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Recensione

Tennis Master Series 2003

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Avatar di Disco Uno

a cura di Disco Uno

Pubblicato il 07/12/2002 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

7

Quei due trattiniStranamente il tennis su console è uno sport poco riuscito. Dico stranamente perché il tennis è anche uno sport parecchio praticato nel mondo dei videogiochi. Fin dai tempi delle Atari si è cercato di trasferirlo sullo schermo del televisore. Ricordate quei due trattini che si rimbalzavano un puntino al lato dello schermo? Spietatamente potrei iniziare questa recensione dicendo che forse, quell’antica simulazione, quel reperto archeologico di videogioco Atari è più convincente di quest’ultimo prodotto della Microids per Xbox: Tennis Master Series 2003. Ovvio che la grafica, nel vecchio gioco, sia un elemento da non prendere in considerazione, mentre in Master Series 2003 è l’elemento di pregio. Ovvio che anche la giocabilità del tennis Atari sia limitato rispetto a quello dell’ultima simulazione tennistica di cui stiamo parlando: i due trattini non scendevano a rete, né liftavano i colpi. Tuttavia il vecchio Atari, se non una simulazione, è stata una perfetta stilizzazione del gioco del tennis, prova ne é che nella presentazione di Master Series 2003, il titolo, dopo averci presentato l’editore con una breve sigla, prima di partire con le scene animate del gioco, le introduce con una breve riproposizione dell’arcana simulazione: i due trattini che si rimbalzano un puntino. Come a dire: i tempi cambiano, la grafica si evolve, il gameplay migliora, il digitale diventa sempre più simile al reale, le sonde vengono lanciate su Marte, un paio di torri crollano in piena New York e cambia la storia, ma noi abbiamo cercato di riproporvi un titolo la cui fedeltà simulativi rispecchi quella del vecchio gioco Atari. Ci siamo riusciti? Ai critici l’ardua sentenza. Ebbene, essendo un critico, permettetemi la presunzione di dire che… no, non ci siete riusciti ancora. Ma ci siete vicini.

GraficaDiciamolo subito: Tennis Master Series 2003 non è la simulazione tennistica definitiva. Nessun titolo sul tennis lo è stato ancora. TMS2003 è un titolo dai molti pregi, ma dai difetti macroscopici che lo rendono un prodotto senz’altro divertente, ma che non passerà alla storia dei videogiochi. Partiamo dall’aspetto positivo di questo gioco: la grafica. E’ inattaccabile. Gli sviluppatori sono stati bravi a confezionare un prodotto dall’impatto visivo riuscito, ma anche il motore grafico della Xbox fa il proprio lavoro una volta inserito il CD nel lettore. Il 3D dei giocatori è solido e convincente; il movimento dei corpi esprime perfettamente lo sforzo atletico del tennista nel momento di sferrare il colpo. A rete i giocatori scendono correndo, quando corrono indietro per anticipare un colpo lungo compiono brevi passi per misurare la giusta distanza tra la palla e il colpo, l’impostazione del servizio e delle palle liftate è quella giusta.Insomma, siamo vicini alla perfezione grafica, al realismo digitale assoluto. Purtroppo anche qui ci troviamo davanti al solito pubblico approssimativo, composto da sagome a due dimensioni indistinte. Comunque è un difetto che non si nota, la visuale (sia nostra, sia del gioco) è perennemente puntata sui giocatori.

GameplayAnche il gameplay è appagante. TMS2003 non ha i diritti per tradurre, su console, i veri campioni, ma, fortunatamente, non scade nell’errore di proporne alcuni dalle fattezze e i nomi somiglianti a quelli veri, scelta editoriale che circonda il prodotto di un senso di inferiorità. Gli atleti a nostra disposizione sono ben 67; ognuno contraddistinto da un preciso stile di gioco. E’ possibile crearne uno ex novo. Per quanto riguarda i campi di gioco, sono disponibil diverse location, le stesse del Master Series che, nella realtà, è una specie di campionato tennistico suddiviso in 9 tornei ai quali partecipano i migliori tennisti del mondo e che si svolgono in varie parti del globo. Nel corso della partita un elemento che condiziona la nostra prestazione è il livello di fatica: più andiamo avanti nel match, maggiori sono state le energie spese e più il nostro gioco perderà in scioltezza e in potenza. Si tratta di un’integrazione di gioco non da poco che fa sentire veramente la sua influenza nei match.

Piccoli particolari che fanno una simulazioneAllora, buona la grafica; varie le location disponibili; praticamente un esercito gli atleti a nostra disposizione; possibilità di creare un atleta ex novo… cosa non funziona di questo titolo? La giocabilità. Intendiamoci, a livello arcade Tennis Master Series 2003 è un buonissimo prodotto. E’ divertente giocarlo e vale il prezzo che costa. Non vi annoierete a tirare di diritto e rovescio, a scendere a rete, a smashare, a guadagnare un punto, allungando in extremis, la racchetta per colpire la pallina. Ma un videogioco di tennis mostra il proprio valore nei particolari, nelle azioni che esulano il contesto canonico del gioco del tennis (riblazarsi la pallina). Ad esempio, quando il gioco smette di svolgersi da fondo campo e entrambi gli avversari scendono a rete, trovandosi a meno di mezzo metro di distanza, stranamente la pallina viaggia tra le due racchette a rallentatore, pianissimo, mentre tutto dovrebbe concludersi in battute breve e secche. Quando noi siamo a rete e il nostro avversario ci scavalca con una palla alta, o riusciamo a ribatterla di smash oppure una ripresa, correndo all’indietro, dopo che la pallina è rimbalzata alle nostre spall, è praticamente impossibile. Altra cosa che diminuisce il realismo di gioco: la pallina non va quasi mai in out, per quanto potente noi la colpiamo finirà sempre dentro la linea. Non è ben chiaro come schiacciare la volé a rete. In teoria basterebbe spostare la leva in avanti per imprimere energia e velocità alla pallina, ma pur facendolo, il più delle volte, la ribattiamo liftata. Insomma, piccoli particolari come questo rendono Tennis Master Series 2003 un bel gioco, dalla grafica appagante e la giocabilità riuscita, ma non la simulazione di tennis definitiva.

Grafica ottima, grandi disponibilità di atleti, location varie

Il gioco a rete non è convincente e la palla non finisce mai fuori

7

Bel gioco, anche se non si può considerare la simulazione definitiva del tennis. Grafica appagante e gameplay buono. Giocateci e non vi annoierete.

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