Helen Chiang prende posizione sulle circostanze del suo addio a Microsoft. L'ex Chief Operating Officer di XBOX, uscita dall'azienda dopo 21 anni, ha pubblicato su LinkedIn una lunga dichiarazione per contestare le ricostruzioni circolate sulla separazione. In particolare, definisce inesatta l'affermazione secondo cui sarebbe stata licenziata per una violazione delle regole aziendali.
La prima smentita riguarda la presunta diffusione di informazioni riservate alla stampa. Chiang afferma di non averle mai divulgate e di aver parlato con giornalisti esclusivamente nelle interviste autorizzate dall'azienda nell'ambito del proprio lavoro. Precisa inoltre di non aver risposto alle richieste ricevute dai cronisti che cercavano la sua versione dell'accaduto.
La dirigente esclude anche di aver lasciato XBOX per trasferirsi presso un concorrente. Descrive il rapporto con i colleghi, i gruppi di lavoro e le attività costruite durante la sua carriera come un legame di profonda lealtà: il suo obiettivo, scrive, era continuare a lavorare all'interno dell'organizzazione.
Nel messaggio respinge poi qualsiasi coinvolgimento in discriminazioni, bullismo, molestie, insider trading, appropriazione indebita o altre attività fraudolente. Rivendica i risultati professionali ottenuti e il modo in cui ha trattato le persone, sostenendo di non voler lasciare che le speculazioni definiscano il suo carattere o cancellino il lavoro svolto.
Chiang nega inoltre che la separazione sia legata alla mancata assegnazione di un incarico più importante. Dopo essere diventata madre, racconta, ha scelto consapevolmente come definire ambizione e successo, senza cercare attivamente maggiori responsabilità. Il suo ultimo colloquio di lavoro, specifica, risale al 2011.
Anche la promozione di luglio al ruolo di Chief Operating Officer sarebbe arrivata senza una sua richiesta. Secondo la dirigente, sono stati reputazione e risultati ad aprire le opportunità successive: avrebbe accettato gli incarichi nei quali l'azienda riteneva fosse necessaria e potesse offrire il contributo maggiore.
Il passaggio più critico riguarda l'applicazione degli standard aziendali. Chiang richiama equità, responsabilità e coerenza, dichiarando di nutrire serie preoccupazioni su come questi principi siano stati applicati al suo caso. Spiega di voler difendere la propria reputazione da ricostruzioni che attribuiscano l'uscita a incompetenza, ambizione professionale o scandali.
La dichiarazione si chiude con un ringraziamento alle persone che le hanno scritto: colleghi con cui non aveva contatti da anni e persone mai incontrate. «Non è così che avevo immaginato sarebbe finita la mia storia qui», scrive Chiang, aggiungendo che quanto raccontato non rappresenta tutta la storia.