Le scelte di The Witcher 4 dovranno lasciare un segno duraturo nei giocatori. È l'obiettivo indicato da Adam Badowski, co-CEO di CD Projekt Red, intervenuto al Festival internazionale del fumetto e dei giochi di Łódź. Il nuovo capitolo punterà su decisioni e conseguenze ambigue, proseguendo lungo la strada della narrazione moralmente grigia che ha caratterizzato il precedente viaggio di Geralt.
Durante l'incontro, il dirigente ha collegato i lunghi tempi di sviluppo soprattutto al peso della componente narrativa. La storia orienta l'intero processo produttivo, dall'inizio alla fine: il lavoro sul racconto condiziona quindi la realizzazione del gioco nel suo complesso. Badowski ha inoltre spiegato che lo studio non insegue le tendenze, indicando nella cura della scrittura una delle ragioni centrali dei suoi cicli di produzione.
Per raggiungere il risultato desiderato, la sceneggiatura viene riscritta frequentemente. L'obiettivo dichiarato è aumentarne l'impatto emotivo, evitando un racconto vuoto e cercando invece una risposta profonda da parte di chi gioca. Le revisioni accompagnano così lo sviluppo di The Witcher 4: nelle parole del dirigente, l'attenzione è rivolta alla capacità della narrazione di coinvolgere il pubblico sul piano emotivo.
Il panel ha toccato anche il sistema di combattimento, descritto come un'evoluzione di quello di The Witcher 3: Wild Hunt. Il riferimento indicato per gli scontri resta dunque il terzo episodio. Sul versante tecnologico, durante lo stesso incontro sono state ribadite le ragioni del passaggio a Unreal Engine 5, il motore scelto per il progetto.
Una domanda ha poi spostato l'attenzione su un possibile rifacimento di The Witcher 2: Assassins of Kings. Nella risposta, Badowski ha chiamato in causa Jakub Rokosz di Fool's Theory, sottolineando che il secondo capitolo è il suo preferito della serie. Il riferimento lascia aperta una possibilità, ma non costituisce l'annuncio di un remake.
Lo studio Fool's Theory sta già sviluppando il rifacimento del primo The Witcher. È questo il progetto che lega il team alla riproposizione delle avventure iniziali di Geralt e che dà un contesto concreto al nome citato da Badowski durante la risposta sul secondo episodio.