Il mondo del retrogaming è stato scosso da una scoperta straordinaria: la build quasi definitiva del leggendario port cancellato di Resident Evil per Game Boy Color è finalmente disponibile online nella sua versione più completa.
Parliamo di uno dei progetti più ambiziosi e "impossibili" della storia videoludica: trasformare un survival horror 32-bit distribuito su due CD per PlayStation in un titolo funzionante su una cartuccia da 2 MB per l'handheld 8-bit di Nintendo.
Un'impresa tecnica che sembrava destinata al fallimento, ma che il team londinese di HotGen riuscì miracolosamente a portare quasi a termine prima della cancellazione nel 2000.
Games That Weren't ha preservato e condiviso quella che viene definita la build finale del progetto, recuperata da Pete Frith, programmatore assistente del team originale.
Questa versione rappresenta un salto qualitativo enorme rispetto ai prototipi circolati online dal 2011: mentre le ROM precedenti erano talmente incomplete da impedire ai giocatori di vedere i titoli di coda, questa nuova build potrebbe finalmente essere completabile dall'inizio alla fine.
Secondo Frith, il progetto aveva raggiunto circa il 98% di completamento al momento della cancellazione. Il programmatore ricorda intensi scambi tra sviluppatori e team QA nelle settimane finali, segno che il gioco era ormai prossimo alla fase gold.
Questa nuova versione include contenuti inediti rispetto ai leak precedenti: il boss finale Tyrant, sequenze conclusive e diverse aree di gioco mai viste prima nelle build circolate negli anni scorsi.
La storia dietro la cancellazione rimane avvolta nel mistero e nella leggenda. Secondo quanto riferito al team di HotGen all'epoca, il "creatore originale di Resident Evil" avrebbe personalmente bocciato il progetto, ritenendo il Game Boy Color una piattaforma inadeguata per ospitare il franchise.
Non è chiaro se questa decisione sia da attribuire al director Shinji Mikami o al producer Tokuro Fujiwara, mente dietro il concept originale ispirato al suo Sweet Home per NES.
Dal punto di vista tecnico, il downgrade operato da HotGen resta impressionante anche oggi. Il team riuscì a comprimere l'esperienza del capostipite della serie horror di Capcom mantenendo la struttura di gameplay, le ambientazioni della villa Spencer e persino le meccaniche di risoluzione enigmi.
Naturalmente, trattandosi di una build non definitiva, persistono alcune imperfezioni: cutscene incomplete, palette cromatiche errate su alcuni sprite, e personaggi come Wesker e Barry che condividono lo stesso modello grafico.
Un dettaglio curioso riguarda l'animazione degli zombie eliminati: invece di cadere a terra, si accasciano sulle ginocchia. Non è chiaro se questa scelta fosse definitiva o rappresentasse un compromesso per rispettare le policy Nintendo sulla violenza grafica, più stringenti per i titoli destinati al pubblico giovane del Game Boy Color.
Games That Weren't non ha ancora verificato la completabilità effettiva del gioco, ma ha fornito hack per saltare direttamente al boss fight finale o all'ending per chi volesse esplorare questi contenuti inediti.
Simon Butler, artista del progetto originale, ha commentato la preservazione con un pizzico di nostalgia: "È bello rivedere i miei sprite dopo tutti questi anni. Non è stato il progetto più divertente della mia carriera, ma sicuramente uno dei più interessanti".
Una testimonianza che sottolinea le difficoltà tecniche e creative affrontate dal team nello sviluppare quello che molti consideravano un port impossibile.
Vale la pena ricordare che il Game Boy Color ricevette comunque un Resident Evil ufficiale: Resident Evil Gaiden, sviluppato da M4 e pubblicato nel 2001. Quel titolo però fu concepito nativamente per l'handheld, con una prospettiva dall'alto e sezioni di combattimento in prima persona, risultando un'esperienza completamente diversa rispetto ai capitoli console.
Il port cancellato di HotGen rappresentava invece un tentativo molto più ambizioso di portare l'esperienza originale su hardware portatile, un'impresa che questa nuova preservazione permette finalmente di apprezzare nella sua forma quasi definitiva.