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Pro
- Controlli Joy-Con 2 incredibilmente precisi.
- Ogni disciplina del passato è stata migliorata in ogni aspetto.
- L'isola di Wuhu è davvero piacevole da esplorare.
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Contro
- Sarebbe stato preferibile ritrovare tutte le vecchie discipline.
- Alcuni Sports hanno ancora un sistema di controllo complicato.
- In singolo la longevità è molto ridotta.
Il Verdetto di SpazioGames
La lotta di pollici ha tutto il potenziale di diventare il “gioco delle feste” ma, soprattutto, sono i Joy-Con 2 a brillare per l'estrema precisione nella lettura dei movimenti del polso del giocatore, restituendo quel senso di “realismo” che effettivamente era da sempre assente. Se vi piaceva allora, lo amerete ancora oggi; se non vi è mai interessato, decisamente non cambierete idea, ma questo non vuol dire che non sia il capitolo migliore della serie fino a ora.
Ho passato le ultime settimane a smanettare su Nintendo Switch Sports Resort e, a differenza di tanti sequel che cercano di reinventare tutto, questo mi ha fatto tornare indietro di una quindicina d'anni. Mi ricordo ancora quando Wii Sports, con quel suo concept tanto semplice quanto geniale, avvicinò milioni di persone al mondo dei videogiochi, portandoli ad agitare come dei pazzi il Wiimote nel tentativo di fare strike o di compiere il servizio perfetto.
Fu un vero e proprio fenomeno di massa. Chiunque conoscessi aveva una Wii in casa con una copia di Wii Sports. Non erano videogiocatori, anzi, molti non avevano mai giocato a qualcosa prima di quel momento, ma la forte volontà di Satoru Iwata di far “videogiocare tutti” e una serie di spot, con protagonista Panariello, tanto cringe per noi ma dannatamente efficaci per il pubblico di massa, portarono Nintendo nei salotti di tutto il mondo.
Poi arrivò Wii Sports Resort e ci trasportò l'isola di Wuhu sotto i piedi, con quella sensazione da “vacanza digitale” che funzionava pure se eri da solo in salotto. Infine fu il turno di Nintendo Switch Sports. Il primo capitolo della serie “casual-sportiva” ad approdare sulla “console dei record” del colosso di Kyoto, ma che per via della sua eccessiva schiettezza, non riuscì a eguagliare il fenomeno del 2006.
Sia chiaro, gli sport erano belli, vari e ben realizzati, ma a differenza di vent'anni fa, ora il pubblico ha bisogno di qualcosa in più di un semplice aggregatore di minigiochi sportivi. Motivo per il quale Nintendo Switch Sports Resort riporta al centro dell'esperienza l'isola di Wuhu, rendendola esplorabile e ricca di cose da fare. La vera domanda però rimane una: questa formula ha ancora qualcosa da dire o i tempi delle sfide a bowling in soggiorno sono finite?
In vacanza nel proprio salotto!
Chiariamo subito una cosa, Nintendo Switch Sports Resort non è un open world da esplorare per decine di ore, ma è indubbio che la rinnovata isola di Wuhu sia abbastanza grande, e piena di piccole attività stimolanti, da portarti a voler fare “ancora un giro”, almeno nelle prime sessioni di gioco.
Allo stesso modo il DNA della serie Sports è sempre lui, anche se i Joy-Con 2 riescono a rendere molto più appagante l'esperienza grazie all'estrema precisione dei loro sensori. Se nel 2006 era tutto un “agita il braccio e prega che funzioni”, i controller di Switch 2 restituiscono un appagamento fino a oggi assente nella serie.
Anche gli sport sono tutti pensati per offrire un'esperienza casual ma ragionata. Un esempio fra tutti è la boxe che, con una semplice barra della resistenza, traccia una linea di demarcazione fra il tirare pugni a casaccio nell'aria, o ragionare quel tanto che basta prima di sferrare un colpo impugnando un Joy-Con 2.
Resta sempre quel gioco che puoi mettere in mano a chiunque e dopo venti secondi state già a ridere, ma ho apprezzato tantissimo l'aggiunta di tantissimi piccoli aspetti pensati per conferirgli quel minimo di spessore che, effettivamente, serviva a questa serie.
Sia chiaro, non è un capolavoro; non è un gioco perfetto e, soprattutto, risponde alle esigenze di una specifica tipologia di giocatori, ma è quel tipo di produzione che mancava da troppi anni e che, sicuramente, serviva su una console come Switch 2.
La voglia di restare a Wuhu
L'isola di Wuhu non è enorme, ma è ben differenziata: ponti, montagne, sottopassaggi, piazzette, centri ricreativi e, ovviamente, un sacco di acqua. Funziona da hub principale e la si può esplorare in skateboard, in aeroplano o a bordo di una moto d'acqua.
Ogni mezzo, inoltre, ha dei collezionabili unici che si possono raccogliere durante l'esplorazione; questi ultimi sbloccano informazioni sul mondo di gioco e, soprattutto, garantiscono quel tipo di sfida disimpegnata che riesce a intrattenere e, allo stesso tempo, favorire la longevità complessiva del titolo.
Per quanto riguarda i controlli di questi tre mezzi di trasporto, Nintendo si è letteralmente sbizzarrita nello sfruttare i Joy-Con 2. La moto d'acqua richiede di tenere orizzontali i due controller, simulando la forma di un manubrio, ruotarne uno per accelerare e inclinarli per girare; lo skateboard, invece, riprende parzialmente il sistema di controllo di Drag X Drive.
Si usa un Joy-Con 2 in modalità mouse e si dà un colpetto in avanti per spingere la tavola, lo si inclina per sterzare, lo si solleva per saltare e con un altro colpetto in aria si compiono i trick. Si può anche grindare sui bordi delle strutture e ben presto diventerà indispensabile farlo per reperire i collezionabili più difficili da raccogliere.
Infine l'aeroplano lo si controlla impugnando un Joy-Con 2 come un aeroplanino di carta; si alza, o si abbassa, la punta del controller per governare il velivolo, si inclina per farlo virare e con un colpo secco di polso si compie l'immancabile roll.
La modalità libera, inoltre, si può giocare anche in cooperativa, con l'obiettivo di raccogliere specifici oggetti nel minor tempo possibile, permettendo sfide lampo anche senza dedicarsi alle attività più votate all'agonismo.
La sensazione generale è indubbiamente migliore di quanto offerto dal precedente Nintendo Switch Sports e fa piacere che Nintendo abbia voluto curare così tanto quello che funge da contorno all'esperienza. Esplorare l'isola di Wuhu è indubbiamente piacevole e per quanto la longevità offerta non sia paragonabile a un titolo single player, è quel tipo di divertissement che aiuta a rendere il titolo maggiormente godibile anche a chi ha meno occasioni di sfruttarlo assieme ad amici e parenti.
L'aspetto interessante è che i collezionabili, se così possiamo chiamarli, non puntano a ingolosire i completisti ma sono pensati per offrire sempre un motivo per cui tornare a giocare, così come l'esplorazione libera. Con l'aereo scatti foto in punti un po' nascosti che ti sbloccano un po' di lore e ti fanno capire meglio le zone. Con lo skateboard trovi roba sui bordi dei ponti o in cima a un faro dopo un salto.
Con la moto d'acqua insegui un delfino rosa al tramonto mentre fai slalom e raccogli ancora foto. Ci sono pure quattro “cosine” messe apposta per farti tornare. Non è roba da completisti, ma basta a darti un motivo per rifare lo stesso percorso.
La modalità libera si può fare anche in cooperativa con un timer (chi raccoglie di più vince), però il senso vero è rilassarsi un attimo prima di passare alle cose serie. È il posto in cui metti in pratica i controlli senza pressione.
Nintendo Switch Sports Resort non si limita, però, alla sola esplorazione dell'isola per saziare i lupi solitari, ma fa affidamento su una nuova modalità di gioco chiamata asso dell'isola.
In pratica, si potranno sfidare i campioni dell'isola in nove discipline specifiche, e maggiormente votate all'agonismo, per scalare una leaderboard interna e diventare il migliore.
Anche in questo caso non si tratta della modalità di gioco principale, né di quella che convincerà gli amanti dei single player a comprare Switch Sports Resort, ma riesce a offrire quel giusto quantitativo di varietà e di sfida, per intrattenere fino alla prossima “cena fra amici”.
Dodici discipline saranno sufficienti?
Nintendo Switch Sports Resort offre 12 discipline che saltellano fra vecchio e nuovo. Tennis, ping pong, tiro con l'arco, pallavolo, bowling, basket, golf e boxe fanno il loro ritorno con una serie di, ovvie, migliorie nella forma e nel sistema di controllo; mentre lotta di pollici, skateboard, moto d'acqua e aeroplano sono le sole novità presenti. E si può anche saltare la corda per riscaldarsi.
Un risultato migliore di quanto visto con il precedente Switch Sports che proponeva solo 6 discipline, ma indubbiamente stride la mancanza di alcuni vecchi fan-favorites come frisbee e chanbara (il duello di spade).
Diciamo che dopo tutti questi anni, sarebbe stato indubbiamente preferibile ritrovare la totalità delle discipline precedentemente proposte nei vari capitoli della serie, oltre alle quattro inedite di questa edizione, ma le novità introdotte riescono comunque a sopperire ad alcune, incomprensibili, assenze.
Dal canto mio ho passato la maggior parte del tempo a sfidare mia moglie a ping pong e mia figlia a lotta di pollici, passando il resto del tempo a mettere a ferro e fuoco le altre discipline per capire come sia migliorata, effettivamente, l'esperienza complessiva.
Il risultato è lo stesso che vi accennavo poc'anzi. Ogni singola disciplina è stata affinata sfruttando a dovere le caratteristiche dei nuovi controller e inserendo alcune piccole migliorie per aumentarne la strategia.
Il ping pong è sorprendentemente preciso e il giroscopio del Joy-Con 2 legge benissimo il polso. Top spin, back spin, colpi secchi e tiri a effetto vanno tutti sempre dove vuoi tu e quella sensazione da “agita e prega” delle precedenti edizioni è completamente svanita.
Sì, ci sono ancora alcune discipline, come il tiro con l'arco, che presentano un sistema di controllo troppo convoluto (e che fanno rimpiangere la mancanza di sport più divertenti visti nelle passate edizioni), ma l'esperienza complessiva è quella di una produzione che non solo riesce a non sembrare più un semplice “aggregatore di mini-giochi”, ma che dimostra una chiara maturazione nella messa in scena dei vari mini-game.
La lotta di pollici, però, è la vera sorpresa. Ha un livello di strategia che non è trasparito correttamente durante la celebre dimostrazione di XYZ. Le dinamiche sono semplicissime: si muove il polso per cercare il momento giusto per attaccare, facendo finte per ingannare l'avversario, e si preme il tasto dorsale per chiudere la morsa. All'evenienza si può caricare il pollice per farlo diventare enorme e sferrare un attacco implacabile.
La strenna natalizia per eccellenza
Non c'è molto da aggiungere in merito a Nintendo Switch Sports. Sì, è presente una modalità online composta da Lega Pro (classificata) e gioco libero, ma la vera natura di questa produzione risiede nel multiplayer locale, quando si sfidano amici e parenti dopo una cena o in quei lunghi pomeriggi famigliari che caratterizzano le vacanze natalizie.
E sta tutto lì il motivo per cui Nintendo Switch Sports Resort funziona, perché riesce a dosare le sue diverse nature, offrendo qualcosa anche per chi ci vuole spendere qualche ora in solitaria e, soprattutto, affinando una formula che funziona dal 2006.
Ovviamente una raccolta più completa di discipline avrebbe reso più appetibile il pacchetto, e giustificabile il prezzo di listino, ma anche così rimane il gioco perfetto da avere sempre a disposizione quando arriva quell'amico, o quel parente, che non ha mai messo mano a un videogioco.