Pokémon Verde è tornato al centro di un curioso esperimento con l’intelligenza artificiale generativa. Paulius ha pubblicato il 30 luglio un video di 72 secondi che trasforma la celebre scelta del primo Pokémon in una sequenza tridimensionale, ricostruita attraverso il modello indicato nel post come Opus 5.
Il filmato comincia tra le strade di Biancavilla, esplorate con una visuale in prima persona. La località, immediatamente associata anche a Pokémon Rosso e Blu, appare grigia e spoglia, mentre la telecamera avanza fino al laboratorio del Professor Oak, dove si concentra la parte principale della ricostruzione.
Opus 5 remade Pokemon in perfect 3D
— Paulius 🏴☠️ (@0xPaulius) July 30, 2026
the starter scene is v disturbing pic.twitter.com/lg8TmzsI0M
Una volta entrati nell’edificio, il video ripropone la scelta dei tre Pokémon iniziali. Le creature vengono mostrate nell’ordine Bulbasaur, Charmander e Squirtle, ciascuna all’interno della propria Poké Ball. Le forme generate, tuttavia, cambiano in modo evidente rispetto ai disegni tradizionali e non mantengono sempre proporzioni o animazioni coerenti.
Bulbasaur conserva una sagoma riconoscibile, ma presenta occhi rossi e un’espressione quasi assente. Charmander appare invece deformato, con parti del corpo assemblate in maniera irregolare. Il risultato più vistoso riguarda Squirtle, che emerge dalla Poké Ball muovendosi a scatti, assumendo una postura innaturale e mostrando un sorriso accompagnato da occhi completamente scuri.
Paulius ha spiegato che praticamente tutto ciò che compare nel filmato è stato generato da Claude, utilizzando un prompt preparato da Matt Shumer. L’autore sostiene che il sistema abbia prodotto ogni pixel della sequenza e che il progetto non impieghi nessun asset personalizzato, né per le ambientazioni né per i modelli delle creature.
Lo stesso Paulius ha definito molto disturbante la scena dedicata agli starter, riservando a Squirtle l’espressione «per sempre infestato». Anche le reazioni raccolte attorno al filmato hanno insistito sulle deformazioni dei tre personaggi, ribattezzati scherzosamente con versioni storpiate dei rispettivi nomi.
Il contrasto nasce soprattutto dalla riconoscibilità della scena originale: Biancavilla, il laboratorio, le Poké Ball e l’ordine dei tre starter restano chiaramente identificabili, mentre volti, corpi e movimenti assumono caratteristiche instabili. Il filmato mostra così una ricostruzione completa prodotta senza modelli preparati manualmente, ma anche le anomalie visive che emergono quando il sistema deve mantenere coerenti personaggi tanto conosciuti durante una sequenza animata.