Troy Baker, uno dei volti (e voci) più riconoscibili dell’industria videoludica dei giorni nostri, ha dichiarato di voler compiere un passo importante nella sua carriera: non solo continuare a recitare, ma arrivare a sviluppare un videogioco tutto suo. Un’ambizione che, considerando il suo percorso, appare tutt’altro che improvvisata.
L’attore, noto per aver dato voce a personaggi iconici come Joel in The Last of Us, Sam Drake nella serie Uncharted e recentemente Indiana Jones in Indiana Jones and the Great Circle, ha raccontato a Eurogamer di essere ormai nelle fasi iniziali di questo nuovo progetto creativo. Non si tratta ancora di qualcosa di concreto, ma le idee iniziano a prendere forma.
Uno degli esempi che ha ispirato Baker è il percorso di Abubakar Salim, attore noto per Assassin’s Creed Origins, che ha fondato lo studio Surgent Studios arrivando poi a pubblicare l’acclamato Tales of Kenzera: Zau. Un caso che dimostra come il passaggio da interprete a creatore sia possibile, se accompagnato da visione e competenze.
Baker non nasconde di aver imparato dai migliori. Nel corso degli anni ha collaborato con figure del calibro di Hideo Kojima, Neil Druckmann, Todd Howard e Vince Zampella, assorbendo principi, metodi di lavoro e approcci narrativi che ora vorrebbe rielaborare in qualcosa di personale. L’obiettivo non è semplicemente creare un gioco, ma costruire un’esperienza che rispecchi gli standard qualitativi delle produzioni che lo hanno formato.
Interessante è anche il suo approccio ai tempi di sviluppo. Quando gli è stato chiesto quale fosse la sua timeline, Baker ha risposto senza esitazione: “non rushed”. Una scelta che riflette una volontà precisa: evitare compromessi e dedicare tutto il tempo necessario per realizzare qualcosa di davvero significativo.
Al momento, l’attore sta esplorando idee, possibili collaborazioni e soprattutto il tipo di storia che vuole raccontare. Non è ancora chiaro quale forma prenderà il progetto, ma è evidente che Baker voglia portare nel game development la stessa intensità emotiva e profondità narrativa che hanno caratterizzato le sue interpretazioni.
Se questo percorso dovesse concretizzarsi, potremmo trovarci davanti a un caso sempre più frequente nell’industria: quello di artisti che, dopo aver contribuito a dare vita ai grandi videogiochi, decidono di passare dall’altra parte e crearli in prima persona. E considerando il talento e l’esperienza accumulata da Troy Baker, le aspettative non potranno che essere alte.