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Pro
- 120 fps stabili e senza cali evidenti.
- Caricamenti super rapidi e ottima qualità del dettaglio.
- Frenetico, veloce ma perfettamente leggibile.
- Buono anche in streaming su PS Portal.
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Contro
- Nessuna novità o “esclusiva” di rilievo.
Conclusioni Finali di SpazioGames
Disponibile su: PC, SWITCH, SWITCH2, PS5, XSX
Informazioni sul prodotto
Quando il buon Marcello (Paolillo, caporedattore di SpazioGames, NdR) mi ha chiesto di scrivere la recensione di Hades II in versione PS5, lo ha fatto perché era probabilmente conscio di quante ore e ore abbia speso per finire il gioco su Nintendo Switch 2, completandolo più e più volte per assicurarmi che Melinoe potesse ricongiungersi, infine, con la sua amatissima famiglia.
O forse, voleva solo sadicamente mettermi alla prova, scoprendo se potessi o meno scrivere qualcosa di sensato per un gioco di cui, francamente, non penso ci sia poi molto da dire. Sia perché è già uscito 6 mesi fa (o giù di lì) su Nintendo Switch 2 dopo un paio d'anni di early access, sia perché Hades II, qualora aveste ancora qualche dubbio, è un gioco bellissimo e praticamente perfetto.
Quindi, ecco, non è che ci sia bisogno di scrivere poi molto se non: "è un gioco bellissimo e perfetto, compratelo. Fine recensione. Ciao."
A quanto pare, però, una recensione così non andrebbe bene, quindi proverò a fare il serio e vi dirò la mia su di un gioco che, comunque, è "bellissimo e perfetto, compratelo. Ciao".
Schermaglie temporali
Al centro di Hades II c'è una storia che, pur affondando le radici nella mitologia greca, sceglie di muoversi su un terreno più intimo e meno celebrativo. Non è il racconto di un'epica classica fatta di eroi invincibili, ma quello di una resistenza lenta, ostinata, quasi inevitabilmente imperfetta... e anche un po' sgangherata.
La protagonista è Melinoe, figlia di Ade e sorella dello Zagreus del primo capitolo, cresciuta lontano dalla corte dell'Oltretomba e addestrata con un solo obiettivo: fermare Crono, il titano del tempo, che ha rovesciato l'ordine degli dei e imprigionato la sua famiglia. È una premessa semplice solo in apparenza, perché il modo in cui viene sviluppata è tutto fuorché lineare, e il gioco stesso ci presenta un gap temporale indefinito ma enorme rispetto al capitolo precedente, atto anche a giustificare un nuovo status quo narrativo.
In Hades II, a differenza di molti roguelike che pure ci hanno provato, non esistono veri momenti "vuoti", e anche in fase di end game c'è sempre qualche piccolo tassello in più da scoprire. Cosa che non è solo encomiabile, ma dice anche molto del talento di chi il gioco lo ha messo in piedi in ogni aspetto.
Crono non è solo un antagonista, ma un'idea. È il tempo come forza inarrestabile, come elemento che consuma, che piega, che rende inevitabili certe conseguenze. E Melinoe si muove dentro questo scenario non come un'eroina temibile ma fallace, attorno cui si assestano pian piano tante e diverse figure del pantheon greco, che non sono mai semplici comparse.
Gli dei dell'Olimpo, le entità dell'Oltretomba, gli alleati e le figure ambigue costruiscono una rete di relazioni che evolve continuamente. I dialoghi cambiano, si arricchiscono, reagiscono a ciò che fai e a ciò che non riesci a fare. È una scrittura che non cerca il colpo di scena, ma la coerenza e la stratificazione, e il risultato è quello di un intreccio che, complessivamente, forse non è "memorabile", ma comunque molto piacevole, e che indaga sul tempo, sul suo impatto e sulla forza delle relazioni affettive in grado di trascenderlo.
Askion kataski!
Parlare del gameplay di Hades II su PS5 significa, inevitabilmente, ripartire da ciò che già funziona e che abbiamo approfondito nella recensione della versione Switch. La struttura è del tutto identica e non ammette variazioni: run veloci, morte come parte integrante del progresso, build che si costruiscono stanza dopo stanza attraverso armi, aspetti e doni divini.
La versione PS5 non aggiunge e non toglie nulla, e poiché le configurazioni controller delle varie console casalinghe tendono oggi tutte ad assomigliarsi, diremmo che passare da Switch a PS5, e viceversa, è del tutto ininfluente in termini di feeling e approccio ludico.
Hades II è un gioco tecnico, ma non troppo, con un approccio leggermente diverso rispetto al precedente, per quanto ancora pesantemente concentrato sulla costruzione ragionata delle sue build. Oggi forse più rifinite che in passato, ma concettualmente siamo ancora lì.
Gli scontri sono ritmati e veloci, e chiedono al giocatore di tenere a mente combinazioni di abilità, doni, versioni dell'arma da combattimento (decisamente più numerose che in passato in termini di varianti) e la ricerca continua di quelle che possono essere le migliori sinergie tra le varie divinità. Cosa che c'era anche nel gioco precedente, certo, ma diciamo solo che oggi è tutto più raffinato, meno confuso e più accessibile, il che ha forse anche abbassato la difficoltà generale dell'impresa: non che sia necessariamente un male.
Il vero punto di forza resta la varietà. Armi e aspetti cambiano radicalmente il modo di affrontare una run, mentre i doni degli dei non si limitano a potenziare, ma trasformano il comportamento stesso del giocatore. È un sistema che continua a premiare la sperimentazione, senza mai dare l'impressione che esista una strada "giusta".
In sostanza, il gameplay è esattamente quello che già conosciamo: solido, profondo, estremamente rigiocabile, che su PS5 ha il solo pregio di essere "più bello da vedere", per quanto il gioco su Switch fosse già sorprendentemente solido.
Su che console lo dovresti comprare?
Se si guarda alle differenze tecniche tra le versioni console di Hades II, la PlayStation 5 ha un vantaggio oggettivo ma meno decisivo di quanto si potrebbe pensare. Su PS5 il gioco gira con una fluidità che può arrivare fino a 120 fps, anche se non è chiaro (né specificato) se la risoluzione nativa sia 4K o meno.
Ovviamente, con una TV 4K l'output punterà comunque alla migliore risoluzione possibile, ma è un comportamento che, in forma diversa, si ritrova anche su Switch. In generale, gli effetti sono più puliti e i caricamenti sono praticamente istantanei, rendendo l'esperienza più "liscia" sul piano puramente tecnico.
Su Nintendo Switch 2 la situazione è invece più stratificata, e dipende da come si sceglie di giocare, come da tradizione per l'ibrida Nintendo. In modalità TV, Hades II sa spingersi fino a 120 fps, ma rinunciando al 4K, cosa che non accade su PlayStation. Se invece si decide di spingere la risoluzione, gli fps scendono a 60, che sono poi il target della modalità portatile, la quale offre una resa visiva leggermente meno definita e qualche inevitabile concessione in termini di dettaglio.
In conclusione, le prestazioni di PS5 permettono di giocare al miglior Hades II disponibile in versione console, con tanti dettagli, un framerate sempre sopra i 60 fps e un'azione molto leggibile e continua. Fermarsi qui, però, sarebbe semplicemente superficiale, perché Hades II non è un gioco che vive di fedeltà grafica o prestazioni estreme, ma un titolo costruito su ritmo, reattività e loop di gioco: in questo senso, entrambe le versioni restituiscono un'esperienza pienamente riuscita.
La scelta dell'edizione, in questo specifico contesto e considerando la totale assenza di contenuti esclusivi, scivola quasi inevitabilmente su un terreno più personale che tecnico. Da un lato c'è la portabilità, che su Switch resta un valore enorme: poter fare una run ovunque, senza vincoli, è perfettamente coerente con la natura stessa del gioco.
Dall'altro c'è la comodità d'uso, perché il controller PlayStation, per ergonomia, solidità e precisione degli input, resta nettamente più confortevole rispetto ai Joy-Con, soprattutto nelle sessioni più lunghe o nelle fasi avanzate. Ma anche qui: se avete un Pro Controller anche di prima generazione, tutto si riappiana istantaneamente.
Un portale sul Crocevia
Vale la pena aprire anche una parentesi su PlayStation Portal, perché con un abbonamento Premium Hades II diventa, di fatto, un titolo giocabile anche in streaming, e quindi "portatile", entro i limiti dell'ecosistema PlayStation. La soluzione è decisamente interessante, per quanto non mi sentirei di dire che allo stato attuale "appiani" le differenze tra le due console, visto che la Switch è portatile di per sé, e una PS Portal è semplicemente un accessorio da 200 euro legato a una qualsiasi versione di PS5.
Portal si presta molto bene a un titolo come Hades II: i controlli sono comodi e il gioco è una gioia da vedere sullo schermo dell'accessorio PlayStation. Non essendoci sotto un vero e proprio hardware locale, la qualità dell'esperienza dipende tutta dalla propria connessione, con tutti i limiti del caso; ma anche al netto della qualità dell'immagine compressa e di un frame rate ancorato ai 60 fps, Hades II si presta sorprendentemente bene a questo contesto. Ben chiaro che non è equiparabile all'esperienza solida e del tutto slegata dalla qualità della connessione offerta da Switch.
Le run scorrono fluide, il ritmo resta intatto e la natura modulare del gioco si adatta perfettamente a sessioni brevi, magari lontano dalla TV. Ovviamente, anche solo un po' di latenza può generare qualche grattacapo, ma siamo in linea con l'esperienza tipica di Portal che, francamente, è comunque molto solida e appagante, senza particolari sbavature o scatti anche nei momenti più concitati.