La città filippina di Dagupan City ha ordinato la chiusura dei Pisonet, piccoli esercizi di noleggio computer molto diffusi nel Paese, dopo un caso di sparatoria scolastica che ha riaperto il dibattito sui videogiochi violenti e sulle comunità online frequentate dai minori.
I Pisonet prendono il nome dall'unione tra “piso”, il peso filippino, e “net”, e permettono a giovani e adulti di usare un computer a basso costo per navigare su internet o giocare. Per molte famiglie senza un PC in casa, questi locali rappresentano anche una delle poche forme di accesso quotidiano alla rete.
Il provvedimento arriva dopo un incidente attribuito a due ragazzi di 14 e 15 anni. Nel corso dell'indagine guidata dalla senatrice Risa Hontiveros, sarebbe emerso che uno dei due sospettati era presumibilmente dipendente da Gorebox, gioco violento finito così al centro dell'attenzione pubblica.
Hontiveros non ha indicato il titolo come causa diretta della violenza, ma ha espresso preoccupazione per il modo in cui gruppi estremisti potrebbero usare videogiochi e spazi online per avvicinare, manipolare o radicalizzare ragazzi vulnerabili. La distinzione è centrale nel caso: il focus dell'indagine riguarda anche le reti sociali e le community, non soltanto il contenuto del gioco.
Il tema richiama il più ampio dibattito sui contenuti per adulti nei videogiochi, soprattutto quando piattaforme digitali, pressioni politiche e percezione pubblica finiscono per intrecciarsi. In questo caso, la discussione si è spostata rapidamente dai singoli autori del gesto agli strumenti usati dai ragazzi per comunicare e giocare.
Anche l'analista di cybersecurity Art Samaniego Jr. ha sostenuto che le autorità dovrebbero guardare con più attenzione alle comunità online e alle reti che potrebbero aver spinto i giovani sospettati verso la violenza. Parte dell'opinione pubblica, invece, ha collegato direttamente il comportamento dei ragazzi al videogioco.
A seguito dell'indagine, Gorebox è stato temporaneamente bandito nelle Filippine: Google e Steam lo hanno rimosso dalle versioni locali delle rispettive piattaforme. La rimozione non impedisce però l'accesso tramite proxy o VPN, un elemento che rende più complesso qualsiasi intervento fondato solo sul blocco degli store.
Il consiglio cittadino di Dagupan non ha collegato esplicitamente la chiusura dei Pisonet alla sparatoria, ma la tempistica ha alimentato il sospetto di un rapporto diretto tra i due eventi. La misura rischia di colpire migliaia di utenti che usavano quei locali non solo per giocare, ma anche per accedere a internet.