CD Projekt RED ha confermato uno dei piani di sviluppo più ambiziosi dell'industria videoludica moderna: l'intera nuova trilogia di The Witcher con Ciri come protagonista verrà rilasciata nell'arco di soli sei anni.
Un obiettivo che ridefinisce gli standard produttivi per gli action RPG open-world tripla A, specialmente considerando che tra The Witcher 2: Assassins of Kings e The Witcher 3: Wild Hunt erano intercorsi quattro anni, e che il terzo capitolo risale ormai al 2015. La chiave di questa accelerazione produttiva? Il passaggio definitivo a Unreal Engine 5 per l'intera saga.
Durante una recente conference call finanziaria, il co-CEO Michał Nowakowski ha spiegato la strategia dello studio polacco: "Stiamo utilizzando Unreal Engine 5 per The Witcher 4 da quasi quattro anni ormai, e siamo molto soddisfatti di ciò che abbiamo ottenuto".
Il dirigente ha fatto riferimento alla tech demo mostrata all'Unreal Fest alcuni mesi fa, che ha fornito un assaggio delle capacità grafiche del nuovo motore applicato all'universo creato da Andrzej Sapkowski. L'adozione dell'engine di Epic Games rappresenta un cambio di rotta radicale per CD Projekt, che aveva sempre sviluppato internamente il REDengine per i precedenti capitoli.
La roadmap delineata da Nowakowski è chiara: se la trilogia deve essere completata in sei anni, i tempi di sviluppo tra un capitolo e l'altro dovranno necessariamente accorciarsi.
Traducendo in date concrete, considerando che The Witcher 4 non uscirà nel 2026, possiamo ipotizzare un lancio per il 2027. Questo significherebbe The Witcher 5 nel 2030 e The Witcher 6 nel 2033, con cicli di sviluppo di circa tre anni per ciascun sequel.
L'ambizione del progetto diventa ancora più evidente confrontandola con gli standard attuali dell'industria tripla A. Bethesda ha annunciato The Elder Scrolls VI nel 2018 e il gioco non ha ancora una finestra di lancio definita.
Il nuovo Fable di Microsoft, rivelato nel 2020, arriverà solo nel 2026. Persino Sony ha impiegato cinque anni tra Ghost of Tsushima e il suo sequel Ghost of Yotei. In questo contesto, rilasciare tre open-world RPG di scala witcheriana in sei anni rappresenta un'impresa titanica che pochi studi possono anche solo contemplare.
Il vantaggio competitivo di CD Projekt risiede proprio nell'esperienza accumulata con Unreal Engine 5. Nowakowski ha sottolineato come il team stia imparando a ottimizzare il motore per gestire un mondo aperto massiccio come quello previsto per The Witcher 4, beneficiando anche dell'evoluzione continua dell'engine da parte di Epic Games.
Questo know-how si trasferirà direttamente ai capitoli successivi, riducendo i tempi di pre-produzione e ottimizzazione tecnica che tradizionalmente rallentano lo sviluppo.
Tuttavia, numerose variabili potrebbero influenzare questo cronoprogramma. La potenziale transizione verso console di nuova generazione durante lo sviluppo della trilogia rappresenta un'incognita significativa, così come l'evoluzione generale dell'industria videoludica, che sta attraversando uno dei periodi più turbolenti della sua storia.
CD Projekt dovrà inoltre bilanciare la produzione della trilogia di The Witcher con altri progetti in cantiere: Cyberpunk 2 è già in sviluppo, seppur in uno stadio meno avanzato, e lo studio sta lavorando anche al remake del primo The Witcher.