Il caso Concord continua a far discutere la comunità gaming anche a mesi dal suo clamoroso fallimento commerciale.
Sony ha recentemente inviato una serie di avvisi DMCA contro un progetto amatoriale che stava cercando di riportare in vita lo hero shooter su server privati, ponendo nuovamente l'accento su tematiche cruciali come la preservazione videoludica e i diritti dei giocatori che hanno acquistato titoli poi rimossi dal mercato.
Per chi avesse perso i capitoli precedenti di questa saga, Concord rappresenta uno dei flop più eclatanti della storia recente dell'industria. Lo shooter competitivo sviluppato da Firewalk Studios fu rimosso dagli store digitali a tempo di record, con stime che parlavano di meno di 25.000 copie vendute.
Sony promise inizialmente di mantenere il gioco offline per esplorare possibili strade alternative, ma la situazione precipitò rapidamente: a fine settembre 2024 il game director Ryan Ellis si dimise, e appena un mese dopo l'intero studio Firewalk venne chiuso definitivamente dalla casa madre giapponese.
Nonostante la cancellazione del progetto, un gruppo di sviluppatori volontari ha lavorato negli ultimi mesi per ricostruire l'infrastruttura server del gioco attraverso reverse engineering.
Il team è riuscito nell'impresa di far funzionare elementi cruciali come il menu principale, la selezione dei personaggi e persino il matchmaking su server privati. "Il progetto è ancora work in progress, è giocabile ma presenta bug", ha dichiarato uno degli sviluppatori sul Discord ufficiale di Concord Delta, annunciando l'intenzione di avviare sessioni di playtesting privato.
Il gruppo ha dimostrato particolare attenzione agli aspetti legali del progetto, permettendo l'accesso esclusivamente a chi possedeva già una copia legittima del gioco e censurando attivamente qualsiasi tentativo di condivisione di file protetti da copyright.
"So che questa situazione non piace a chi è stato forzatamente rimborsato, ma probabilmente ci sono già avvocati che monitorano ogni nostra mossa e voglio assicurarmi che questo progetto rimanga il più legale possibile", aveva scritto il team sul canale Discord, rimuovendo sistematicamente link a materiale coperto da diritti d'autore.
La prudenza dei fan non è bastata a evitare l'intervento di Sony Interactive Entertainment, che ha emesso richieste di rimozione per violazione del copyright contro video pubblicati su YouTube e altre piattaforme social che mostravano il progetto in azione.
Sebbene non sia chiaro se la compagnia abbia preso di mira direttamente il team di sviluppo, l'effetto intimidatorio ha raggiunto il suo scopo: "A causa di preoccupanti azioni legali abbiamo deciso di mettere in pausa gli inviti per il momento", ha comunicato uno dei developer sul Discord del progetto.
La vicenda Concord è stata citata anche durante un recente dibattito alla Camera dei Comuni del Regno Unito sulla necessità di migliorare le tutele per i consumatori di videogiochi e sulla preservazione del patrimonio videoludico.
Un parlamentare ha utilizzato proprio questo caso come esempio emblematico: "Un esempio recente è Concord, un gioco rilasciato per PlayStation 5 e Windows nell'agosto 2024. Dopo un lancio deludente, Sony Interactive Entertainment ha preso una decisione commerciale di chiuderlo. Va dato loro merito di aver rimborsato tutti gli acquisti, ma questo non accade sempre".
La questione tocca un nervo scoperto dell'industria gaming contemporanea, dove i live service e i giochi sempre-online dominano le strategie editoriali dei publisher principali. Quando un titolo viene rimosso dai server, come successo anche con altre produzioni nel corso degli anni, i giocatori perdono completamente l'accesso al contenuto acquistato, sollevando dubbi sulla reale proprietà dei prodotti digitali.
Iniziative come quella del team Concord Delta rappresentano tentativi della community di preservare opere che altrimenti andrebbero perdute per sempre.