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Pro
- Alternanza giorno/notte ben sfruttata.
- Meccanica del tempo originale e stimolante.
- Sistema di combattimento dinamico e struttura RPG profonda.
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Contro
- Combattimenti a volte confusionari contro più nemici.
- Qualche limite tecnico e visivo.
Il Verdetto di SpazioGames
L'influenza di The Witcher nell'opera, si sente, ma Rebel Wolves è riuscita comunque a dare al gioco una propria identità, rendendolo estremamente originale e immersivo. Non manca qualche limite tecnico e alcuni momenti un un po' confusionari negli scontri. Per il resto, però, Dawnwalker è un ottimo punto di partenza per una possibile saga dark fantasy di successo.
Quanto sareste disposti a sacrificare per salvare la vostra famiglia? Se la risposta è la vostra umanità, allora siete in linea con Coen, il protagonista di The Blood of Dawnwalker, il primo titolo di quella che - si spera - sarà una nuova saga GdR a tema dark fantasy sviluppata da Rebel Wolves e pubblicata da Bandai Namco.
Il popolo non se la passa bene nel fittizio regno di Vale Sangora, collocato "da qualche parte nei Carpazi": siamo a metà del 1300, la peste miete sempre più vittime giorno per giorno e le battaglie sono dietro l'angolo in qualsiasi momento. Nei piccoli villaggi, le famiglie devono vivere alla giornata, arrangiandosi con le poche provviste a disposizione, cercando di condurre un'esistenza semplice e quanto più tranquilla.
Se questa situazione di estrema debolezza è logorante per i comuni mortali, dall'altra parte rappresenta l'occasione propizia per i vampiri (chiamati vrakhiri nel gioco) per insorgere dalle tenebre e reclamare quello che hanno bramato per secoli: il potere assoluto sul regno.
Inizia, dunque, un vero e proprio impero di terrore, in cui tutti i cittadini sono soggetti a controllo costante, e ogni settimana devono offrire un po' del loro sangue in cambio... del poter rimanere in vita.
Metà uomo, metà vampiro
Questo mondo infernale non risparmia e non attende nessuno, nemmeno Coen, il quale è determinato a sfidare i vrakhiri per poter salvare la sua famiglia da morte certa. Per farlo, però, ha letteralmente i giorni contati, dato che a trenta giorni dall'inizio dei fatti Brencis, il re dei vampiri, verrà incoronato, e a quel punto non ci sarà più speranza.
Coen, d'altro canto, è l'unico che può compiere l'impresa, avendo tanto la maledizione quanto la fortuna di essere un Dawnwalker. Ciò significa che il ragazzo è umano di giorno e vampiro di notte, potendo sfruttare (e, di conseguenza, dovendo subire le ripercussioni) i poteri delle stesse creature che desidera eliminare.
L'elemento caratteristico di The Blood of Dawnwalker è che Rebel Wolves ha scelto di sviluppare l'opera come un gioco di ruolo classico su carta e penna. Nonostante abbiate un obiettivo principale, non esiste un modo predefinito per arrivarci, per cui le decisioni che prenderete e le missioni che completerete influenzeranno come arriverete allo scontro finale. Solo un elemento vi farà da padrone nella vostra avventura: il tempo.
Avrete, infatti, a disposizione 30 giorni e 30 notti per prepararvi, e ve lo dico fin da subito: se siete tra quelli che negli open world vogliono fare tutto, qui dovrete sforzarvi per non farlo. Non avrete letteralmente il tempo di svolgere tutte le missioni e attività presenti sul mondo di gioco, dato che ogni azione farà avanzare il tempo di un certo quantitativo di "clessidre"; ogni giorno e ogni notte ne hanno dieci ciascuno (per un totale di 20 al giorno), per cui tutto ciò che fate dovrà essere ponderato.
Sebbene questa meccanica possa inizialmente sembrare punitiva, è stata implementata nel miglior modo possibile, rendendola in realtà molto stimolante. Esplorare semplicemente il mondo e svolgere attività come commerciare coi negozianti o craftare cibi e ungenti non faranno scorrere il tempo, per cui non giocherete sempre col fiato sul collo; piuttosto, dovrete imparare a selezionare quali attività svolgere di giorno e quali di notte, così da sfruttare al meglio le abilità sovrumane di Coen.
Di notte, però, non sono solo l'aspetto e le abilità di Coen a cambiare, bensì l'interezza della sua umanità. Ciò significa che il ragazzo non potrà consumare cibo comune per caricarsi la vita, dovendo succhiare - malvolentieri - il sangue di animali o umani per tornare in forze.
Questa alternanza tra giorno e notte rende il gameplay sempre stimolante e mai monotono, il che ormai è una rarità negli RPG open world. E nel caso in cui ve lo stiate chiedendo, sì, l'influenza "alla The Witcher" è presente eccome, ma ciò, se siete fan dell'universo ideato da Andrzej Sapkowski, è solo un pregio. A tal proposito, è necessaria una piccola parentesi: Konrad Tomaszkiewicz, director di The Blood of Dawnwalker, è stato uno director di The Witcher 3, e dopo aver lavorato per CD Projekt RED per 17 anni ha deciso di traslare a progetti simili ma più contenuti.
Egli fondò, dunque, Rebel Wolves nel 2022, portando con sé altri artisti che avevano contribuito alla produzione di The Witcher 3 e iniziando a lavorare su The Blood of Dawnwalker. Il risultato è un'opera che include senza dubbio dei richiami al suo progetto precedente, ma presentando un'identità ben definita e completamente differente. Queste influenze, infatti, si notato per lo più nella colonna sonora - estremamente ben riuscita -, nella gestione dell'inventario e dell'equipaggiamento e nei menu.
Non pensate, dunque, di trovarvi dinanzi a un "clone" di The Witcher, ma se siete amanti del genere dark fantasy troverete decisamente pane per i vostri denti. The Blood of Dawnwalker non si risparmierà mai nei momenti in cui può offrire sofferenza; il mondo in cui il protagonista si trova è crudele, e c'è ben poco spazio per allegria, serenità o risate. Il giorno è triste, la notte è cupa, e tutto ciò che c'è in mezzo va colmato con un colpo di spada, o di artigli.
Spada, artigli o magia
Per quanto riguarda il sistema di combattimento, Rebel Wolves ha scelto una strada abbastanza atipica. Dovrete, infatti, attaccare e parare sfruttando le quattro direzioni dell'analogico, con una meccanica che ricorda quella di For Honor; ciò significa che dovrete sempre prestare la massima attenzione, variando i vostri colpi per essere più efficaci e parando dal lato giusto per poter contrattaccare.
Il tutto si traduce in un sistema che, seppur a tratti punitivo e a volte un po' confusionario quando si hanno a che fare con tanti nemici, contribuisce a rendere il gameplay ancora più immersivo. Oltre alle armi, avrete a disposizione anche delle abilità (differenti di giorno e di notte, ovvero da umano e da vampiro), oltre a sbloccare talenti e perk aggiuntivi nel classico albero abilità.
Ovviamente, non dovrete fronteggiarvi solo con Brencis e la sua armata di vrakihiri: il mondo di gioco pullula di una moltitudine di creature più o meno temibili, e l'esplorazione sarà sempre premiata. Potrete, infatti, trovare note o appunti utili alla progressione nella storia, armi e armature potenti, oggetti curativi per il crafting e molto altro.
E pensavate che bastasse essere metà umani e metà vampiri? Ebbene no, perché Coen svilupperà anche delle abilità da stregone che gli permetteranno, senza farvi troppi spoiler, di parlare con i morti per ottenere informazioni utili, oltre che di sbloccare una serie di abilità utili in combattimento.
Una nuova, promettente IP
Insomma, Rebel Wolves ha dato vita a un mondo tanto macabro quanto vivo e stimolante, e nel corso dell'avventura non sarete mai senza attività da svolgere. Il tempo vi sembrerà volare, e starà solo a voi decidere come impiegarlo al meglio, aumentando man mano la reputazione di Coen e rendendolo sempre più una minaccia per i vrakhiri.
Nell'opera sono presenti le classiche modalità qualità e performance (quest'ultima nella patch del day one offrirà i 60FPS su PS5 Standard e Pro e Xbox Series X), e già nella versione da me testata su PS5 il frame rate è rimasto praticamente sempre stabile. Il gioco riesce, dunque, a essere fluido e godibile, senza cali particolari nel corso dell'avventura.
Detto ciò, il titolo è anche visivamente molto godibile, seppur non sia il capolavoro più bello più visto in questa generazione. Il filmato cinematografico di apertura in CGI vi lascerà senza dubbio a bocca aperta per la bellezza, così come il character design dei vrakhiri e più in generale delle creature nemiche; inoltre, se come me apprezzate le armature medievali, potreste perdere un po' troppo tempo a osservare gli equipaggiamenti dei personaggi, dove si nota una cura per i dettagli davvero esemplare.
Tirando le somme, The Blood of Dawnwalker fa al caso vostro se amate il genere dark fantasy, se cercate un RPG open world con meccaniche originali, se siete fan di The Witcher o se semplicemente sognate di vestire i panni di un vampiro davvero potente, uccidendo altri vampiri altrettanto terrificanti.
Se questo è il primo capitolo di una nuova IP, Rebel Wolves ha tutte le carte in tavola per dare vita a una di quelle serie capaci di conquistare milioni di giocatori per svariati anni a venire.