Shigeru Miyamoto ha criticato apertamente il modo in cui parte dell'industria videoludica tratta gli sviluppatori, soprattutto quando le competenze accumulate dai team vengono sacrificate per inseguire risultati economici immediati. Il creatore di Mario ha descritto come un «enorme fallimento» la scelta di consumare il talento di tante persone pur di raggiungere il pareggio o centrare obiettivi a breve termine.
Il veterano di Nintendo ha collegato questa posizione alla crescente centralità assunta da numeri e indicatori economici nella produzione dei videogiochi. Un processo creativo guidato troppo rigidamente dalle metriche, secondo Miyamoto, rischia di limitare lo sviluppo fin dalle sue prime fasi e di allontanare l'attenzione dagli elementi capaci di rendere un'opera memorabile.
La sua alternativa parte da due principi: divertimento e creatività. Quando nasce un nuovo progetto, l'obiettivo iniziale dovrebbe essere costruire qualcosa di piacevole e originale, senza lasciare che le valutazioni finanziarie condizionino subito ogni decisione. I calcoli economici restano parte della produzione, ma non dovrebbero soffocare le idee prima che possano essere sviluppate.
Miyamoto ha richiamato anche la storia di Mario, riconoscendo quanto possa apparire assurdo che un personaggio con quelle caratteristiche sia diventato una delle figure più riconoscibili dei videogiochi. A determinarne il successo, nella sua lettura, è stata soprattutto la capacità dei primi episodi di offrire un'esperienza immediatamente divertente, trasformando un'idea insolita in un'icona amata dal pubblico.
Il ragionamento si inserisce in una fase segnata da licenziamenti e chiusure in numerose aziende del settore. La fonte cita la chiusura di Bluepoint Games da parte di PlayStation e gli oltre 3.000 sviluppatori lasciati a casa da XBOX come esempi di una tendenza che continua dopo la forte crescita delle assunzioni registrata negli anni precedenti.
Nintendo ha seguito finora un percorso differente, subendo meno duramente questa dinamica e aumentando le proprie attività di reclutamento. L'approccio dell'azienda giapponese punta sulla conservazione delle competenze interne: perdere professionisti esperti non significa soltanto ridurre un organico, ma disperdere conoscenze, relazioni e metodi di lavoro costruiti attraverso più produzioni.
La posizione di Miyamoto riflette una filosofia che ha accompagnato la nascita di serie come Super Mario e The Legend of Zelda. Per il game designer, risultati commerciali e sostenibilità non possono essere separati dalla continuità dei gruppi creativi: raggiungere un traguardo economico bruciando il talento necessario per progettare i giochi successivi rappresenta una sconfitta per l'intera industria.