Nintendo è consapevole di aver puntato con una certa frequenza sui remake, ma considera questa strategia uno strumento per raggiungere il pubblico più giovane. A spiegarlo è stato Shigeru Miyamoto, che in una nuova intervista ha affrontato direttamente le critiche rivolte alla compagnia per il crescente recupero delle sue produzioni storiche.
Miyamoto ha osservato che alcune persone potrebbero giudicare eccessivo il numero di rifacimenti pubblicati dalla casa. Secondo il celebre creativo, però, dopo circa cinque anni una parte del pubblico supera una determinata fase della propria vita e smette di giocare ai titoli originali. La longevità affettiva di molti classici Nintendo non impedirebbe quindi un progressivo ricambio dei giocatori.
Il ragionamento riguarda soprattutto le nuove generazioni. Miyamoto sostiene che i ragazzi abbiano poche occasioni per avvicinarsi spontaneamente a giochi di dieci anni fa, anche quando si tratta di opere che hanno contribuito a definire l'identità della compagnia. Riproporle con una veste aggiornata diventa così un modo per renderle nuovamente accessibili.
La strategia non si limita alla semplice conservazione del passato. Per Miyamoto, rendere i classici più giocabili e pubblicarli nuovamente permette di rispondere a una domanda che altrimenti rimarrebbe scoperta. Il remake viene dunque presentato come un punto d'ingresso per chi non possiede le piattaforme originali o non ha mai avuto contatti con quelle produzioni.
Far conoscere le opere da cui tutto è partito avrebbe inoltre conseguenze sui futuri sviluppi della compagnia. Miyamoto ha spiegato che la riscoperta dei giochi originali può creare le basi per nuovi progetti, aggiungendo che Nintendo sta perseguendo attivamente questa direzione. Il recupero del catalogo viene così collegato anche alla continuità delle sue proprietà intellettuali.
La posizione arriva dopo le perplessità espresse in un intervento estivo dagli ex responsabili marketing Kit Ellis e Krysta Yang. I due avevano criticato la dipendenza dalla nostalgia, temendo che una società tradizionalmente creativa potesse mettere da parte la propria componente innovativa per evitare i rischi legati alle idee completamente nuove.
L'accesso alle produzioni meno recenti rimane peraltro condizionato dall'hardware e dai servizi ancora supportati: la chiusura delle funzioni online di Nintendo 3DS e Wii U ha ridotto le possibilità di recuperare parte di quel patrimonio attraverso i sistemi originali. Nintendo continua comunque a promettere esperienze uniche e fondate sulla propria originalità, mentre Miyamoto assegna ai remake il compito di collegare quel passato ai giocatori del futuro.