News 1 min

Ovviamente, Fortnite doveva ospitare Dead Space in vista del remake

Con l'arrivo di Dead Space Remake non poteva mancare il crossover con Fortnite, che Epic Games ha spiegato nei dettagli poco fa.

Fortnite diventa horror, per così dire, con l’arrivo di Isaac Clarke di Dead Space all’interno del battle royale di Epic Games.

Il battle royale più famoso del mondo, che nel frattempo è diventato un brand a tutto tondo con gadget di ogni tipo, colleziona quindi un nuovo crossover davvero importante.

Una volta tanto strettamente videoludico, visto che negli ultimi tempi aveva accolto tutto meno che personaggi provenienti dal mondo dei videogiochi.

E che va a consolidare il dominio ormai incontrastato di Fortnite, che qualcuno prova a scalzare incontrando sempre dei problemi però.

Fortnite festeggia l’arrivo di Dead Space Remake ospitando il protagonista dell’avventura survival horror nei suoi lidi, come annunciato dal sito ufficiale.

Isaac Clarke, specialista tecnico dei sistemi di bordo e uccisore di Necromorfi, si unisce alla Serie Leggende dei videogiochi nel battle royale.

Ovviamente acquistando il Pacchetto incarichi Strane trasmissioni nel Negozio oggetti per €11,99, con il quale sarà possibile ottenere il costume Isaac Clarke, gli incarichi Strane trasmissioni con cui guadagnare fino a 1.500 V-buck e altro ancora:

  • Dorso decorativo RIG
  • Dorso decorativo USG Ishimura
  • Piccone Lama al plasma

Certo sarebbe una bella combo poter giocare Isaac Clarke in Fortnite in modalità VR, per convogliare tutta l’essenza del survival horror nel modo più coinvolgente possibile.

Visto che qualcuno ha provato a rendere il battle royale un’esperienza in prima persona, con una mod che Epic Games non ha nessun interesse nel considerare però.

Nel frattempo Dead Space Remake continua a svelare dettagli interessanti. Secondo alcune indiscrezioni sembra che, stavolta, il titolo abbia addirittura un finale alternativo.

Che però non intaccherà in alcun modo l’atmosfera horror del gioco, visto che addirittura chi l’ha sviluppato non riesce a giocarci con le cuffie per quanto spaventa.