-
Pro
- Sempre bello tornare a Ezo con un nuovo pezzo del passato di Atsu.
- Approfondisce il rapporto con la lupa.
- È interessante esplorare le conseguenze della vendetta…
-
Contro
- … ma forse si poteva osare di più.
- Poche aggiunte degne di questo nome.
- La modalità Most Wanted è un vezzo per pochi.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Al di la di questo, tuttavia, si tratta di un contenuto che non aggiunge nulla di concreto a quanto già offerto dal gioco base, se non per qualche abilità extra e qualche armatura. La modalità Most Wanted? Un accessorio gradevole, ma mai davvero centrato o interessante. Facile che sbloccato Jin la mettiate del tutto da parte.
A riguardarlo oggi è indubbio che Ghost of Yotei avrebbe certamente meritato più credito da parte della community PlayStation. Parliamo di un titolo che, lo ricorderete, era stato accolto un po' tiepidamente dai giocatori. Vuoi per la sua natura conservativa, o forse perché lì fuori c'è ancora un'ampia fetta di giocatori che non si sente a proprio agio con una protagonista femminile.
Eppure, a mio avviso la qualità della mano di Sucker Punch è indiscussa. Ed anzi, con la sua antologia sul Giappone feudale, il team sta cesellando una serie di bellissimi racconti sul tema della vendetta (manco si fosse dalle parti di Park Chan-wook) che, a maggior ragione delle ultime uscite PlayStation (Saros, Marvel's Tōkon e l'ormai bistrattato Wolverine), posiziona forse Ghost of Yotei come il lavoro migliore dei PlayStation Studio da un anno a questa parte, anche solo per il fatto che sia Tōkon che Saros sono sì titoli ottimi, ma dedicati a specifici amanti di genere.
Pure per questo, francamente, tornare a giocare ai piedi del monte Yotei grazie al DLC narrativo "Echi di Sekigahara" mi è parso quasi una manna. Un momento di conforto e di placida bellezza, in un mercato PlayStation oggi più frammentato e complicato che mai.
Certo, non tutto è stato perfetto, e la nuova modalità lascia davvero il tempo che trova ma, lo ammetto: tornare nei panni di Atsu è stato un grande piacere, e lasciate pure che vi racconti il perché.
Passato e presente
Partiamo subito dalle basi: Echi di Sekigahara non è un DLC endgame, anzi. Si tratta di un contenuto che potrà essere accessibile da subito per il giocatore, e che si va a collocare nel mezzo del viaggio di vendetta di Atsu, quando cioè i 6 di Yotei non saranno stati ancora sconfitti. Va comunque affrontato dopo il prologo, perché si prende la briga di affrontare le conseguenze della morte della Serpe, ovvero il primo dei 6 obiettivi di Atsu, affrontabile proprio all'inizio della narrazione.
Il piano narrativo è quindi quello del presente, e andrà ad affrontare proprio le conseguenze della morte della Serpe che, avendo lasciato un vuoto di potere nella nuova zona dei Colli Ashoro, lascerà il posto ad un mucchio di contendenti al titolo, divisi in un nuovo enorme gruppo di nemici chiamato "Le Vipere", ed in cui i mid boss affrontabili in duello abbondano.
Trovandosi per la prima volta a fare i conti con i risultati delle proprie azioni, e constatando che la brama di vendetta può avere un peso anche sulla vita degli innocenti, Atsu sarà contemporaneamente costretta a fare anche i conti col suo passato, quando sulla sua strada si incontrerà con "Nagato il bello", un fuorilegge comparso sulla bacheca dei ricercati, con cui la ronin condivide però un triste ricordo del passato, quando sia lei che il misterioso Nagato condivisero il campo di battaglia di Sekigahara, uniti sotto il vessillo della lotta contro Tokugawa.
Ed è proprio qui che il DLC trova la sua chiave narrativa: un incontro che è insieme minaccia e specchio, e che costringe la protagonista a guardare in faccia ciò che si era lasciata alle spalle. Echi di Sekigahara è quindi un DLC "midquel", ovvero un contenuto che va a innestarsi nel mezzo del racconto originale, e che offre una panoramica molto interessante delle conseguenze, passate e presenti, del cammino di Atsu.
Da un lato, infatti, è uno spunto interessante sul tema della vendetta e, più che altro, sulle conseguenze che il vuoto di potere causato dalle uccisioni di Atsu sta provocando in un mondo dove, volenti o nolenti, è comunque la legge del più forte a fare da padrona. In questo, la scelta di creare una fazione, le Vipere, costantemente in lotta intestina per il controllo del clan e per una sedia al tavolo dei 6 di Yotei è certamente interessante. Anche se, va detto, la cosa è purtroppo trattata in modo un po' sbrigativo e semplicistico, e senza grosse sorprese.
Penso, ad esempio, a qualcosa di ispirato al sempre evocato Nemesis System della serie Shadow of Mordor, o anche solo un tavoliere di obiettivi ereditato dal nuovo corso di Assassin's Creed, da Origins in poi, che magari avrebbe reso la gerarchia e la territorialità degli obiettivi più appagante per il giocatore.
D'altro canto è evidente che lo scopo reale del DLC sia, più che altro, offrirci un altro stralcio del passato di Atsu. Forse quello ad ora più interessante a dire il vero, perché va ad inserirsi non nell'infanzia della donna, ma nella sua maturità, ovvero quando era arruolata nell'esercito dell'Ovest nella campagna contro l'ascesa di Tokugawa.
Senza fare spoiler su quella che, ovviamente, è la parte più succosa del DLC, va detto che scoprire un lato di Atsu più tenero e, per certi aspetti, del tutto inedito per il giocatore, è certamente appagante, anche se questo nulla aggiunge a quello che potrebbe essere il futuro della serie, ormai lanciatasi come antologia, e non come serie vera e propria, e dunque lasciandoci senza una reale prospettiva sul futuro della nostra eroina, come del resto fu anche per il mai troppo celebrato e compianto Jin Sakai.
A filo di spada
Dal punto di vista strettamente ludico, il DLC Echi di Sekigahara non modifica granché dell'esperienza originale, ed è evidente che punta ad aggiungere più che altro un qualcosa che possa tornare utile al giocatore durante la campagna principale, ma senza stravolgere l'equilibrio splendido del combat system.
Le migliorie, infatti, sono praticamente solo 2: l'aggiunta delle armi pesanti, come asce, kanabo e affini, che possono essere raccolte dalle rastrelliere e dai nemici per essere usate brevemente, fino alla loro rottura (praticamente un paio di giri di combo e poi addio), e l'introduzione delle "ricette", che migliorano leggermente l'esperienza di cucina di Atsu, aggiungendo dei bonus leggermente più complessi, a patto di avere il giusto set di 2 o 3 ingredienti (ad esempio: pesce, funghi e sake da usare tutti insieme).
A margine c'è l'aggiunta di una nuova (e a dire il vero fichissima) abilità attivabile al prezzo di 3 punti spirito con la coppia L1+R1, ma si tratta comunque di un'introduzione minima, e comunque legata al reperimento di una specifica armatura, che è quello che è: poca roba e poco più.
Nel complesso, come era già successo per Iki Island, ovvero il DLC di Tsushima, è evidente che questa sia un'esperienza pensata solo e soltanto attorno alla trama, volendo dare ancor più spessore ad Atsu ed alla sua storia, attraverso lo svelamento di nuovi dettagli, di nuove conseguenze e sì, anche di vecchi e nuovi legami.
Si apre la caccia
A margine dell'esperienza, con l'arrivo del DLC si sblocca anche una nuova modalità, chiamata "Most Wanted", che a differenza della precedente "Leggende", non sarà accessibile a tutti i possessori del gioco.
Con Most Wanted, Sucker Punch sperimenta per Atsu quello che Santa Monica aveva sperimentato per Kratos, ovvero una modalità praticamente roguelite, dedicata a quei giocatori che proprio non vogliono smetterla di fare a fette nemici a filo di spada.
La differenza, tuttavia, è sostanziale, perché laddove Santa Monica aveva creato un'esperienza perfettamente integrata con la lore del gioco, e addirittura narrativa, qui abbiamo un vero e proprio contenuto stand alone, strutturato come una sorta di lunga e poco articolata arena ad orde, in cui ottenere un potenziamento provvisorio, tra 3, al completamento di ogni ondata.
Lo scopo sarebbe quello di completare una nuova caccia ai 6 di Yotei, scegliendo di volta in volta un obiettivo diverso, che determinerà la forza e la preparazione dei nemici, nonché una serie di arene dal setting ambientale specifico (tipo: scegliendo la Kitsune si combatte ovviamente in mezzo alla neve, con la possibilità di beccarsi un malus da congelamento).
Al completamento della caccia si otterrà quindi del denaro, e col denaro si potranno poi acquistare potenziamenti per le armi, talismani, e lo sblocco delle abilità globali e di classe, con queste ultime affidate non tanto a classi vere e proprie, ma ai 4 personaggi selezionabili (e da sbloccare), ovvero Atsu, Oyuki, Nagato e Jin.
Ora, ben chiara la volontà di offrire un motivo in più per acquistare un DLC che, va detto, con le sue 10/12 ore non richiede poi molto impegno, è comunque evidente che la modalità Most Wanted avrebbe meritato una riflessione in più prima di essere consegnata ai giocatori. Parliamo infatti di una modalità un po' asciutta, per certi aspetti un po' zoppicante.
Non solo, infatti, le manca un po' della raffinatezza che ha consolidato il genere da Hades in giù, risultando per certi aspetti un po' troppo semplicistica e sbrigativa, ma evidenzia anche alcuni limiti del sistema di combattimento originale, che risulta spesso sporco e incapace di stare dietro ad orde così sostanziose di nemici, praticamente quasi mai presenti nell'esperienza originale, e qui invece difficili da gestire anche solo per ragioni di telecamera.
Va detto che si tratta comunque di orpello, di qualcosa di assolutamente accessorio, utile forse a sbloccare giusto qualche trofeo per gli insaziabili completisti.