Recensione 7 min

Overpass, il Soulslike dei giochi di guida – Recensione

Fango, rocce, sabbia: con un po’ di pazienza, si può superare qualsiasi ostacolo. Forse.

Overpass, tra le altre cose, ha un merito: ci ricorda che i titoli di guida costituiscono un genere approcciabile in tanti modi diversi. Possiamo lanciarci in competizioni super simulative con giochi come Assetto Corsa, distruggere amicizie lunghe anni con Mario Kart, partecipare al mondiale di F1 con i capitoli della serie Codemasters.

Overpass

Piattaforma:
PC, PS4, SWITCH, XONE
Genere:
sportivo
Data di uscita:
27 Febbraio 2020
Sviluppatore:
Zordix Racing
Distributore:

Il titolo sviluppato da Zordix Racing, debuttante su PC e console, offre la sua personale visione del mondo delle competizioni motoristiche. Una visione che, come vedremo nella recensione, è piuttosto originale e metterà a dura prova la pazienza del giocatore (in senso buono e anche meno buono).

Con Overpass ci vuole tanta, tanta calma

Descrivere Overpass in poche parole è facile. Si tratta di un gioco in cui è possibile guidare vari modelli di buggy e quad su tracciati che definire impervi è poco. Si corre da soli: gli unici avversari da battere sono il cronometro e il circuito.

Dal punto di vista delle modalità di gioco, la selezione è piuttosto classica. Si parte con la Gara Veloce, dove si ha modo di scegliere di gareggiare in un evento singolo. Già in questa opzione è possibile apprezzare la varietà di scenari disponibili. Si va da spiagge assolate a (tremende) foreste fangose, passando per cantieri edili e altri percorsi in terra. In totale, i tracciati presenti sono oltre quaranta, e offrono una discreta varietà.

Varietà garantita anche dalle differenti tipologie delle sfide. Ai classici percorsi a ostacoli, dove si sarà chiamati ad affrontare un determinato circuito per uno o più giri, si oppongono le scalate. In questo caso, tutto quello che bisognerà fare sarà affrontare un breve tratto in salita, e arrivare in cima. Come vedremo tra poco, sarà tutt’altro che facile.

Alla Gara Veloce seguono la Sfida Personalizzata, che permette di creare un evento con i propri circuiti preferiti, e il comparto multigiocatore. Questo, a sua volta, comprende la sempre apprezzabile modalità split-screen e l’opzione Hot Seat. Scegliendo quest’ultima, due o più giocatori saranno chiamati a competere in locale, uno dopo l’altro. Vince chi registra il tempo minore. La stessa dinamica viene ripresa con l’opzione online, dove a sfidarsi invece sono fino a otto giocatori.

Infine, c’è la modalità Carriera, il vero fulcro del gioco. Vincendo le varie gare proposte, si ottiene la possibilità di scalare la classifica generale, oltre che di sbloccare nuovi mezzi e potenziamenti (che comunque vanno acquistati con i fondi raccolti trionfando nelle competizioni).

Come si guida in Overpass?

Nel titolo di questa recensione ci riferiamo a Overpass chiamandolo il soulslike dei titoli di guida. Perché tutto questo? Perché, un po’ come nei titoli From Software, anche il gioco Zordix Racing si basa un po’ su quella meccanica che prevede lo studio del nemico, l’affinamento delle capacità e, infine, la vittoria. Solo che la propria nemesi non è un mostro gigantesco che vuole farci la pelle, ma un circuito di fango, sabbia o roccia.

Ci spieghiamo meglio. Overpass è uno di quei titoli di guida dove per andare veloci non serve premere come pazzi sull’acceleratore. Sui tracciati proposti, infatti, si sarà chiamati a superare ostacoli di ogni tipo. Alcuni di tipo naturale (rocce, salite scoscese, piccoli anfratti), altri posizionati ad arte (pneumatici, tronchi, piattaforme mobili). E per avere la meglio, come il gioco si affretta a sottolineare durante le prime fasi del tutorial, spingere come forsennati sul pedale dell’acceleratore non serve a niente. Anzi, nel caso delle superfici fangose fa solo danni, visto che si rischia di rimanere impantanati.

Il segreto, allora, è dosare molto delicatamente l’accelerazione, capire quando passare dalla trazione integrale al blocco del differenziale, e scegliere dove andare. Perché molto spesso, in Overpass, il giocatore avrà a disposizione più alternative per superare un certo tratto. Specie durante le scalate, il tracciato sarà parecchio ampio, e approcciabile in vari modi.

Così si arriva a un altro paragone con i Souls: molte volte, in Overpass, non si riuscirà ad avere la meglio su un tracciato al primo tentativo. Sbagliare è molto facile, e allora prima di cercare la prestazione pura sarà necessario (per non dire obbligatorio) fare un primo tentativo di prova, per capire come approcciare meglio alcune salite, o come prendere meglio alcuni ostacoli.

Ovviamente, è tutto molto più facile a dirsi che a farsi.

Considerazioni sparse sul feeling di gioco

La modalità Carriera di Overpass funge da pretesto per lanciarsi nelle varie competizioni proposte. Le ricompense monetarie che si ricevono verranno in gran parte investite per riparare i propri mezzi, che per forza di cose si danneggeranno durante le gare. Anche lo stile di guida è importante. Se si approcciano gli ostacoli a velocità troppo elevata, sicuramente le sospensioni non ci ringrazieranno, e bisognerà mettere mano al portafogli per riparare tutto.

La gestione dei danni, a questo proposito, ci ha lasciato qualche dubbio. In generale, l’effetto delle sospensioni danneggiate si fa sentire, con il mezzo che tende a “pendere” da un lato piuttosto che da un altro. Graficamente, invece, i danni sono praticamente assenti. Forse anche perché il titolo include mezzi brandizzati Yamaha, Suzuki, Polaris e Arctic Cat.

Il tema più controverso, a quanto ci è sembrato, è la difficoltà di gioco. E il paragone con i Souls torna puntuale. Non abbiamo particolari dubbi nel dire che la curva di apprendimento di Overpass è particolarmente ripida. Lanciarsi nelle gare sperando di vincere al primo tentativo ci sembra piuttosto difficile, e porterà solo a frustrazione (ed eventuale rabbia). Sono soprattutto le gare di scalata a essere le più impegnative, ancora di più se si sceglie di superarle a bordo di un ATV. Questi mezzi, infatti, sono molto più instabili dei buggy, anche se è possibile bilanciarne il baricentro spostando il peso del pilota.

Non ci ha convinto molto, inoltre, la gestione di alcune meccaniche relative alla guida vera e propria. La differenza di comportamento tra i vari assetti di guida (trazione integrale, con differenziale bloccato, eccetera) si sente discretamente. Vero è che, per qualche motivo, la retromarcia funziona in maniera piuttosto strana, e si attiva spesso con un certo ritardo, con buona pace della precisione che invece sarebbe richiesta. Anche la telecamera, in questi casi, gioca brutti scherzi, visto che la rotazione della visuale, che in teoria dovrebbe essere libera, è molto difficile da gestire, e dà scarsi risultati.

Difficoltà che va su e giù

Oltre alla difficoltà elevata, non ci sembra che si sia fatto un grande sforzo per spiegare al giocatore come superare al meglio gli ostacoli. Il tutorial proposto a inizio Carriera dà qualche infarinatura, ma ci sembra fin troppo permissivo rispetto a quello che attende il giocatore durante il titolo. Tanto per dire: nel tutorial è possibile saltare i tratti di percorso troppo difficili. Durante le gare normali (ovviamente) no, perciò si dovrà imparare sul campo.

Considerato che ci si potrà cappottare, impantanare o bloccare con una facilità disarmante, il pulsante del respawn sarà particolarmente utilizzato. Peccato però che, a volte, il mezzo ricompaia in una posizione assai scomoda, con conseguenti perdite di tempo e possibili penalizzazioni (se si esce dai confini tracciati, infatti, scatta subito un malus di due o più secondi). Il meccanismo di ricomparsa del mezzo, in aggiunta, sembra funzionare tramite checkpoint. Questo significa che se si oltrepassa un ostacolo dopo numerosi tentativi, e ci si cappotta appena dopo averlo superato, molto probabilmente ci si ritroverà a dover rifare tutta la sequenza incriminata. Con buona pace della propria salute mentale.

Insomma, Overpass è un titolo che non perdona, a volte forse non sempre così calibrato dal punto di vista della difficoltà. Alcune competizioni ci sono sembrate fin troppo complesse per essere affrontare fin dall’inizio, senza un minimo di preparazione.

Per cominciare, allora, consigliamo ai meno esperti di fare pratica sui circuiti a ostacoli su sabbia e terra, esclusivamente con i buggy. I tempi fatti segnare dall’intelligenza artificiale, se si riesce a girare in maniera pulita e senza interruzioni, non rappresenteranno mai un grosso problema. Con i soldi guadagnati, si potranno comprare mezzi più potenti, e prendere sempre più confidenza con i tracciati. A questo punto si potrà passare alle gare con i quad, cercando magari di affrontare le tremende scalate.

Questioni di fisica

Dal punto di vista della fisica, e quindi del feeling di guida, abbiamo avuto risposte prevalentemente sufficienti, anche se qualche dettaglio ci ha fatto alzare più di un sopracciglio. La gestione degli spostamenti di peso sui quad ci è parsa ben fatta. I dubbi maggiori sono stati relativi all’approccio dei mezzi con alcuni ostacoli. Specie su pietre e massi, in alcuni casi sembra che l’impatto sia praticamente nullo. In altri, invece, ci si ritroverà incastrati su una roccia che si era giudicata innocua. È il contatto con gli ostacoli, allora, l’aspetto che desta un po’ di sorprese, pure nel caso delle barriere costituite da pneumatici e tronchi di legno.

Anche il peso della vettura, d’altra parte, non trasmette sempre sensazioni corrette. Stiamo parlando pur sempre di mezzi che, dati ufficiali alla mano, un minimo di stazza ce l’hanno. Ad esempio, il modello Yamaha YXZ1000R SE, presente nel gioco, pesa poco meno di 700 chili. Non è un dato elevato, questo è certo (una Cinquecento, prendendola molto alla larga, pesa circa 200 chili in più, per intenderci). In Overpass, però, alle volte sembra di essere a bordo di un kart. Non diciamo che i mezzi non si dovrebbero cappottare facilmente, assolutamente. È solo che, a volte, siamo rimasti sorpresi dal loro comportamento a contatto con gli ostacoli.

Per quanto riguarda il sistema di controllo, dobbiamo sottolineare che la versione da noi provata è stata quella per PlayStation 4. In ogni caso, il pad sembra comunque la soluzione consigliata, anche se avremmo preferito una vibrazione un po’ più presente, considerati tutti gli ostacoli piazzati sui percorsi.

We were born ready, we were born wild!

Dal punto di vista tecnico, Overpass regala alcuni spunti di analisi positivi. Il comparto audio, ad esempio, offre alcuni piacevoli accompagnamenti sonori quando si è nei menu (come l’orecchiabile Born Wild degli All Good Things – che però viene ripetuta ininterrottamente). Gli effetti sonori durante le gare, invece, non si segnalano per particolari lampi.

Dal punto di vista grafico, il giudizio è complessivamente positivo. Il feeling, specie nelle gare nel fango, somiglia a quello proposto da titoli come Spintires e MudRunner, anche se la resa estetica è sicuramente superiore. In generale la riproduzione dei circuiti è sufficiente, con alcuni pregevoli giochi di luce (specie nei tracciati al tramonto sulla sabbia). I mezzi, allo stesso tempo, sono ricreati in maniera adeguata. Vedere il proprio buggy pagato a peso d’oro sporcarsi di fango e combinarsi una bella zozzeria dà sempre un po’ di soddisfazione.  La resa estetica dei danni, lo ripetiamo, è praticamente nulla. È un po’ un peccato ma è un difetto se si vuole comprensibile.

Su PlayStation 4, infine, non abbiamo notato rallentamenti, cali di framerate o problemi tecnici degni di nota.

+ Concept originale
+ Sufficiente varietà di contenti
– Difficoltà non sempre calibrata al meglio
– Tutorial che non aiuta più di tanto i novizi
– Modello fisico non del tutto plausibile in diversi casi

5.3

Overpass è un titolo di guida che parte da un concept peculiare, ma avrebbe potuto e dovuto fare di più. Il gioco Zordix Racing lancia una sfida che richiede abilità, preparazione e tanta (a volte troppa) pazienza. Per trionfare sarà necessario guidare in maniera perfetta, gestendo bene l’acceleratore e altri parametri tecnici. Vero è che la gestione della difficoltà non ci è sembrata sempre perfetta, con picchi troppo elevati, un tutorial un po’ incompleto e un modello fisico non sempre plausibile. La guida tramite pad, poi, regala discrete sensazioni, anche se un po’ di intensità in più nella vibrazione non avrebbe guastato. La gestione della telecamera, al tempo stesso, non convince del tutto.

In generale, si tratta di un titolo non del tutto sufficiente. Chi non ha paura di sporcarsi di fango per arrivare alla vittoria, tutto sommato, potrebbe anche farci un pensierino, magari in occasione di qualche offerta vantaggiosa.