Sony ha chiuso improvvisamente i server di Destruction AllStars, rimuovendo contemporaneamente il gioco dal PlayStation Store senza alcun preavviso pubblico significativo.
Il titolo multiplayer pubblicato durante il periodo di lancio di PS5 non è più acquistabile digitalmente e tutte le funzionalità online sono state disattivate. Chi possiede già il gioco può comunque continuare ad accedere alle modalità offline contro i bot, ma l’esperienza multiplayer — cuore del progetto — è ormai definitivamente terminata.
La chiusura ha colto di sorpresa gran parte della community anche perché, normalmente, questo tipo di shutdown viene annunciato settimane o mesi prima, così da permettere ai giocatori di organizzare ultime sessioni online o acquistare il titolo prima della rimozione. In questo caso, invece, molti utenti hanno scoperto la notizia direttamente tramite notifiche PlayStation.
Destruction AllStars era stato lanciato nel 2021 come una delle prime produzioni esclusive pensate per PS5. Sony aveva puntato molto sul progetto, arrivando persino a offrirlo gratuitamente agli abbonati PlayStation Plus nei primi mesi dal lancio della console.
Nonostante questo, il gioco non è mai riuscito davvero a conquistare il pubblico. Il mix tra combattimenti automobilistici, destruction derby e sezioni a piedi aveva ricevuto recensioni contrastanti, con molti giocatori che criticavano la scarsa profondità dei contenuti e la ripetitività dell’esperienza online.
Il titolo era sviluppato da Lucid Games, studio formato da ex membri di Bizarre Creations, team storico dietro serie come Project Gotham Racing e Blur. Dopo il lancio di Destruction AllStars, Lucid non ha più pubblicato giochi originali, limitandosi a collaborazioni di supporto su altri progetti.
La chiusura del gioco arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per la strategia live service di Sony. Negli ultimi giorni si è parlato molto anche della situazione di Bungie, con il progressivo rallentamento del supporto a Destiny 2 e vari rumor relativi a tagli interni.
Tutto questo rafforza ulteriormente la sensazione che il piano live service di PlayStation stia attraversando una fase complicata, con Sony pronta a spegnere i server in una mossa raccontata da la chiusura multiplayer di Destruction AllStars. A oggi, infatti, solo pochi progetti sembrano aver ottenuto risultati realmente solidi nel lungo periodo, con Helldivers 2 e Gran Turismo 7 che rappresentano le eccezioni più evidenti.
La parabola di Destruction AllStars finisce quindi per diventare quasi simbolica: un gioco nato per rappresentare il futuro multiplayer di PS5 che, nel giro di pochi anni, è sparito nel silenzio quasi totale. E forse è proprio questo l’aspetto più significativo della vicenda.