Sony ha pubblicato un brevetto dedicato a un sistema che potrebbe correggere automaticamente i problemi software delle console PlayStation e di altri suoi dispositivi. Il progetto prevede l’impiego dell’intelligenza artificiale per generare codice firmware personalizzato in risposta al malfunzionamento individuato: la correzione verrebbe quindi costruita sulla base del problema riscontrato sul singolo apparecchio.
Il processo descritto parte da un server AI che analizza i dati provenienti dal dispositivo. Uno o più modelli di intelligenza artificiale stabiliscono se sia necessario intervenire per risolvere un’anomalia. A questa valutazione viene affidata la decisione di avviare un’azione correttiva, collegando così la diagnosi al successivo intervento sul software.
Per scrivere le correzioni, il sistema ricorrerebbe a modelli linguistici di grandi dimensioni, gli LLM. Il codice prodotto sul momento verrebbe poi distribuito automaticamente agli utenti attraverso aggiornamenti firmware personalizzati. Diagnosi, generazione della soluzione e invio al dispositivo farebbero dunque parte di una procedura gestita da remoto, senza richiedere al giocatore di eseguire manualmente tutti i passaggi di risoluzione.
Il documento contempla anche un percorso diverso: quando l’analisi non rileva la necessità di un’azione correttiva, i dati vengono registrati e inoltrati per una revisione umana. Le informazioni raccolte restano così a disposizione degli addetti, anche nei casi in cui il sistema non proceda alla modifica del firmware.
L’obiettivo dichiarato è ridurre i resi in garanzia, i costi dell’assistenza clienti e i passaggi necessari per individuare e risolvere i guasti software. Per gli utenti, l’applicazione del sistema potrebbe evitare il ricorso a un tecnico per i bug affrontabili attraverso questo tipo di intervento automatizzato.
La generazione dinamica delle correzioni comporta però un rischio specifico: un errore nel codice potrebbe rendere inutilizzabile il dispositivo anziché ripararlo. L’affidabilità del firmware prodotto dai modelli è quindi un punto delicato del meccanismo, perché la soluzione elaborata dall’AI verrebbe eseguita direttamente sull’hardware interessato dal problema.
Un ulteriore rischio riguarda la sicurezza del server incaricato di generare e distribuire gli interventi. Se fosse compromesso, un attaccante potrebbe sfruttarlo per inviare codice malevolo ai prodotti collegati. La portata potenziale andrebbe oltre le console: il brevetto descrive infatti un sistema applicabile a diverse categorie di hardware Sony.