Dispositivi oggi estranei al mercato dei videogiochi potrebbero diventare vere macchine da gioco entro circa tre anni. È la previsione di Strauss Zelnick, chairman e CEO di Take-Two Interactive, secondo il quale il game streaming si avvicina a una fase di diffusione commerciale sostenuta da connessioni più rapide e con una latenza sufficientemente bassa.
Zelnick ha affrontato il tema durante la conference call ufficiale di Take-Two relativa al primo trimestre dell’anno fiscale 2027, tenuta il 7 agosto 2026. Il dirigente ha definito negativo l’aumento dei costi dell’hardware: prezzi più elevati ostacolano infatti l’obiettivo dell’industria di ampliare il pubblico e rendono più difficile l’accesso alle piattaforme capaci di eseguire i titoli più esigenti.
Lo scenario delineato dal CEO sposta una parte decisiva dell’elaborazione lontano dal dispositivo utilizzato dal giocatore. I videogiochi verrebbero eseguiti su computer centralizzati più potenti e poi trasmessi attraverso la rete, riducendo la necessità di integrare componenti locali di fascia alta. La previsione dipende quindi dalla disponibilità di collegamenti capaci di sostenere il flusso con tempi di risposta adeguati.
In questa prospettiva, la distinzione tra una piattaforma gaming e un comune apparecchio connesso potrebbe diventare meno rigida. Zelnick ritiene che macchine oggi non progettate specificamente per i videogiochi potranno eseguirli grazie all’infrastruttura remota. L’accesso ai titoli dipenderebbe così sempre meno dalla potenza installata nel singolo dispositivo.
La valutazione arriva dal vertice di un gruppo che opera a livello internazionale attraverso realtà come Rockstar Games, 2K e Zynga. Le parole di Zelnick descrivono l’evoluzione attesa delle modalità di distribuzione e accesso ai videogiochi, collegando il possibile sviluppo del cloud alla necessità di contenere l’impatto economico dell’hardware sul pubblico.
Take-Two, tuttavia, per ora non ha presentato un proprio servizio di streaming, comunicato prezzi o fissato una data di lancio commerciale. Non è stato annunciato neppure un accordo specifico legato al cloud gaming: quella di Zelnick resta una previsione strategica sull’industria e sulle condizioni tecnologiche che potrebbero affermarsi nell’arco dei prossimi tre anni.