È iniziata in Scozia l’udienza finale nella controversia tra Rockstar Games e i 31 sviluppatori licenziati che lavoravano a GTA 6. Il procedimento si svolge al Glasgow Tribunals Centre, davanti al quale si sono radunati manifestanti con bandiere del sindacato IWGB e cartelli contro le presunte pratiche antisindacali dell’azienda.
Al centro della battaglia legale ci sono le accuse di licenziamento illegittimo e di inserimento dei lavoratori in liste nere. L’IWGB, che rappresenta gli ex dipendenti, sostiene che siano stati allontanati perché iscritti al sindacato. L’azienda respinge questa ricostruzione e attribuisce i provvedimenti a gravi violazioni disciplinari, tra cui la condivisione di informazioni riservate sul server Discord dell’organizzazione.
Durante la manifestazione è intervenuta Rachel Crawford, una delle persone licenziate. L’ex dipendente ha raccontato di essere stata mandata via il 30 ottobre 2025, senza preavviso e senza ricevere una spiegazione chiara di ciò che avrebbe fatto per meritare il provvedimento. Nel giro di pochi minuti, ha spiegato, si è ritrovata fuori dall’ufficio, umiliata e piena di vergogna.
Il suo discorso ha descritto anche le reazioni dei colleghi: alcuni, secondo Crawford, avevano paura persino di parlarle o guardarla, mentre altri le confidavano di sentirsi impotenti. Ha quindi indicato nell’udienza un’occasione per contrastare la paura di esporsi e perdere il lavoro, aggiungendo che diversi dipendenti dello studio stanno chiedendo riconoscimento e tutele attraverso l’attività sindacale.
Il caso è arrivato anche al Parlamento britannico ed è stato commentato dall’allora primo ministro Keir Starmer, che lo aveva definito profondamente preoccupante. Nel corso del 2026, lo sviluppatore aveva tentato di ottenere l’archiviazione del procedimento, che è invece proseguito fino a questa fase.
Dai licenziamenti è nata inoltre l’organizzazione Rockstar Game Workers, che ha sollevato ulteriori contestazioni nei confronti dell’azienda. Le accuse riguardano il crunch, i divari retributivi di genere e l’utilizzo dei bonus come strumento di pressione sui lavoratori: questioni che si aggiungono alla disputa sulle ragioni degli allontanamenti.
La durata prevista dell’udienza è di circa cinque settimane. Per conto degli ex dipendenti, l’IWGB chiede il reintegro o un risarcimento, insieme a una pronuncia che riconosca l’ingiustizia dei licenziamenti. Un esito favorevole ai lavoratori potrebbe contribuire al percorso verso il riconoscimento ufficiale della rappresentanza sindacale all’interno dello studio.