Recensione

Yo-Kai Watch

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a cura di Gianluca Arena

Senior Editor

Informazioni sul prodotto

Immagine di Yo-Kai Watch
Yo-Kai Watch
  • Produttore: Level 5
  • Piattaforme: SWITCH , 3DS
  • Generi: Gioco di Ruolo
  • Data di uscita: 29 aprile 2016 (3DS) - 10 ottobre 2019 Switch Giappone

Sono passate due settimane abbondanti dalla nostra anteprima di Yo-Kai Watch, e le abbiamo spese tra spiriti maligni, buffi folletti e combattimenti in tempo reale, fino ad arrivare alla conclusione di una delle avventure più sognanti e simpatiche dell’intera ludoteca di Nintendo 3DS: qualche difettuccio di giovinezza c’è, ma se questo titolo rappresenta il primo passo per il brand in Europa, c’è da aspettarsi un futuro roseo per la serie firmata Level-5. Siamo ancora in debito di due episodi regolari qui in occidente, e la speranza è quella di poterci mettere le mani sopra quanto prima.
Se siete tra quelli che amano i giochi di ruolo giapponesi, ancor di più se contemplano meccaniche di cattura e collezionismo di mostri, la vostra attesa è finita: fate come Satoru Shibata, armatevi di orologio magico e fiondatevi nel Giappone contemporaneo.
E non portate con voi la carta d’identità: non serve.
Ecco perché non vinco mai a carte
Se vi siete mai chiesti perché tante piccole cose della vita non vanno nel verso giusto, dal campanello che suona mentre, nudi, state per entrare in doccia, alla sfortuna che vi perseguita quando giocate a carte o ad un gioco da tavola, Level-5 e Nintendo potrebbero avere la risposta ai vostri quesiti: Yo-Kai.
Sono buffi esserini, invisibili ad occhio nudo, che si divertono prima ad interferire con le vite quotidiane degli umani, mettendo loro i bastoni tra le ruote in mille piccoli modi, e poi ad osservare i nefasti effetti delle loro azioni, ridacchiando sotto i baffi.
Il momento della riscossa, per noi poveri umani, è però vicino: Nathan, un ragazzino come tanti che vive nella splendida cittadina di Valdoro, è costretto ad andare a caccia di insetti per un progetto scolastico e, nel farlo, si imbatte in una strana macchina a gettoni, di quelle che, al costo di una moneta, elargiscono una sfera che contiene una sorpresa.
E che sorpresa!
Dalla sfera fuoriesce Whisper, uno Yo-Kai benevolo e chiacchierone, che stringe amicizia con Nathan e gli regala lo Yo-Kai Watch, un orologio speciale che, oltre alle normali funzioni orarie, consente al ragazzino di individuare gli spiriti e di comunicare con loro.
Se, sulle prime, Nathan sfrutterà questo suo potere per rimediare alle piccole malefatte degli Yo-Kai, facendo riappacificare i propri genitori o due amiche, già dopo una manciata di quest sarà chiamato a sventare una minaccia ben più consistente, impedendo che quattro sigilli vengano rotti, e con essi il bilanciamento tra il mondo degli umani e quello degli Yo-Kai.
L’intreccio narrativo, evidentemente pensato per un pubblico molto giovane, riesce a strappare un sorriso pur nella sua banalità, grazie ad una localizzazione eccellente (parlato compreso), dialoghi buffi e spiritosi e un design degli Yo-Kai completamente fuori di testa, che coniuga gli aspetti più bizzarri della mitologia nipponica con elementi della quotidianità.
Il lavoro svolto sull’ambientazione, la ricchezza di collezionabili ed oggetti nascosti da rinvenire in ogni angolo della cittadina e chicche come il ciclo giorno/notte testimoniano una cura per i dettagli non comune in produzioni per un target tanto giovane: la stessa, per intenderci, che ha decretato il successo di serie come quella del Professor Layton o di Inazuma Eleven
Dolcetto e scherzetto?
Le fasi di esplorazione, in cui rinvenire missioni secondarie ed oggetti nascosti tra le pieghe della mappa di Valdoro, sono intervallate dalla ricerca e cattura degli Yo-Kai e dai combattimenti.
Tenendo sempre visibile lo schermo dello Yo-Kai Watch, in alto a destra nello schermo superiore, è possibile vedere la prossimità di uno o più Yo-Kai, che sia sotto una vettura parcheggiata o tra cumuli di immondizia: prontamente, premendo il tasto Y, si passa alla modalità lente, in cui muovere un puntatore in giro per lo scenario fino ad inquadrare la creatura.
Solo a questo punto parte il combattimento, che, se si vuole riempire il proprio medagliere e catturare gli oltre duecentoventi Yo-Kai disponibili, si aprirà, inevitabilmente, con la scelta di quale cibo offrire allo Yo-Kai: l’unico modo per stringere amicizia con essi, infatti, è cibarli dei loro snack preferiti. Anche in questo caso, e qui risiede una delle poche pecche della produzione, non è garantito che lo Yo-Kai, alla fine del combattimento, decida di unirsi al giocatore, lasciando un’aura di aleatorietà alle fasi di cattura, che, almeno nelle intenzioni del team di sviluppo, avrebbe dovuto ricalcare quella insita nella meccanica delle PokeBall. In compenso, l’accresciuto numero di combattimenti necessari a catturare tutti gli esserini (o comunque una buona parte) non pesa in alcun modo perché il combat system ideato da Level 5 è snello ed originale, e porta una ventata di aria fresca in un genere, quello dei giochi di ruolo di stampo nipponico, troppo spesso accartocciato su se stesso.
L’idea è che il giocatore non incida direttamente sull’esito degli scontri, che vengono interamente gestiti da una intelligenza artificiale molto valida, che muove gli Yo-Kai a seconda del loro carattere e della tribù di appartenenza: ce ne sono di curativi, di rissosi, di più propensi all’uso di magie ed incantamenti e così via. Starà allora al giocatore assemblare il party più valido e variegato, tenendo presente che schierare contemporaneamente più Yo-Kai di uno stesso tipo genera notevoli bonus.
Durante i combattimenti, gli occhi del giocatore saranno perlopiù sullo schermo inferiore, da cui può gestire la distribuzione degli oggetti, la scelta dei bersagli da attaccare, se e quando utilizzare le mosse speciali uniche per ogni Yo-Kai e la risoluzione dei minigiochi necessari a curare gli status alterati dei suoi combattenti.
Il tutto risulta intuitivo e veloce, con le boss fight che generano ulteriore frenesia perché rappresentano gli unici momenti in cui il livello di sfida si alza (giusto un po’): dover gestire la squadra, ruotando e curandone i sei membri, tiene impegnato il giocatore molto di più di quanto non farebbe la semplice pressione del tasto di attacco. Il sistema funziona, e ha il solo difetto di rendere un po’ troppo semplici gli scontri, a ulteriore testimonianza di come l’audience di riferimento primario rimanga quello dei bambini tra i sette e i dieci anni. Noi, alla soglia dei trentacinque, ci siamo divertiti comunque, e questo è un attestato importante alla bontà del lavoro del team di sviluppo.
Colori e simpatia
Una tavolozza di colori molto ricca e un character design sono gli specchietti per le allodole cui si affida Yo-Kai Watch per attirare il pubblico più giovane, ma anche il giocatore più esperto potrà ritrovarvi una buona costruzione poligonale ed un comparto animazioni sempre convincente, quando non estremamente buffo.
Detto dell’ottimo doppiaggio nella nostra lingua, con sequenze animate tratte dalla serie TV in onda dalla settimana scorsa anche qui in Italia, le musiche accompagnano benissimo l’azione a schermo, con motivetti scanzonati e toni ritmati ideali per le fasi di ricerca e di battaglia.
Come per i giochi dei Pokemon, la durata complessiva varia di molto a seconda di quanti e quali Yo-Kai si vorrà collezionare: tirando dritto lungo la main quest, una ventina di ore abbondanti potrebbero bastare per arrivare fino in fondo, ma sarebbe uno spreco lasciare indietro le innumerevoli quest secondarie e la cattura di alcuni esemplari particolarmente rari.
Nel caso ci si voglia perdere e vedere tutti i contenuti stipati nella cartuccia per 3DS, si potrebbe tranquillamente raddoppiare il conteggio, portandolo fino a quaranta ore circa: niente male, insomma, per un “giochino per bambini”.
I meno contenti, quindi, potrebbero essere i portafogli di mamma e papà: gli Yo-Kai sono arrivati e la febbre sta già salendo.

– Combat system originale e frenetico

– Grande cura per i dettagli

– Character design eccentrico

– Va oltre la carta d’identità

– Livello di difficoltà molto basso

– Fasi di cattura degli Yo-kai un po’ randomiche

8.0

I videogiocatori europei più giovani lo aspettavano da mesi, ma, come spesso accade con i prodotti che dovrebbero interessare solo a loro, anche noi ci siamo divertiti non poco nel giocarlo, sintomo di un gameplay che travalica i limiti anagrafici e si pone, nella sua freschezza ed immediatezza, anche come un rilassante diversivo per gli adulti.

Yo-Kai Watch è un prodotto Level 5 fino al midollo, curato in ogni minimo particolare come la serie dedicata al Professor Layton, spiritoso e scanzonato come i più riusciti episodi di Inazuma Eleven: se avete amato una di queste due serie, o più semplicemente, adorate i giochi in cui catturare e collezionare centinaia di bizzarri mostriciattoli, l’acquisto è caldamente consigliato.

Voto Recensione di Yo-Kai Watch - Recensione


8

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