dall'ultimo salvataggio.

Anche le interazioni che dovrebbero essere più semplici e immediate, come ad esempio aprire una porta, abbassarsi in un punto specifico per sgattaiolare via o muovere oggetti degli scenari per aprirsi una via, sono tutte operazioni che richiedono più di un tentativo. E ciò non dipende necessariamente da un posizionamento approssimativo del personaggio.

I puzzle sono quasi tutti da risolvere tramite l'utilizzo dei due poteri principali: uno fluidifica i terreni accidentati e consente di passare in aree in cui precedentemente non era possibile; l'altro rende solidi e rocciosi quelli sdrucciolevoli, inagibili o allagati. Dato che dovrete inerpicarvi, capire dove poterlo fare e agire anche in fretta quando sarete inseguiti dal nemico, va detto che Somerville non agevola esattamente questi passaggi, obbligandovi in alcune occasioni a un po' di trial and error dovuto a motivi non imputabili alle vostre abilità.

Questi problemi a cascata inficiano la godibilità di gioco, e sebbene non lo facciano al punto da causare ira e frustrazione continua, smorzano in maniera evidente la fluidità di gioco, che risente di continui singhiozzi e incertezze poco edificanti per un titolo che avrebbe invece dovuto puntare con forza sulla perfetta riuscita di simili elementi di gameplay portanti.

Oltretutto, Somerville dimostra di non avere grandi diversificazioni in quelle poche ore di gioco che propone, limitandosi a fare poche cose discretamente senza tener conto delle evoluzioni degli altri titoli dello stesso genere.

Chi viene dunque dai due giochi che per ovvie ragioni vanno presi come riferimento, non può accogliere Somerville col pieno della gioia, perché il carico di delusione è ingente e francamente non era facile aspettarsi un titolo manchevole da così tanti punti di vista.

Si potrà incensare il comparto artistico e il modo intimista di presentare una situazione familiare che viene ribaltata da eventi imponderabili e più grandi di ogni essere umano, ma non si potrà non pensare che il progetto dell'accoppiata Olsen/Patti avesse bisogno di una sosta ai box più lunga, prima di arrivare sul mercato.

Versione recensita: PC

Voto Recensione di Somerville - Recensione


6.5

Voto Finale

Il Verdetto di SpazioGames

Pro

  • Intrigante premessa narrativa e buon contesto di gioco

  • Alcuni buoni momenti legati alla storia, tra sorprese e colpi di scena

Contro

  • Acerbo, farraginoso e con parecchi problemi legati alle interazioni col mondo di gioco

  • Racconto abbozzato e con troppi elementi abbandonati a loro stessi

Commento

Somerville delude le aspettative e rappresenta un passo indietro per il genere. Da una figura chiave come Dino Patti, adesso in veste di produttore, ci saremmo aspettati un gioco con la stessa potenza immaginifica di Limbo e Inside, se non addirittura con messaggi ancora più forti e divisivi. Il progetto scritto e diretto da Chris Olsen risulta però acerbo e poco rifinito per sfondare e porsi in rilievo; e questo, viste le buone premesse iniziali, è difficilmente perdonabile per un titolo che aveva l'obbligo di fare molto di più.
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