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Pokémon: Team Rocket | Il salone degli eroi

Tutto sui membri più famosi del team: Jessie, James e il fido Meowth

Ne è passata di acqua sotto i ponti, così come di nuovi videogiochi e console nelle nostre mani, da circa vent’anni a questa parte. Qualcuno di noi probabilmente non le avrà nemmeno possedute tutte, ed è bene quindi rinfrescare la memoria con un breve ripasso per conoscere meglio cosa ha caratterizzato i primissimi tempi della storia dei Pokémon. In vista del nuovo titolo per mobile Pokémon Rumble Rush, cogliamo l’occasione al volo per parlarvi di alcuni personaggi che hanno fatto la storia della saga giapponese. Stavolta però non si tratta dei “buoni”, ma dei cattivi (in realtà nemmeno troppo). Vi raccontiamo i vari personaggi che hanno fatto parte delle fila del Team Rocket, a partire dagli esordi con Jessie e James, e il loro fido gatto Meowth. Parliamo proprio della stessa organizzazione che ha preso il nome di Team Rainbow Rocket in Pokémon Ultrasole e Ultraluna, di cui andiamo a scoprirne l’evoluzione insieme.

Apparso per la prima volta nei videogiochi Pokémon Rosso e Blu, il gruppo di nemici non troppo temibili fa apparizioni anche successive, non in tutti i capitoli ma si dimostra abbastanza longevo da ritrovarsi anche nei recenti  Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!. Li abbiamo conosciuti ovviamente anche nelle primissime puntate della serie televisiva anime Pokémon, dove l’organizzazione si è da subito dimostrata attiva nelle regioni di Kanto e Johto, un piccolo avamposto nel Settipelago. Ma qual è lo scopo di questa gente? Molto facile: si dedicano allo sfruttamento e al furto di Pokémon, con lo scopo di dominare il mondo per conto del suo capo principale, Giovanni. I membri del gruppo ricoprono sempre un ruolo da antagonista nei diversi capitoli in cui li abbiamo incontrati, in cui alla fine il protagonista riesce a fermare i loro piani e capitanata dal sopracitato Giovanni, oltre che dai leader delle organizzazioni criminali di altre regioni, quali Ivan, Max, Cyrus, Elisio e Ghecis, per impadronirsi della tecnologia della Fondazione Æther.

Scopriamo però i primissimi membri di questo team, che hanno posto le basi per le successive apparizioni: come accennato poco fa, vi parliamo proprio dei fratelli Jessie e James, i cui nomi originali erano Musashi e Kojiro, gli unici due agenti del team a indossare uniformi bianche e non scure. Questi compaiono sia nell’anime, sia in Pokémon Giallo, sempre accompagnati da un esemplare di Meowth parlante, con il suo caratteristico attaccamento al denaro. Poiché il loro obiettivo è quello di catturare almeno un Pokémon raro per ingraziarsi Giovanni, progettano una rapina al Centro Pokémon di Smeraldopoli, un piano successivamente sventato da Pikachu, il primo Pokémon posseduto da Ash Ketchum. Per questo motivo, i tre cambiano le loro mire, puntando a rubare proprio il topino elettrico, oltre ai vari animaletti incontrati da Ash e dai suoi amici nel corso del loro viaggio. Per coloro che hanno seguito le vicende del trio, sarà nota la frequente ricorrenza ai mecha, enormi macchinari tecnologici spesso a forma di Pokémon, dotati di reti o braccia meccaniche e creati al fine di catturare i piccoli mostri.

Nonostante i vari escamotage che tenteranno di utilizzare, i due fratelli e il loro gatto finiranno spesso sconfitti, tra esplosioni di mecha o della mongolfiera su cui viaggiano, chiudendo gli episodi sempre in chiave ironica. Un po’ più triste è invece il passato del trio, apparentemente travagliato: James, proveniente da una famiglia aristocratica e benestante, ha abbandonato la sua casa, poiché i suoi genitori volevano costringerlo a sposarsi con Jessiebelle. Jessie invece ha visto sfumare il sogno di diventare infermiera, mentre Meowth, nato come Pokémon randagio, ha imparato a parlare e a camminare su due zampe per far colpo su Meowzie, un esemplare femmina di Meowth che l’ha sempre snobbato. Sin da prima che li conoscessimo dunque, il team contrassegnato da una grande R non godeva di grandi fortune. Proprio a proposito della R che simboleggia il trio, potrebbe sorgere un sospetto a coloro che hanno seguito le vicende narrate nel nuovo film Detective Pikachu: questo simbolo ripreso nel nome del gas che viene utilizzato nel film potrebbe essere un’associazione lontana al team? Essendo causa di parecchi problemi nelle vicende narrate nel nuovo film, questa ipotesi non sarebbe da escludere…

Un’ultima curiosità di cui forse non eravate al corrente riguarda una sorta di plot twist che prende vita nel manga The Electric Tale of Pikachu, un manga di quattro volumi creato da Toshihiro Ono e serializzato su CoroCoro. È ispirato liberamente all’anime, dove alcuni personaggi seguono percorsi di vita totalmente diversi da quelli che conosciamo abitualmente: Jessie e James vengono presentati come una coppia in questo manga, tanto che si sposano alla fine del quarto volume e Jessie è visibilmente in dolce attesa. Una variazione sul tema parecchio spiazzante e inattesa, per coloro che fossero particolarmente affezionati alla storia canonicamente narrata nell’anime e nella versione maggiormente conosciuta a livello mondiale. Una riprova del fatto che questa coppia, o per meglio dire questo trio, ci riserva parecchie sorprese che ancora non sono state del tutto rivelate e che meriterebbero maggiore attenzione. Abbiamo sotto ai nostri occhi delle risorse narrative e creative ancora poco sfruttate, ma dal potenziale inespresso parecchio elevato.

Jessie e James si meritano davvero questo posto nel nostro Salone degli Eroi, solo considerando quanto siano stati importanti nell’immaginario collettivo di coloro che hanno seguito la saga Pokémon sin dagli esordi. Erano i cattivi per antonomasia, per quanto non fossero davvero dei temibili nemici e anzi portavano sempre con sé una sorta di curiosità nei vari episodi e scenette simpatiche nelle quali fanno capolino. Due fratelli che hanno una storia da raccontare molto più profonda e interessante di quanto si possa credere, tanto da farci ipotizzare a un’attenzione maggiore da dedicare loro persino nei lungometraggi, qualora dovessero esserci dei sequel a quanto abbiamo visto sul grande schermo.