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Pro
- Sistema di combattimento immediato e accessibile.
- Facile da approcciare.
- Buona gestione del sistema tag team.
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Contro
- Gameplay troppo semplificato e devia verso il button mashing.
- Modalità storia debole, breve e poco significativa.
- Roster sbilanciato e uso parziale del cast originale.
- Comparto tecnico e visivo sottotono.
Il Verdetto di SpazioGames
A meno che non viviate sulla Luna, penso sia abbastanza improbabile che non conosciate Invincible, ovvero lo splendido fumetto creato da Robert Kirkman, Cory Walker e Ryan Ottley, e che nel corso dell'ultimo ventennio (e poco più), si è consacrato come uno dei più interessanti esempi di fumetto supereroistico di stampo americano, complice anche una scrittura complessa, mai banale e un cast di personaggi ormai memorabili.
Ebbene, dopo l'ulteriore successo scaturito da una buona (ma non sempre eccezionale, almeno per chi vi scrive) serie animata su Amazon Prime, e dopo una brevissima incursione del mondo dei videogiochi (tra titoli mobile e cameo in Mortal Kombat), Invincible si propone con un videogioco tutto suo, chiamato poco fantasiosamente Invincible VS, sviluppato dal novello team di Quarter Up e pubblicato da Skybound Games.
Un gioco che, almeno nelle premesse, sembra volersi prendere tremendamente sul serio, forse alla ricerca di uno spazio in quella scena competitiva dove, ormai è chiaro a tutti, girano non solo un sacco di appassionati, ma pure un mucchio di soldi.
Problemi "tecnici"
Invincible VS è un picchiaduro che, almeno nelle intenzioni, non ha poi molte pretese se non farvi menare le mani. Siamo distanti, per dire, dai picchiaduro più moderni e narrativi, che cercando di offrire al giocatore un pretesto "logico" (per quanto "logico" non sia mai l'aggettivo corretto in questi casi) per mettere gli uni contro gli altri i personaggi del roster.
A dire il vero, non che il gioco non abbia una modalità storia, ma la sua brevità (circa 1 ora e mezza!) e il suo svolgimento, sono così impalpabili da fungere, più che altro, da brevissima palestra per il giocatore. Scritta da Robert Kirkman, probabilmente appena svegliatosi da una pennica pomeridiana, la storia proposta da Invincible VS ci propone una royal rumble con diversi eroi e villain, che si daranno botte come parte di una sorta di esperimento messo in piedi dai misteriosi "Tecnici", con lo scopo di realizzare una fonte energetica che li renda più potenti dei Viltrumiti. E questo è quanto.
Il che è deludente, se si pensa alla complessa e stratificata trama della serie a fumetti e, in tal senso, si fosse pure solo ricalcato il profilo narrativo della serie TV (di molto semplificata rispetto all'opera originale), proponendo la stessa trama e le stesse battaglie, indubbiamente il risultato sarebbe stato migliore.
Non migliora la situazione la presenza di una modalità arcade, come nei classici picchiaduro. Che una volta completata sblocca una sorta di breve finale per ogni personaggio. Qualora ve ne freghi qualcosa, ovviamente.
Think Mark. THINK!
Ludicamente parlando, Invincible VS è un picchiaduro 3 Vs 3 che cerca una via mediana tra quelli che sono i tecnicismi tipici del genere, e una più ampia accessibilità, che si traduce anzitutto in un sistema di controllo molto semplice e immediato, per quanto stratificato quel tanto che basta da aprirsi ad un minimo di tecnica... qualora vi vada.
Ad ogni giocatore il compito di costruire il proprio team, composto da 3 personaggi, ognuno dei quali specificatamente sviluppato per rientrare in una specifica categoria, come zoner, juggler o brawler, come si confà ad ogni buon esponente del genere. L'idea è quella di suggerire al giocatore, anche solo idealmente, di costruire la propria squadra basandosi sulle componenti complementari dei personaggi, per creare così un team equilibrato, ben chiaro che ognuno potrà assemblarsi il tag team come gli pare, seguendo magari le mere preferenze fumettistiche.
Ovviamente, la presenza di 3 personaggi, e la necessità di picchiare per bene l'intero team avversario per ottenere la vittoria, rende la composizione della propria squadra un elemento centrale nell'economia di gioco, così come diventa importante imparare a gestire la squadra nel tempo. I personaggi non attivi recuperano infatti una parte della salute, spingendo a ruotare continuamente il team e a non affidarsi a un solo combattente, sicché le sinergie tra i personaggi e il timing dei cambi diventano fondamentali, spostando il focus dall'esecuzione pura alla lettura del match, il che è forse uno degli aspetti forse più tecnici del gioco.
Per il resto, e di contraltare a qualsiasi tecnicismo, c'è un sistema di combattimento che abbandona molte velleità, proponendoci un sistema a 4 tasti, in cui 3 sono demandati a colpi leggeri, medi e pesanti, più un quarto che è dedicato alle mosse speciali del personaggio, la cui movenza, effetto e area di impatto è del tutto specifica e unica.
Scordatevi però qualsiasi mezzaluna o ten hit combo da ricordare a menadito, in Invincible VS è tutto abbastanza semplice, ed i vari moveset non chiedono che una breve sequenza di concatenazioni (tipo medio + pesante + avanti), o la semplice pressione di tasto + direzione, risultando fattualmente del tutto sovrapponibili gli uni sugli altri. In questo senso, l'unica variazione degna di nota è la presenza di un indicatore che andrà a riempirsi quante più combo riusciremo a concatenare, e che disimpegnerà chi sta subendo i colpi di modo che l'avversario possa avere spazio per un recupero, volendo così impedire una lunga e infinita concatenazione di colpi.
Un sistema sfizioso che cerca di bilanciare le sfide tra giocatori online (più che altro) e che per essere aggirato richiede l'abilità da parte del giocatore di switchare prontamente tra i vari compagni di squadra, così che il limitatore di combo si azzeri, ma non si azzeri il concatenamento delle botte inferte. Fico? Indubbiamente, anche perché mi ha subito richiamato alla memoria Killer Instinct, mai troppo apprezzato e spesso dimenticato picchiaduro di Rare, ma forse poco sfruttabile in un gioco in cui, a dirla con affetto, finisce per regnare sempre e comunque il button mashing.
Stand ready for my arrival, worm!
Il sistema è quindi semplice, molto pratico e poco tecnico, e segue un po' quella direzione che hanno tentato anche vari altri picchiaduro nel corso degli ultimi anni, nel tentativo di ampliare il più possibile l'accessibilità del gioco, in quello che è sempre stato un genere iper tecnico e non proprio semplice da approcciare. Certo, varrebbe la pena chiedersi se questa cosa abbia senso, al di là del mero aspetto economico e diffusivo di un'opera (spoiler: per me no), ma lasceremo la domanda ai posteri.
Al momento, val comunque la pena dire che le differenziazioni tra personaggi non rendono (per fortuna) tutto uguale, e anche solo la presenza del tasto per le mosse uniche, rende la scelta del personaggio sensata e sufficientemente tecnica da giustificare il sistema di combattimento 3 Vs 3. Il rammarico, semmai, è che comunque tutto si perda nel button mashing che il gioco permette abbastanza facilmente.
La semplificazione, forse, è stata un po' troppo spinta e questo, già dopo poche ore (a patto, certo, che non si abbiano ambizioni da scalata delle classifiche), finisce per annullare quelle poche differenze che rendono i vari personaggi "unici". Per il resto, la sensazione è quella di una assoluta intercambiabilità. Ben chiaro che i personaggi sono tutti diversi e che le loro skill sono del tutto uniche, la verità è che il premi-premi di tasti vi permetterà di passare quasi impunemente da un PG all'altro, azzerando, se non annullando, qualsiasi idea di vera competizione. Non il massimo.
Detto questo, è indubbio che l'immediatezza sia garantita, e cominciare a menare le mani con Invincible, Atom Eve o Rex Splode sarà semplice e abbastanza soddisfacente. Qualora poi voleste davvero eccellere, grazie al tutorial della sezione di allenamento, scoprirete anche una serie di numerose possibilità per estendere le vostre capacità offensive, come l'active tag, che permette di entrare durante una combo per prolungarla o modificarla, breaker per disimpegnarsi dai colpi avversari, o il boost, attivabile con uno dei dorsali che potenzia i colpi speciali rendendoli più violenti.
Insomma, c'è l'idea di una certa scalabilità, almeno nelle idee, tuttavia va anche detto che come spesso succede per questo tipo di giochi, la realtà è che molte delle introduzioni tecniche vengono annullate dallo spam e dal button mashing, cosa già evidente negli scontri online, dove la quantità di giocatori spammoni è già alle stelle, tale da aver reso alcuni personaggi come Cecil e Robot (praticamente i due principali zoner del roster), davvero ingestibili.
Nella sua semplicità e nella volontà di rendere un gioco accessibile anche a quei fan che, probabilmente, potrebbero essere meno avvezzi al genere, Quarter Up ha dunque sviluppato un gioco in cui forse è sin troppo semplice vincere, ed in cui è evidente già da ora quello che è lo sbilanciamento del roster, che personalmente mi ha anche generato qualche perplessità a monte, giacché vedere Cecil che pesta senza problemi personaggi come Conquest o Omni Man, crea certamente qualche dissonanza.
... the world's most expensive nosebleed!
Da un punto di vista meramente artistico e visivo, Invincible VS oscilla costantemente tra la sorpresa e l'amarezza, configurandosi come un'opera "vorrei ma non posso", specie se si considera lavori che, pur certamente con un budget più alto, sono comunque usciti ormai anni or sono, come il già citato Injustice.
Il problema qui è più che altro nella legnosità delle animazioni, e nella generale scarsezza di impatto visivo, causata anche dagli sfondi, mai veramente memorabili o iconici, e tutti un po' troppo generici. Per quanto i personaggi seguano perfettamente quella che è l'estetica consolidatasi con anni di uscite del cartoon prodotto da Amazon, la trasposizione 3D ha reso alcuni modelli forse meno belli di quanto ci saremmo aspettati, privandoli un po' del loro fascino originale (Battle Beast su tutti).
In generale, comunque, il character design eredita movenze, colori e espressioni della serie animata, configurandosi come un lavoro in buona continuità, ereditandone anche quella "rozzezza" che a volte sporca gli episodi dell'Invincible televisivo in modo un po' sgradevole. Sinceramente non mi è chiaro se il tutto sia voluto o meno, fatto sta che graficamente Invincible VS non è nulla di eclatante, e anche trovate sfiziose, come ad esempio il logorio in tempo reale dei costumi, il sanguinamento dei personaggi o il loro andare in pezzi in caso di overkill, hanno un aspetto un po' posticcio e approssimativo, neanche lontanamente degno di titoli similmente violenti, figurarsi di Sua Maestà MK.
Insomma, si poteva fare meglio e si poteva fare di più, e salvo i pregi del character design originale (che non dipendono dal team di sviluppo, per ovvi motivi), il tutto è abbastanza dimenticabile. Menù inclusi.
Anche dal punto di vista acustico si vive dello stesso disappunto. Questo perché Invincible VS mantiene una continuità solo parziale con il cast della serie animata che, come saprete, vanta un roster di attori davvero assurdo e variegato. Di questi, sono pochi i ritorni di rilievo, tra cui J.K. Simmons nei panni di Omni-Man e Gillian Jacobs come Atom Eve. Per il resto, si è optato per voci sostitutive che, per quanto rassomiglianti, abbassano un po' la qualità generale della trasposizione, specie perché proprio il cast è uno dei marchi di qualità della serie animata.
In questo quadro si inseriscono anche i contenuti originali, come il personaggio di Ella Mental, doppiato dalla cantante e rapper statunitense Tierra Whack, che ha certamente un bello swag, ma che di sicuro non ha la presa di qualsiasi altro comprimario noto ai fan.