Bethesda Game Studios continua a navigare nel delicato equilibrio tra le aspettative della community e i tempi di sviluppo sempre più dilatati delle sue produzioni tripla A. The Elder Scrolls 6, annunciato ormai nel lontano 2018 con un teaser di appena 36 secondi, rimane uno dei progetti più attesi dell'industria videoludica, ma Todd Howard, director e volto storico dello studio, chiede ancora una volta pazienza ai fan.
In un'intervista rilasciata a GQ, il game designer ha cercato di fare chiarezza sullo stato dei lavori, confermando che il sesto capitolo della saga fantasy è ormai diventato il focus principale del team, pur restando ancora lontano dal traguardo finale.
La dichiarazione più significativa di Howard riguarda proprio l'organizzazione interna dello studio: "Abbiamo centinaia di persone impegnate su Fallout in questo momento, con Fallout 76 e alcuni altri progetti in corso, ma The Elder Scrolls 6 è ormai un'attività quotidiana". Una conferma importante che segna un cambio di priorità rispetto agli ultimi anni, durante i quali Bethesda si è concentrata prima sul lancio di Starfield nel 2023 e sul supporto continuativo del live service post-apocalittico.
Il director ha ammesso apertamente che l'assenza di un nuovo capitolo di The Elder Scrolls si è protratta troppo a lungo. Sono passati ormai 14 anni dall'uscita di Skyrim, il quinto episodio che ha ridefinito gli standard degli open world RPG e che continua a vendere milioni di copie anche grazie alle innumerevoli riedizioni su praticamente ogni piattaforma immaginabile. Questa lunga attesa ha creato aspettative elevatissime nella fanbase, ma Howard difende la scelta di prendersi tempo tra un capitolo e l'altro della saga.
"Mi piace che ci sia una pausa tra un capitolo e l'altro, in modo che non sembri un sequel 'plus one'", ha spiegato il game director. "Credo che anche per il pubblico sia positivo avere una pausa, anche se per The Elder Scrolls è stata troppo lunga, questo è chiaro. Ma volevamo fare qualcosa di nuovo con Starfield. Avevamo bisogno di un reset creativo". Una filosofia di sviluppo che privilegia l'innovazione rispetto alla cadenza regolare, ma che nel caso specifico ha portato a un'attesa che inizia a pesare sulla community.
Sul fronte delle tempistiche, Howard non ha fornito alcuna finestra di lancio concreta, confermando che il gioco è "ancora molto lontano" dalla pubblicazione. Nessuna data, nessuna piattaforma confermata ufficialmente, solo la certezza che quando arriverà il momento dell'annuncio,
Bethesda potrebbe optare per una strategia sorprendente. Il director ha infatti rivelato il suo approccio ideale: "Mi piace annunciare le cose e poi rilasciarle subito. La mia versione perfetta – e non sto dicendo che accadrà – è che passerà ancora un po' di tempo e poi, un giorno, il gioco apparirà semplicemente".
Un modello di marketing che Bethesda ha già testato quest'anno con la remaster di Oblivion, rivelata e lanciata simultaneamente ad aprile. "Potresti dire che è stata una prova generale", ha scherzato Howard. "Ha funzionato bene". Effettivamente, la riedizione del quarto capitolo ha rapidamente raggiunto picchi di giocatori simultanei notevoli su Steam, dimostrando che l'appetito per il franchise rimane altissimo nonostante il lungo silenzio.