-
Pro
- Una marea di contenuti.
- Non è un gioco mobile adattato come temevamo.
- Stile grafico e colonna sonora di alto livello.
-
Contro
- Non localizzato in italiano come i precedenti due.
- Si avverte forse un po' di stanchezza nelle fasi finali.
Il Verdetto di SpazioGames
Disponibile su: SWITCH2, SWITCH, PC, PS5, XSX
Informazioni sul prodotto
Iniziato quasi come un nostalgico omaggio ai JRPG che furono, Octopath Traveler è divenuto ormai un franchise, potendo contare fin qui su due episodi regolari e su uno spinoff mobile, Champions of the Continent, base di partenza per il qui presente Octopath Traveler 0.
Ambientato nel continente di Orsterra ben prima degli eventi del capostipite, questo nuovo capitolo porta su tutte le piattaforme di attuale generazione le avventure di otto improbabili eroi, apportando diverse modifiche alla struttura che ne ha decretato il successo ma riprendendone elementi fondanti come il sistema di combattimento e quello di progressione.
Tuttavia, Champions of the Continent era l'esponente meno riuscito della serie, e quindi era lecito nutrire qualche dubbio: vediamo se le oltre cento ore spese in compagnia della versione PS5 ci hanno aiutato a fugarli.
Cronistoria di Orsterra
Tre personaggi tirannici, icone, rispettivamente, del potere corrotto, dell'avidità umana e delle manie di onnipotenza derivata dal talento artistico, rappresentano i primi bersagli del giocatore: strappato alla tranquilla vita di tutti i giorni dall'assalto di un gruppo di soldati al proprio, bucolico villaggio, il nostro protagonista si ritrova d'un colpo orfano e senza una casa.
Come nella più classica delle tradizioni dei giochi di ruolo giapponesi che il team di sviluppo omaggia lungo tutta la durata di Octopath Traveler 0 (assieme a libri ed altre opere di finzione, da Il Signore degli Anelli a Stardew Valley, passando per il Trono di Spade), il nostro eroe, rigorosamente silente in mezzo a comprimari piuttosto ciarlieri, rinascerà dalle sue ceneri e otterrà molto più della sua vendetta personale.
Pur partendo in maniera assai canonica, ed impiegando qualche ora a carburare, la storia dietro la nuova fatica Square Enix ci ha convinto del tutto, intrecciando, lungo un intero continente, storie assai variegate, dalla classica cospirazione di una setta di sciamannati fino alle diaboliche macchinazioni di un regnante per allargare i confini della propria nazione.
Il cast di co-protagonisti è ampio ed assai ben caratterizzato, e, nonostante la tendenza alla verbosità tipica di questa tipologia di produzioni, gli intrecci, i colpi di scena e gli sviluppi delle catene narrative rendono sempre molto godibile la progressione lungo una delle campagna più longeve degli ultimi anni.
Avendo completato circa l'ottanta per cento delle quest facoltative, abbiamo infatti impiegato quasi centodieci ore a veder scorrere i titoli di coda, e riteniamo che, anche dedicandosi alle sole quest principali, non ne servano meno di settantacinque per arrivare allo scontro con il boss finale, che rappresenta peraltro un picco di difficoltà notevole in un titolo altrimenti decisamente più digeribile, in termini di difficoltà media, rispetto ai due predecessori.
Octopath Traveler 0 si propone come prequel del primo capitolo ed è ambientato nel medesimo continente, quello di Orsterra, il che si traduce non solo nel ritorno di tantissime facce note per quanti avessero amato il capostipite della serie, ma anche nella sua natura di punto d'ingresso ideale nella saga per quanti non la conoscessero.
Sono sempre otto, ma in modo diverso
I timori a cui facevamo riferimento all'inizio di questo articolo derivavano dalla natura mobile (e gacha) del titolo da cui il team di sviluppo è partito, ovvero il succitato Champions of the Continent, ma il lavoro svolto da Square Enix e DokiDoki Groove Works va ben oltre il semplice riadattamento.
Dall'enorme quantità di linee di dialogo aggiuntive doppiate alla moltiplicazione dei contenuti, da intere zone delle mappa inedite fino al ribilanciamento della difficoltà, tarata sul modello free-to-play nella versione iOS e Android, Octopath Traveler 0 è un episodio assai più vicino ai due diretti predecessori che non ad una produzione pensata per un pubblico più casual e meno hardcore di quello console.
Il sistema di combattimento Break and Boost che ha sin qui caratterizzato il franchise torna in tutto il suo splendore, ma non mancano le novità e gli arricchimenti: innanzitutto i personaggi da portare in battaglia sono adesso otto e non quattro, in onore al titolo del gioco, schierati su due linee ma liberamente intercambiabili alla pressione di un tasto.
Quando nelle retrovie, questi rigenerano lentamente punti vita e punti magici ed accumulano punti battaglia, consentendo di sfruttarne al meglio le abilità al momento giusto della contesa e di comporre dei party con personaggi altamente specializzati, capaci di affrontare qualsiasi minaccia.
In assenza di otto protagonisti in senso stretto, sono comunque otto le classi disponibili per il nostro eroe, ed è adesso possibile imparare delle abilità e condividerle con tutti i propri compagni, di modo da creare degli ibridi di grande potenza, come un guerriero che padroneggia l'arte della magia, un ladro assai abile con l'arco e così via.
Questo enorme ampliamento del ventaglio di opzioni tattiche ha portato, almeno nel nostro caso, ad un abbassamento del livello di sfida generale, perché consente, spendendo un po' di tempo nei menu e rovistando in ogni angolo del continente di Orsterra, di creare personaggi di grandissima efficacia sul campo di battaglia, capaci di sminuire anche i nemici più potenti.
Questo almeno finché non si entra nell'ultimissimo segmento di gioco, all'alba delle cento ore, quando si incontra l'unico, consistente picco di difficoltà dell'avventura, che metterà alla prova anche la pazienza dei giocatori più navigati.
L'altra grande novità a livello di gameplay è rappresentata dalle fasi di town building, che, pur semplificate rispetto alle simulazioni dedicate, rappresentano un piacevole diversivo rispetto a quelle di esplorazione e combattimento.
Ricostruire Wishvale edificio dopo edificio è un gioco nel gioco, e attraverso le quest dedicate è possibile arruolare personaggi unici ed ottenere oggetti e materiali altrimenti irreperibili nel mondo di gioco. A parte le primissime fasi dell'avventura, peraltro, tutta la questline dedicata alla ricostruzione del villaggio è interamente opzionale, e quindi non andrà a gravare sul ritmo di gioco per quanti preferissero non cimentarsi in questa sottosezione dell'enorme mondo di gioco.
Risultano infine arricchite anche le Path Action, ovvero i modi di interagire con tantissimi cittadini del continente di Orsterra: che siano influenzate dai tre valori principali di gioco (Forza, Ricchezza e Fama) o dalle azioni intraprese dal giocatore, le Path Action permettono di stimolare reazioni differenti da parte degli NPC, così da ottenere da loro oggetti unici o la possibilità di arruolarli per le battaglie o, meglio ancora, per la succitata ricostruzione di Wishvale.
Arte in movimento
Per quanto soggetta ovviamente a gusti personali, come tutte le direzioni artistiche particolarmente pregnanti, quella di Octopath Traveler 0, che altro non è che una versione raffinata e abbellita di quella del capostipite, rimane meravigliosa ai nostri occhi.
Sicuramente l'effetto novità dei primi titoli in HD-2D è svanito, anche perché nell'ultimo decennio Square Enix non ha lesinato titoli presentati con questo stile grafico, eppure il risultato finale riesce ancora a stupire per la minuziosità delle animazioni, per l'efficace utilizzo della messa a fuoco di alcuni elementi a discapito di altri, per la palette cromatica particolarmente brillante e, non in ultimo, per le prestazioni eccellenti, quantomeno nella versione PS5 oggetto di questa recensione.
L'unica incertezza notata è legata al sistema di autosalvataggio, che all'ingresso in una nuova area rallenta il gioco per un secondo circa in prossimità dell'operazione di salvataggio, per poi farlo ripartire. Le nostre centodieci ore di test sono però avvenute tutte pre-lancio, e senza che alcuna patch sia stata implementata durante le settimane di test, e quindi non possiamo escludere che la consueta patch day one risolva anche questo piccolo inconveniente.
Non possiamo che cantare lodi anche per quanto riguarda la colonna sonora, divenuta ormai un marchio distintivo di questo franchise: al netto del combat system, il motivo legato al villain principale è davvero di quelli memorabili, e rimarrà impresso a lungo nelle nostre menti.
Titanica anche l'offerta ludica: abbiamo già fatto qualche riga più sopra una stima delle decine di ore di gioco necessarie per arrivare in fondo, ma ci spingiamo a dire che i completisti ed i più curiosi, capaci di scovare quest secondarie e dungeon segreti sparsi per la mappa di gioco, potranno raggiungere senza troppa difficoltà centoventi ore di gioco e anche oltre.