A distanza di oltre sette mesi dall’uscita di The Last of Us Part 2 Remastered su PC, un appassionato e modder ha riportato alla luce alcune meccaniche di gameplay tagliate che, a quanto pare, erano molto più complete di quanto si potesse immaginare. Non si tratta di semplici prototipi abbozzati o idee scartate in fase embrionale, ma di sistemi quasi finiti, completi di animazioni, script e persino linee di dialogo.
L’utente in questione è Speclizer, modder già noto nella community, che analizzando i file del gioco ha scoperto due feature rimosse dal prodotto finale: Peek Mode e Hold Up. Entrambe erano perfettamente integrate nel codice di gioco, tanto da poter essere riattivate con relativa facilità nella versione PC.
Peek Mode consentiva a Ellie di sbirciare attorno agli angoli, sotto gli oggetti o sopra le coperture. Una meccanica apparentemente naturale per un gioco stealth, ma che probabilmente è stata eliminata perché offriva un vantaggio minimo, se non nullo, considerando la gestione della telecamera e il ritmo delle sezioni di combattimento. Il sistema, tuttavia, è completo e funzionante, segno che Naughty Dog lo aveva testato a fondo prima di scartarlo.
Ben più interessante è invece Hold Up, una meccanica che avrebbe cambiato in modo sensibile l’approccio agli scontri. Questa funzione permetteva di sorprendere un nemico alle spalle, costringerlo ad alzare le mani e controllarne i movimenti, decidendo dove farlo spostare e in che direzione farlo guardare. Con il passare del tempo, l’avversario avrebbe tentato di reagire, creando una tensione dinamica che ricorda da vicino titoli come Metal Gear Solid V o i primi Splinter Cell.
A rendere il tutto ancora più affascinante è il ritrovamento di dialoghi contestuali completamente doppiati, con frasi come “Non fare stupidaggini” o “Mani dove posso vederle”, pensate per rafforzare l’impatto narrativo della meccanica. Non era solo gameplay, ma racconto emergente, uno dei marchi di fabbrica di Naughty Dog.
La decisione di rimuovere queste feature resta comprensibile: The Last of Us Part 2 è un’esperienza estremamente rifinita, dove ogni elemento è calibrato con precisione chirurgica. Aggiungere ulteriore profondità avrebbe potuto spezzare l’equilibrio o rallentare il ritmo. Eppure, vedere cosa sarebbe potuto essere lascia inevitabilmente spazio al rimpianto.
Grazie al lavoro di Speclizer, queste meccaniche vivono ora una seconda vita su PC, offrendo uno sguardo privilegiato sulla visione originale del team di sviluppo. E chissà che, in un futuro sequel o nell’ennesima riedizione, Naughty Dog non decida di recuperare davvero ciò che oggi possiamo solo osservare attraverso le mod.