Le aspettative attorno a GTA 6 sono ormai difficili da misurare, ma una nuova testimonianza dagli studi di Rockstar North sembra alzare ulteriormente l'asticella. Il nuovo viaggio a Vice City avrebbe lasciato il pubblico della presentazione senza parole, al punto da evocare uno dei più importanti salti tecnologici vissuti dal cinema moderno.
Il paragone, evidenziato da Tech4Gamers, nasce dal lungo reportage di TROISCOULEURS. Il magazine francese ha assistito a una presentazione negli uffici scozzesi di Rockstar, dove il responsabile dello sviluppo Rob Nelson ha mostrato circa un'ora di gioco con il controller in mano.
L'impressione raccontata dal giornalista Étienne Rouillon è quella di trovarsi davanti a un nuovo punto di riferimento tecnico. La sensazione sarebbe stata simile allo stupore provato nel 2009 durante la presentazione dei primi minuti di Avatar di James Cameron: non soltanto uno spettacolo visivo, ma un'opera capace di ridefinire immediatamente le aspettative del pubblico.
A colpire non sarebbe un singolo effetto, bensì la coerenza dell'intero mondo. La sabbia resta sulle scarpe, il sudore compare sulla pelle dopo uno scatto e la vegetazione acquatica reagisce nell'acqua. A questo si aggiunge una Vice City popolata da una quantità impressionante di personaggi, distinti nel comportamento e nel modo di interagire tra loro.
La dimostrazione si inserisce nel percorso di comunicazione che Rockstar ha intensificato attorno al gioco. Anche il recente extended look di GTA 6 aveva riacceso il dibattito sulla scelta di mostrare così tanto, ma questa prova a porte chiuse aggiunge dettagli concreti sul funzionamento del mondo aperto.
Nel corso della sessione, la polizia riconosce l'abbigliamento del personaggio, ma può perdere le sue tracce se non lo vede salire su un veicolo. Il denaro è diviso tra contanti e conto bancario, con il rischio di perdere ciò che non è stato depositato quando il protagonista viene sconfitto. Sono sistemi pensati per rendere la fuga una parte più credibile dell'esperienza.
Anche il traffico cambia in base all'orario e gli incontri possono prendere direzioni impreviste. In una scena, Jason e Lucia accettano la sfida di alcuni passanti e si tuffano da un ponte; quando tornano, scoprono che qualcuno ha rubato la loro automobile. Gli eventi emergenti promettono quindi di modificare davvero il corso di una partita.
La relazione tra Jason e Lucia resta al centro del progetto. Le azioni del giocatore, il tempo trascorso insieme e il modo in cui i due si proteggono potrebbero influire sul loro rapporto. Rockstar vuole così portare nella struttura di GTA la profondità emotiva già sperimentata con Arthur Morgan in Red Dead Redemption 2, senza rinunciare alla libertà della serie.
Nel reportage viene inoltre descritta una città molto più ampia di Los Santos, circondata da numerosi centri abitati e da una grande quantità di edifici accessibili. Il dato più importante, però, sembra essere la densità: Rockstar Games non punta soltanto a costruire uno spazio più grande, ma un luogo capace di reagire continuamente alla presenza del giocatore.
Se queste impressioni saranno confermate dall'esperienza completa, GTA 6 potrebbe davvero segnare uno spartiacque per i grandi giochi open world. Il confronto con Avatar è impegnativo, ma racconta bene l'ambizione del progetto: trasformare la meraviglia tecnica in un mondo abbastanza credibile da far dimenticare, dopo pochi minuti, la tecnologia che lo rende possibile.